Referendum: voto regolare in Venezuela/ Tripodi risponde a Porta

ROMA\ aise\ - In occasione del referendum dello scorso marzo – quello sulla riforma della giustizia - , il voto in Venezuela “si è svolto nel rispetto della normativa vigente”, “non si sono registrate irregolarità nelle procedure” e “non sono pervenute ai consolati in Venezuela segnalazioni circostanziate”. A sostenerlo è la sottosegretaria agli esteri Maria Tripodi cui è stata affidata la risposta all’interrogazione a prima firma Fabio Porta, in cui i deputati Pd eletti all'estero riportavano “anomalie” nel recente voto.
Nella risposta, Tripodi ha evidenziato, in primo luogo, “lo sforzo organizzativo di grande portata che ha coinvolto oltre 200 sedi diplomatiche tra ambasciate e consolati” a lavoro per far votare “oltre 5 milioni di italiani all'estero”, richiamando l’impegno “senza sosta” della nuova Direzione generale per i servizi ai cittadini all'estero e le politiche migratorie, e l’apposita “task force elettorale” voluta da Tajani.
Con specifico riguardo al Venezuela, ha aggiunto, “il voto si è svolto nel rispetto della normativa vigente (legge n. 459 del 2001 e decreto del Presidente della Repubblica n. 104 del 2003). Ciascun elettore ha ricevuto il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza e ha potuto restituirlo tramite il servizio postale o consegnarlo personalmente presso la sede consolare di riferimento, depositandolo in apposite cassette per la ricezione della posta. Non si sono registrate irregolarità nelle procedure di voto. Inoltre, non sono pervenute ai consolati in Venezuela segnalazioni circostanziate”.
In Venezuela, ha ricordato la sottosegretaria, “ci sono due circoscrizioni consolari: il consolato generale di Caracas, dove hanno votato 27.529 elettori su 81.153 aventi diritto (33,92 per cento), e il consolato di Maracaibo, dove i votanti sono stati 7.541 su 15.672 elettori (48,11 per cento). Gli elettori sono infatti ripartiti per circoscrizioni consolari e non in sezioni territoriali come avviene sul territorio italiano”.
“In considerazione delle specificità del contesto locale, - ha evidenziato Tripodi – il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha disposto nel 2025 uno stanziamento straordinario diretto al rafforzamento delle attività di aggiornamento e bonifica delle posizioni anagrafiche dei connazionali, al fine di verificare la correttezza degli indirizzi e ridurre il rischio di disguidi nella distribuzione dei plichi elettorali. Il servizio di spedizione delle schede è stato affidato alla società venezuelana «Documentos Mercantiles S.A. (DOMESA)», già utilizzata in precedenti tornate elettorali, anche in ragione dell'assenza di operatori alternativi in grado di garantire una copertura omogenea su tutto il territorio della circoscrizione. D'intesa con il vettore incaricato, sono stati introdotti sistemi di tracciamento dei plichi elettorali, nonché rafforzate le attività di monitoraggio delle operazioni da parte degli uffici consolari, che hanno accompagnato le procedure di spedizione attraverso un resoconto giornaliero delle attività nella propria circoscrizione”.
“Quanto alle operazioni di distruzione delle schede non utilizzate o pervenute oltre i termini di legge”, ha aggiunto la sottosegretaria, esse “si sono svolte in conformità alla normativa vigente e sotto la supervisione del personale delle sedi, con redazione di apposito verbale”.
La Farnesina, ha concluso, “ha assicurato anche in questa tornata elettorale, svoltasi in un contesto internazionale particolarmente complesso e segnato dalle tensioni nell'area del Golfo, il proprio costante impegno affinché tutte le operazioni di voto all'estero si svolgessero nel pieno rispetto della normativa vigente e garantendo in ogni contesto la libertà, la segretezza e la regolarità del voto”. (aise)