Al MET di New York “Raphael: Sublime Poetry”

Raffaello Sanzio, Madonna Alba, 1511 circa, Washington, National Gallery of Art

NEW YORK\ aise\ - È la prima esposizione completa dedicata a Raffaello negli Stati Uniti la mostra “Raffaello: Sublime poesia”, inaugurata il 28 marzo al Metropolitan Museum of Art (MET) di New York. La mostra, curata da Carmen Bambach, segue l’intera parabola della carriera dell’artista: dalle origini a Urbino all’ascesa a Firenze, dove iniziò ad affermarsi come pari di Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino al suo ultimo, prolifico decennio alla corte papale a Roma, dove fu acclamato come il "principe dei pittori".
Vero titano del Rinascimento italiano, Raffaello di Giovanni Santi (1483-1520), meglio conosciuto come Raffaello, unì ambizione e lirismo per creare opere di grande spessore intellettuale e profondità emotiva, una dote indispensabile nel complesso panorama politico delle corti rinascimentali. Nella sua breve vita – morì a soli 37 anni – raggiunse un successo così straordinario come pittore, disegnatore e architetto da essere considerato l'apice della perfezione artistica per secoli dopo la sua morte.
Figlio di un pittore e di un poeta, Raffaello frequentò i più importanti scrittori e pensatori della sua epoca a Roma, dimostrando una sensibilità poetica che affascinò i contemporanei e le generazioni successive. Abile uomo d'affari e impresario, collaborò con squadre ben organizzate di assistenti e collaboratori per diffondere le sue innovazioni e il suo stile, dando vita a una nuova generazione di artisti di spicco.
Per sottolineare la vastità del suo genio, la mostra, in programma sino al 28 giugno, riunisce più di 170 tra i suoi più grandi capolavori, tra disegni, dipinti e arazzi provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Europa e degli Stati Uniti, molti dei quali mai esposti insieme prima d'ora. Importante la collaborazione con le istituzioni museali italiane, con significativi prestiti dai musei e dalle collezioni di tutta Italia: Galleria Borghese, Galleria Nazionale dell’Umbria, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Galleria Nazionale delle Marche, Gallerie Nazionali di Arte Antica Barberini – Corsini, Gallerie degli Uffizi, Gallerie dell’Accademia e Complesso monumentale della Pilotta.
Un’opera chiave dell’esposizione, lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello proveniente da Città di Castello, è stata recentemente restaurata grazie a un progetto di collaborazione tra il Met, la Pinacoteca Comunale di Città di Castello e l’Istituto Centrale per il Restauro.
Con particolare attenzione alla rappresentazione femminile di Raffaello – dall'uso, per la prima volta nell'arte occidentale, di modelle nude alle sue tenere raffigurazioni della Madonna con Bambino – e alle recenti scoperte scientifiche realizzate con tecnologie all'avanguardia, questa esposizione offre una rara opportunità di ammirare il genio di un artista che ha contribuito a plasmare il corso della storia dell'arte.
I disegni, i dipinti, le stampe e gli arazzi esposti delineano un ritratto della sua affascinante personalità artistica e della sua mente straordinariamente creativa.
La mostra al MET illustra anche la storia di un artista nato da un poeta-pittore, che strinse amicizia con importanti figure letterarie e si cimentò nella composizione di sonetti. Raffaello visse e lavorò in una cultura abituata a considerare pittura e poesia come arti sorelle e inscindibili. L'eleganza e la forza drammatica delle sue immagini hanno ancora il potere di evocare l'antico aforisma, molto dibattuto ai suoi tempi, secondo cui "la pittura è una poesia muta e la poesia è una pittura cieca". (aise)