Onori (Az): veto in Europa usato come ricatto. Meccanismo da cambiare

ROMA\ aise\ - “Il veto in Europa non funziona più come protezione per i Paesi membri: è diventato uno strumento di ricatto”. Questa la netta opinione della deputata di Azione eletta in Europa, Federica Onori, intervenendo in discussione generale sulla mozione di Azione sul veto europeo.
Onori ha prima spiegato questo meccanismo: “Basta un governo su ventisette per bloccare sanzioni, decisioni di politica estera, misure di sicurezza che riguardano tutti noi”.
Poi ha portato due esempi: “lo abbiamo visto con l’Ungheria, che ha sistematicamente fatto ricorso al veto per strappare concessioni energetiche e per fare favori a Putin, proteggendo oligarchi e funzionari putiniani dalle sanzioni europee. Un Paese membro dell’Unione che ha tenuto in ostaggio tutti gli altri su una questione che non dovrebbe essere negoziata”.
Per la questione Ben-Gvir: “proprio oggi, al Consiglio Affari Esteri, l’Alto Rappresentante Kallas ha dichiarato che molti Paesi vorrebbero sanzionare il ministro israeliano Ben-Gvir, ma che manca l’unanimità”. E mancando questa, le sanzioni non possono essere ratificate.
“Questo è il costo concreto del veto per i cittadini: un’Europa che vorrebbe agire, sa che dovrebbe agire, e non riesce – ha concluso -. In un’Europa che decide, l’Italia conta. In un’Europa bloccata, no”. (aise)