Referendum/ Ricciardi (Pd): “no” al 56% in Europa/ Troppe schede nulle, servono spiegazioni

ROMA\ aise\ - “Il risultato del referendum tra gli italiani in Europa parla chiaro: ha vinto il “no” con il 56,24%. Un esito tutt’altro che scontato, che assume un valore politico rilevante anche per la partecipazione: 405.358 voti assoluti per il “no”, frutto di un lavoro capillare e determinato del Partito Democratico in Europa, insieme ai partiti e alle associazioni che hanno animato i comitati per il “no” in tutti i principali Paesi europei”. Lo scrive Toni Ricciardi, deputato Pd eletto in Europa e vicecapogruppo del partito alla Camera, a commento dei risultati del referendum sulla giustizia, che ha visto votare per corrispondenza il 28,53% degli italiani all’estero aventi diritto. Un voto in controtendenza, quello degli Aire: all’estero ha vinto il “sì”, tranne che in Europa.
Residente in Svizzera, Ricciardi evidenzia in particolare il voto della Confederazione: “la Svizzera si distingue in modo particolare: con 78.581 voti per il “no” è il Paese che, in termini assoluti, registra il consenso più alto a difesa della Costituzione. Ma anche sul piano percentuale il dato è significativo: in Paesi come Francia, Regno Unito, Belgio e Spagna il NO supera stabilmente il 56%”.
Ma, aggiunge, “accanto a questo risultato positivo, emergono tuttavia elementi che non possono essere ignorati. Hanno votato in Europa 782.998 persone, ma oltre 55.000 schede risultano non valide: un dato sproporzionato, a cui si aggiungono più di 6.300 schede bianche”. Numeri che, secondo Ricciardi, “meritano un approfondimento serio e non strumentale, soprattutto alla luce del clima che ha preceduto il voto: settimane segnate da attacchi preventivi al voto degli italiani all’estero, con esponenti di primo piano della maggioranza impegnati in una campagna mediatica che ha cercato di delegittimare un diritto fondamentale”.
“Viene allora spontanea una domanda: qualcuno, tra coloro che oggi agitano proposte di riforma del voto all’estero, ha intenzione di interrogarsi su quanto accaduto, ancora una volta, in America meridionale? Lì – rimarca il deputato dem – il Sì ha raggiunto il 72% - con punte del 90%, una percentuale che non si è registrata neppure ad Arcore, dove peraltro ha prevalso il “no”. Un risultato sospetto che merita spiegazioni, non slogan”.
“È una riflessione che non va archiviata in fretta, soprattutto mentre si moltiplicano proposte di modifica del voto all’estero proprio da parte di partiti della coalizione di destra, beneficiari di tali sospette “anomalie” che, prima di tutto, dovrebbero chiarire questi evidenti squilibri. Prima di formulare proposte volte a manipolare il voto degli italiani all’estero, qualcuno spieghi queste evidenti contraddizioni”, conclude Ricciardi. “O il problema non è il voto all’estero, ma solo la convenienza di qualcuno?”. (aise)