Snider (Lega): sostegno anche agli stagionali rientrati dall’estero

ROMA\ aise\ - La proroga delle indennità a lavoratori stagionali, del turismo e dello spettacolo prevista dall’articolo 42 del Dl 73/21 (Misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali) dovrebbe essere estesa anche agli stagionali rientrati dall’estero rimasti disoccupati. A sollevare la questione è stata ieri, in Commissione esteri alla Camera, la deputata della Lega Silvana Snider a margine della discussione sul Dl 73. Un tema, ha osservato il presidente Fassino, su cui la terza Commissione non è competente ma che, certo, andrà portato all'attenzione della Commissione Bilancio, che esamina il decreto in sede referente.
“Occorre intervenire per garantire l'assistenza dei cittadini italiani all'estero”, ha sostenuto Snider segnalando, appunto, l’articolo 42 che interviene a sostegno dei lavoratori stagionali rimasti disoccupati. “Sarebbe opportuno valutare di prendere in considerazione anche gli italiani che hanno svolto lavoro stagionale all'estero e che, rientrando, si trovano disoccupati a causa della pandemia senza coperture da parte degli Stati esteri interessati, considerato che in base agli accordi vigenti in sede UE sono a carico degli Stati ove risultano residenti”, ha spiegato la parlamentare, anche perché “tali connazionali si ritrovano pertanto a non avere più i requisiti per la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI)”.
Quanto all’articolo 49 del decreto (frontalieri), Snider ha sostenuto che occorre “chiarire i profili sulla corretta tassazione delle pensioni erogate ai cittadini italiani che sono totalmente a carico dello Stato svizzero: la tassazione – secondo la deputata – non può essere diversa tra i cittadini rientrati in Italia che aprono un conto corrente per il versamento delle loro pensioni e coloro che, invece, mantengono i loro rapporti di fiducia con le banche svizzere. L'imposizione fiscale non può essere prevista sulla base del mero luogo di incasso della pensione, in qualunque forma erogata, ma sulla capacità di reddito dei cittadini”.
Dunque “è necessario assicurare tutela a quel cittadino pensionato che decide di trascorrere la propria vecchiaia in Italia dopo aver lavorato una vita e versato contributi in Svizzera, lasciandogli comunque la libertà di mantenere i propri risparmi e l'accredito della pensione in tale Stato, che è ora classificato in white list. Sarà onore del cittadino iscrivere detti introiti da pensione in fase di dichiarazione dei propri redditi con l'applicazione di pari imposta applicata dagli intermediari italiani, come previsto dalla legge”. (aise)