Vietati i social sotto i 16 anni in Australia/ Giacobbe (Pd): l’Italia acceleri su una riforma bipartisan

ROMA\ aise\ - È entrata in vigore in Australia la legge che vieta l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. Una norma che il Senatore del Pd eletto proprio in Australia, Francesco Giacobbe, ha accolto con grande soddisfazione e che secondo lui “dimostra concretamente che un modello alternativo all’uso indiscriminato dei social e dello smartphone tra i più giovani è possibile”.
“L’esperienza australiana – ha affermato Giacobbe – ci dice chiaramente che quando c’è volontà politica si possono introdurre misure efficaci per proteggere i nostri ragazzi. La legge è ora operativa e rappresenta un punto di riferimento internazionale: non un freno alla tecnologia, ma un modo per garantire che la tecnologia non condizioni negativamente lo sviluppo umano e sociale delle nuove generazioni”.
Il Senatore dem ha quindi sottolineato come il successo del percorso australiano, sostenuto da una larga convergenza parlamentare, sia la prova che su temi di tutela dei minori è possibile costruire una solida alleanza bipartisan, mettendo al centro il benessere delle famiglie e delle comunità, non gli interessi delle piattaforme digitali.
“È arrivato il momento di accelerare anche in Italia su una proposta condivisa, seria e credibile – ha evidenziato quindi Giacobbe –. Il Parlamento deve assumersi la responsabilità di approvare una riforma che, sull’esempio australiano, introduca limiti chiari, strumenti di controllo efficaci e una cornice educativa che accompagni bambini, adolescenti e famiglie nell’uso equilibrato del digitale.”
Giacobbe ha inoltre ribadito che la tutela dei minori non può essere demandata esclusivamente ai genitori o alle scuole, ma richiede una piena assunzione di responsabilità anche da parte delle aziende tecnologiche: “Le piattaforme devono collaborare con i governi e non ostacolare processi che hanno come unico obiettivo la protezione dei giovanissimi. La transizione digitale deve essere sostenibile e rispettosa della vulnerabilità dei minori.”
Il Senatore eletto all’estero ha dunque confermato il proprio impegno a promuovere un dibattito politico maturo e costruttivo sul tema anche in Italia, lavorando insieme ai colleghi che già condividono la necessità di un intervento legislativo forte e unitario. “L’esperienza australiana – ha concluso – ci offre una strada percorribile. Ora sta a noi avere il coraggio di seguirla”. (aise)