Servizi consolari a Caracas: Rosato (Iv) interroga Tajani

ROMA\ aise\ - Le “esigenze organizzative e di controllo amministrativo” del consolato italiano a Caracas “non devono comportare, come effetto indiretto, un peggioramento duraturo dei servizi essenziali garantiti alla collettività italiana in Venezuela”. A sostenerlo è il deputato di Azione Ettore Rosato che, in una interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, si fa portavoce delle istanze del Comites di Caracas.
Nella premessa, Rosato riporta, infatti, che “il Comites della circoscrizione consolare di Caracas ha segnalato un progressivo e significativo deterioramento del funzionamento dei servizi consolari a Caracas, a fronte di una collettività di circa 160.000 cittadini italiani residenti in Venezuela; risulta che, fino a circa due anni fa, un cittadino italiano riceveva un appuntamento presso il consolato nella stessa giornata della richiesta, con rilascio della documentazione nell'arco di circa un'ora; con l'introduzione dell'attuale sistema di prenotazione basato sulla piattaforma Prenot@Mi, il tempo medio necessario per ottenere un appuntamento supererebbe oggi abitualmente di quattro mesi, con casi in cui, dopo l'attesa iniziale, al cittadino viene richiesto di integrare la documentazione, ripartendo da capo con un nuovo appuntamento e un ulteriore periodo di attesa di pari durata”.
Il Comites, scrive ancora il deputato, “segnala, altresì, l'assenza di uno sportello dedicato ai cittadini più vulnerabili (persone con disabilità, ultrasettantacinquenni, persone in comprovata difficoltà), per i quali attualmente non è previsto alcun canale di accesso prioritario, e l'assenza, da tempo, di missioni consolari itineranti nelle principali città del Venezuela, con conseguente aggravio di costi, tempi e rischi per la sicurezza personale dei connazionali costretti a raggiungere Caracas, in un contesto caratterizzato da difficoltà infrastrutturali e di sicurezza”.
“Il Venezuela – ricorda Rosato – attraversa da anni una crisi economica, sociale e politica di eccezionale gravità, alla quale si è recentemente aggiunta la tragedia di un violento terremoto che ha causato vittime, migliaia di sfollati e danni ad abitazioni ed infrastrutture; il Comites di Caracas ha segnalato, in tale frangente, l'assenza di un messaggio pubblico istituzionale di vicinanza da parte del consolato rivolto alla comunità italiana, elemento che ha contribuito ad accentuare nella collettività una percezione di distanza delle Istituzioni proprio nei momenti di maggiore difficoltà”.
“Nella fase difficile che il Paese sta attraversando, aggravata dal terremoto, l'interrogante ritiene che lo Stato italiano debba interpretare la propria presenza consolare come un punto di riferimento concreto, efficiente e vicino ai cittadini”, sostiene Rosato che a Tajani chiede “se sia a conoscenza dei disservizi segnalati dal Comites di Caracas e quali siano gli intendimenti in merito con particolare riferimento all'allungamento dei tempi di attesa per ottenere un appuntamento consolare, oggi superiori a quattro mesi”.
E ancora: “quali iniziative urgenti di competenza si intendano assumere per ridurre tali tempi e per introdurre una procedura che consenta di integrare la documentazione mancante senza costringere il cittadino a ripartire da un nuovo appuntamento e da una nuova, lunga attesa; se si intenda istituire, come richiesto dal Comites, uno sportello dedicato ai cittadini più vulnerabili e che si trovano in comprovata e grave difficoltà, per garantire loro un accesso prioritario ai servizi consolari; se si intenda ripristinare un programma stabile di missioni consolari itineranti nelle principali città del Venezuela, al fine di ridurre la necessità di spostamenti, particolarmente onerosi e rischiosi nell'attuale contesto del Paese”.
Al Ministro si chiede anche “quali iniziative di comunicazione istituzionale il consolato abbia adottato o intenda adottare per garantire ai connazionali un'informazione tempestiva su orari, aperture straordinarie e situazioni di emergenza, anche alla luce di quanto verificatosi in occasione del recente terremoto; quale valutazione sia stata compiuta, o si intenda compiere, sul pregresso modello organizzativo del consolato, che aveva conseguito tempi di rilascio dei documenti significativamente più rapidi attraverso la digitalizzazione dell'archivio e la revisione dei processi interni, al fine di verificarne il possibile recupero” e, infine, “quali misure di competenza, si intendano adottare affinché le esigenze organizzative e di controllo amministrativo del consolato non comportino, come effetto indiretto, un peggioramento duraturo dei servizi essenziali garantiti alla collettività italiana in Venezuela, che vive una delle fasi più difficili della propria storia e che ha diritto a percepire lo Stato italiano come una presenza vicina, efficiente”. (aise)