Il passaporto italiano al 7° posto nel mondo per mobilità

ROMA\ aise\ - Il passaporto italiano sale al settimo posto della classifica mondiale sulla libertà di movimento, garantendo un accesso diretto o facilitato all'87,4% delle destinazioni globali. È quanto emerge dall’ultimo report di Passport Reports, piattaforma globale indipendente che monitora, analizza e classifica la "forza" dei passaporti di 199 Paesi in base alla libertà di movimento che garantiscono ai loro titolari. La piattaforma ha registrato una rilevazione aggiornata a settembre 2026, evidenziando il balzo del documento italiano dal nono al settimo gradino della graduatoria globale grazie a un punteggio complessivo di mobilità pari a 173.
Nel dettaglio europeo, l'Italia si attesta all’ottavo posto tra 47 Paesi del continente e tra i 29 Paesi dell'area Schengen, posizione confermata anche su scala OCSE. Guardando ai grandi forum internazionali, il passaporto tricolore si posiziona sul podio: è terzo sia tra i Paesi del G7 sia all'interno del G20. Inoltre, l'Italia guida la classifica tra i Paesi con lingua ufficiale italiana e figura al terzo posto tra le 40 repubbliche parlamentari monitorate dal report.
Dei 173 punti mobilità riconosciuti ai cittadini italiani, 120 destinazioni (il 60,6% del totale) sono raggiungibili in maniera completamente 'visa-free', 42 tramite visto all’arrivo o altre modalità d'ingresso agevolato (21,2%), e 11 previa autorizzazione elettronica di viaggio (5,6%). Solo per 25 Paesi al mondo (pari a un quarto delle mete considerate) resta obbligatorio il visto tradizionale richiesto prima della partenza. La copertura raggiunge il 100% in Europa, Sud America, Caraibi e Paesi del Golfo, mentre scende in Oceania (92,9%), Asia (82,0%) e Africa (72,2%). Tra i Paesi che richiedono un'autorizzazione preventiva elettronica prima dell'imbarco figurano Stati Uniti (fino a 90 giorni), Canada e Regno Unito (fino a 180 giorni), Nuova Zelanda e Israele (90 giorni).
Il rapporto analizza anche il versante opposto, ossia il livello di apertura dell'Italia verso i turisti e viaggiatori stranieri, dove il Paese si posiziona al 92° posto su 199 Paesi. Il dossier mette in luce un'asimmetria di reciprocità con diverse potenze extra-UE: se infatti i cittadini italiani beneficiano dell'ingresso senza visto in Cina (30 giorni) e Turchia (90 giorni) o con ingresso agevolato in India (30 giorni), per i cittadini cinesi, turchi e indiani che intendono fare ingresso in Italia resta invece fermo l'obbligo di richiedere preventivamente un visto di ingresso.
Al primo posto, Emirati Arabi Uniti, Singapore, Malaysia, Spagna e Lussemburgo. Anche Belgio e Francia sopra l’Italia. (aise)