Porta (Pd): la maggioranza calpesta lo stato di diritto andando contro immigrati ed emigrati

ROMA\ aise\ - Nel decreto sicurezza approvato dal Senato un emendamento della maggioranza che sostiene il governo Meloni introduce un compenso per il legale che assiste i migranti per i rimpatri volontari. Secondo l’emendamento, con la modifica scatta un compenso al legale della stessa misura del contributo economico oggi previsto per il migrante, e pari a 615 euro. Sarà riconosciuto “ad esito della partenza dello straniero”. “Un atto gravissimo, che costituirebbe un ulteriore passo verso lo smantellamento dello Stato di diritto”, ha commentato il deputato del Pd eletto in Sud America, Fabio Porta, secondo il quale questo provvedimento oltre a colpire indistintamente gli immigrati colpisce anche gli emigrati e gli italo-discendenti.
“Si tratta di un “premio” economico all'avvocato il cui migrante effettivamente parta e torni nel suo Paese di origine. Un incentivo per gli avvocati alla remigrazione dei loro assistiti – ha aggiunto -. “Remigrazione” della quale hanno già fatto le spese italo-discendenti in attesa di cittadinanza rimpatriati forzatamente nei Paesi di origine”.
“Dopo aver demonizzato gli avvocati che assistevano gli italo-discendenti che richiedevano la cittadinanza italiana oggi vogliono premiare quelli che “convincono” i loro clienti a non tornare in Italia – ha proseguito -. Dopo l’eliminazione delle norme che regolavano la cittadinanza degli italiani all’estero, la maggioranza di governo ripropone in altri termini la sua ossessione contro i migranti calpestando diritti individuali e imparzialità della legge”.
Queste misure rappresentano un “piano inclinato dal quale rischiamo di non rialzarci più e che ormai vede nelle migrazioni, in entrata e in uscita, il nemico da abbattere”. (aise)