Targa Ugl al Bois du Cazier: il caso arriva in Parlamento

ROMA\ aise\ - “Garantire il pieno rispetto del pluralismo” al sito del Bois du Cazier dove, per commemorare le vittime del disastro di Marcinelle, all’Ugl è stata negata la possibilità di apporre una targa per “motivi ideologici”. Un “inaccettabile veto ideologico” per il senatore Roberto Menia (FdI) che ha interrogato in merito il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani.
Nella premessa, il senatore ricorda “l'8 agosto 2026 ricorre il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, avvenuta nella miniera del bois du Cazier in Belgio, in cui persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani; il sito del bois du Cazier rappresenta oggi un luogo simbolo del sacrificio, del lavoro e dell'emigrazione italiana nel mondo, e la sua memoria appartiene a tutti gli italiani, senza alcuna distinzione”.
“In vista delle celebrazioni per il 70° anniversario, - spiega Menia – l'organizzazione sindacale italiana UGL (Unione generale del lavoro) ha formalmente richiesto di poter collocare una targa commemorativa presso il mur du souvenir del sito minerario; la targa proposta non recava alcun messaggio politico, limitandosi a riportare la frase: "La vita di ognuno di loro valeva più di tutto il carbone della miniera"; la richiesta è stata a giudizio dell'interrogante incomprensibilmente respinta dal consiglio di amministrazione del sito, il quale ha motivato il diniego richiamando in modo generico e opaco non meglio precisate "sensibilità espresse" durante la discussione, senza fornire alcuna spiegazione concreta né un criterio oggettivo”.
“Presso il medesimo mur du souvenir – annota il senatore – risultano già affisse da anni targhe analoghe deposte da altre organizzazioni sindacali e associative italiane, rendendo evidente come non esista un divieto generale di apposizione, ma si sia di fronte a un diniego mirato che colpisce esclusivamente l'UGL”. Per Menia “la decisione appare come un grave e inaccettabile atto di discriminazione politica e ideologica ai danni di una storica organizzazione sindacale italiana, perpetrato peraltro in un luogo in cui nessuno, in Italia o all'estero, dovrebbe arrogarsi il diritto di stabilire chi sia degno di ricordare i nostri morti e chi no”.
A Tajani, Menia chiede di sapere “se sia a conoscenza dei gravi fatti esposti; se l'Ambasciata d'Italia a Bruxelles sia stata informata di tale diniego e se abbia già intrapreso dei passi ufficiali; se non ritenga inaccettabile e lesivo della dignità nazionale che un'organizzazione sindacale italiana venga pretestuosamente esclusa da una commemorazione in un luogo della memoria per la quale altre sigle hanno ottenuto identico riconoscimento” e, infine, “quali iniziative urgenti intenda assumere, anche attraverso i canali diplomatici, nei confronti delle autorità belghe e della direzione del bois du Cazier, al fine di garantire il pieno rispetto del pluralismo, superare questo inaccettabile veto ideologico e assicurare pari dignità a tutte le organizzazioni italiane che intendono rendere omaggio ai connazionali caduti a Marcinelle”. (aise)