Servizi consolari a pagamento: Tripodi risponde a Ricciardi (Pd)

ROMA\ aise\ - Le sedi diplomatico-consolari in Europa “monitorano costantemente e in maniera proattiva” Fast It e Prenot@mi per “prevenire fenomeni di rivendita di appuntamenti”. Così la sottosegretaria agli esteri Maria Tripodi che questa mattina, nell’aula della Camera, ha risposto alla interpellanza con cui Toni Ricciardi, deputato Pd eletto in Europa, chiedeva chiarimenti sui servizi forniti dal semplita.com un portale che offre intermediazione per servizi consolari a pagamento. Un’attività, spiega il deputato nella sua interpellanza, non riconducibile ad alcuno: sul portale, infatti, non sono pubblicati i riferimenti di chi, a quanto pare, riesce laddove i connazionali non possono: prenotare appuntamenti in Consolato in tempi brevi.
Una situazione che la Farnesina monitora “costantemente”, ha detto oggi Tripodi che, nel caso specifico di semplita.com, ha riportato oggi che non sono stati trovati riscontri: “il portale richiamato nell'interpellanza Semplita sembrerebbe operare soprattutto in Europa con la gestione di un soggetto privato che, su delega del connazionale, utilizzerebbe le credenziali personali di quest'ultimo per accedere alle piattaforme istituzionali Fast-It e Prenot@mi, programmi che gestiscono la trattazione delle pratiche consolari rigorosamente in ordine cronologico, nel rispetto dell'articolo 12 del DPR n. 62/2013. Quanto ai tre Paesi indicati dall'onorevole interpellante - Regno Unito, Svizzera e Germania -, a seguito di un ulteriore approfondimento svolto, non si ha evidenza di segnalazioni specifiche da parte dell'utenza sul caso in questione”.
Tripodi ha quindi aggiunto che le sedi diplomatico-consolari nell'area “monitorano costantemente e in maniera proattiva le citate piattaforme per prevenire fenomeni di rivendita di appuntamenti” e che “l’attività di prevenzione, monitoraggio e controllo si esplica anche a livello centrale. Il Ministero degli Esteri è fortemente impegnato nel rafforzamento dei sistemi informatici per contrastare eventuali abusi”.
Inoltre, “la progressiva migrazione sul Polo Strategico Nazionale di tutti i portali relativi ai servizi consolari contribuirà, peraltro, a creare un'infrastruttura di sicurezza ancora più stabile, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente gli spazi per intermediazioni improprie e garantire la piena tutela dei dati personali”. La sottosegretaria ha quindi ricordato che “da tempo abbiamo avviato una mirata campagna informativa per ribadire la totale estraneità del Ministero e della Rete ai servizi di intermediazione privati e per richiamare l'attenzione degli utenti sull'importanza di accedere direttamente alle piattaforme istituzionali, scongiurando costi aggiuntivi e la condivisione di dati personali con agenzie private”.
Concludendo, Tripodi ha voluto “rassicurare” Ricciardi sul fatto che “continueremo il costante monitoraggio sul corretto uso degli applicativi ministeriali al fine di migliorare ulteriormente l'erogazione dei servizi consolari, assicurando trasparenza e legalità, ciò in linea con la recente riforma del Ministero fortemente voluta dal Ministro Tajani, che ha messo al centro del suo mandato il rafforzamento dei servizi ai cittadini e alle imprese. La riforma ha previsto, tra l'altro, l'istituzione di una Direzione generale dedicata allo sviluppo delle infrastrutture informatiche, alla digitalizzazione e alla sicurezza cibernetica, a dimostrazione del carattere prioritario e centrale che il tema riveste nell'azione quotidiana del Ministero degli Affari esteri”.
Per niente rassicurato e “profondamente insoddisfatto” della risposta, Ricciardi ha prima elencato il listino – prezzi applicato da simplita.com per le pratiche consolari e poi riferito che il portale è riuscito a prendere appuntamento per il rinnovo della Cie per la stessa famiglia di 4 persone, non una ma due volte, dietro pagamento di 350 euro.
“Lei ha richiamato la riforma del Ministro Tajani sul MAECI. Quella riforma, che noi abbiamo avversato con forza, ha dentro un paragrafo che spiega in tutto qual è la visione, purtroppo, di questo Governo: la privatizzazione dei servizi consolari”, ha accusato Ricciardi. “Mi sarei aspettato un'assunzione di responsabilità da parte di questo Governo e non spallucce facendo finta che nulla stesse accadendo, perché quello che sta accadendo con i servizi consolari, che voi volete privatizzare, accade già con i visti”, ha aggiunto. “In Cina ci sono società che hanno commesse, da parte della Repubblica italiana, che operano sui visti - il costo di un visto è di 90 euro - e queste società vendono il fast track, lo speedy boarding e il servizio business e a domanda a queste società: scusate, ma il timbro di visto chi lo mette? Lo mette il funzionario, il dipendente del consolato? Sì, e allora mi spiegate voi come fate a garantire il fast track di quella procedura pagata il doppio o il triplo rispetto al costo ordinario quando il funzionario è lo stesso? E come fa il funzionario a decidere se mettere prima il timbro sulla pratica ordinaria da 90 euro o su quella da 150?”.
Tornando agli appuntamenti su Prenot@mi, Ricciardi ha aggiunto che alla Farnesina sanno “benissimo che ci sono i sistemi di intelligenza artificiale che intervengono e riescono a carpire le procedure di appuntamento”; di fatto, ha aggiunto, “la vendita degli appuntamenti ai consolati è prassi costante da troppo tempo” e “non è più accettabile”, soprattutto se “avete nel cassetto una soluzione depositata da 10 anni” e cioè la convenzione con i patronati che sono “organismi riconosciuti, monitorati e controllati dalla Repubblica italiana” ma “contro i quali voi crivellate un giorno sì e l'altro pure. E allora non riesco a capire: i patronati non sono titolati, perché probabilmente il patronato-pensiero non è eccessivamente allineato, mentre le società private, che speculano e lucrano sulla difficoltà dei cittadini, invece sì”.
La Farnesina deve “continuare a monitorare questa vicenda e verificare quali saranno i passi che si dovranno fare” perché l’Italia deve poter garantire “risposte adeguate” ai connazionali che non possono essere lasciati in balia di privati che “speculano” sulle loro difficoltà.
“Io conosco ambasciatori, consoli, dipendenti e uscieri dei consolati che fanno i salti mortali per star vicino alle persone, perché quando tu eroghi un servizio da parte della Repubblica italiana non stai erogando un servizio di parte ma lo stai erogando come Nazione, e utilizzo non a caso un termine tanto caro alla sua Presidente del Consiglio”, ha concluso Ricciardi. “E allora, evidentemente, se vogliamo rispettare questa Nazione, se vogliamo rispettare il tricolore che sventola in ogni angolo di questo globo, dobbiamo preoccuparci che la Repubblica italiana faccia lo Stato e che non si svenda e che non svenda, per l'interesse di pochi, i propri servizi a soggetti privati che, con i servizi pubblici, non c'entrano assolutissimamente nulla. (aise)