Ubaldo Larobina: in Senato il ricordo di Giacobbe (Pd)

ROMA\ aise\ - “Signor Presidente, oggi chiedo la parola in quest'Aula che rappresenta l'essenza stessa della Repubblica italiana per rendere omaggio a un uomo, un Grand'Ufficiale della nostra Repubblica, un imprenditore, un giornalista, un emigrato, un amico”. Così il senatore Pd Francesco Giacobbe ha iniziato ieri il suo intervento nell’Aula del Senato per ricordare Ubaldo Larobina, fondatore del più grande Network di informazione italiano in Australia, il Globo, morto lo scorso 16 dicembre.
“Prendere oggi la parola per celebrarne un breve ricordo, signor Presidente, non è un atto di commiato - anche esso dovuto - ma è un modo perché la memoria di quanto fatto da Ubaldo Larobina possa rimanere custodito anche qui, negli archivi di questa Aula sacra alla nostra democrazia; così come merita chi, come Larobina, ha speso la sua vita professionale e privata per la comunità italiana, per far sì che i tantissimi emigrati come lui potessero avere una vita migliore”, ha sottolineato il senatore eletto all’estero.
“L'Australia che lo accolse nel 1957 non era quel grande Paese multiculturale che oggi conosciamo”, ha ricordato Giacobbe. “Gli anni 50 in generale non erano quella realtà erudita e progressista del mondo occidentale moderno. E anche noi italiani non godevamo di quell'apprezzamento e di quella ammirazione che abbiamo saputo costruire nel mondo intero nel corso dei decenni successivi, anche e - mi sia consentito - soprattutto grazie ai tantissimi emigrati che come Ubaldo Larobina hanno fatto conoscere ad altre culture, ad altre lingue, ad altre tradizioni, quanto l'Italia e la sua gente fossero capaci di offrire al mondo”.
“Nel 1959 – ha proseguito il parlamentare – Larobina fonda e pubblica per la prima volta il giornale “Il Globo”, un settimanale, poi quotidiano, e infine bisettimanale, tutto in lingua italiana, che si pone come obiettivo quello di ridurre le distanze fra l'Italia e l'Australia; distanze che negli anni 50 dello scorso secolo sembravano pressoché insuperabili. Nel corso dei decenni il giornale è cresciuto, insieme alla sua comunità di lettori e agli italiani d'Australia. Il contributo offerto all'accoglienza dei nostri emigrati, che in quegli anni arrivavano dall'altra parte del mondo in nave e non conoscevano né la lingua inglese, né le usanze del nuovo mondo, è stato straordinario; inferiore, forse, solo al contributo che lo stesso giornale ha dato per la formazione dell'Australia multiculturale che conosciamo oggi. Dopo aver acquisito anche la proprietà dell'altro storico giornale italiano d'Australia, “La Fiamma”, la cui testata nacque dalla volontà dei frati Cappuccini per sostenere la nostra comunità emigrata già nel 1947, Larobina fondò alcuni anni dopo la prima stazione radio completamente italiana 24 ore al giorno, Rete Italia”.
“E sempre a Ubaldo Larobina – ha sottolineato Giacobbe – va dato il merito di aver traghettato queste testate giornalistiche dagli anni 50 ai giorni nostri. Esse, infatti, sono tutte ancora in piena attività e al gruppo editoriale si è aggiunta anche una televisione in streaming che di recente ha anche chiuso un accordo con la Rai. Dico questo, signor Presidente, perché è doveroso sottolineare come l'eredità culturale di Ubaldo Larobina sia più che mai viva e continui a produrre benefici per l'Italia e per gli italiani all'estero anche oggi che, purtroppo, lui non è più tra noi”.
“Calabrese di nascita, romano di adozione, Ubaldo Larobina ha saputo combinare il meglio di due Paesi, Italia e Australia, che ha chiamato casa fino alla fine dei suoi giorni. Ha saputo promuovere, difendere, raccontare l'Italia agli italiani e agli australiani. È stato – ha evidenziato Giacobbe – un punto di riferimento per la comunità e dalla sua redazione sono passati i più grandi interpreti della politica australiana e italiana. Un suo direttore, che per anni aveva contribuito all'affermazione de «Il Globo», il compianto Nino Randazzo, è stato il primo senatore italiano eletto nella circoscrizione australiana. E io stesso, emigrato giovane da poco giunto in Australia, dalle colonne del suo giornale e dalle frequenze della sua radio ho curato rubriche e condotto programmi radiofonici per assistere gli italiani all'estero con problematiche di tipo previdenziale e fiscale”.
“Non c'è ad oggi, signor Presidente, un solo aspetto della vita della comunità italiana in Australia che non abbia trovato attenzione e sostegno da parte di Ubaldo Larobina e del suo Network di informazione. La sua scomparsa – ha concluso il senatore – è una grande perdita per tutti noi, ma la sua eredità culturale e umana rappresenta un tesoro unico e inesauribile che sarà conservato nella memoria, futuro degli italiani d'Australia e, da oggi, anche del Senato e della Repubblica italiana, comunità che Ubaldo Larobina ha servito con umiltà, passione e orgoglio”. (aise)