La Testa di Ulisse da Sperlonga a Miami

MIAMI\ aise\ - Sulla base di un accordo di prestito, sottoscritto tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio in vista dell’Italy – US Business, Investment, Science and Innovation Forum, per un mese è eccezionalmente in esposizione a Miami, nella hall di ingresso del Patricia and Phillip Frost Art Museum, un reperto archeologico particolarmente rappresentativo del patrimonio identitario italiano ed europeo.
Accompagnata da un video esperienziale sul museo e il parco archeologico di Sperlonga, la Testa di Ulisse (I sec. a.C. – I sec. d.C.), dal Gruppo dell’accecamento di Polifemo, proveniente dal Parco archeologico della Villa di Tiberio e Museo archeologico nazionale di Sperlonga (LT), sarà in mostra a ingresso libero fino al 19 luglio nel Patricia & Phillip Frost Art Museum della Florida International University (FIU).
L’iniziativa cade nelle settimane immediatamente precedenti al lancio dell’atteso film di produzione statunitense The Odyssey (2026), basato sul poema epico di Omero.
La Villa di Tiberio (imperatore romano tra il 14 e il 37 d.C.) fu messa in luce nella seconda metà degli anni 50 del Novecento, a seguito dei lavori per la realizzazione della strada litoranea Terracina – Gaeta. In particolare, migliaia di frammenti marmorei vennero recuperati nella vasca circolare all’interno della grotta localizzata all’estremità del complesso di epoca imperiale.
L’apparato decorativo della grotta, voluto da Tiberio (noto per la sua fama di collezionista e amante dell’arte) e suddiviso in gruppi (quattro dei quali sono a oggi stati identificati), creava un paesaggio mitologico altamente scenografico e aveva come motivo conduttore il personaggio di Ulisse e le sue imprese.
La Testa di Ulisse faceva parte del gruppo dell’Accecamento di Polifemo, episodio tratto dall’Odissea in cui l’eroe omerico e i suoi compagni riescono a trafiggere il ciclope e a sfuggirgli. La testa, opera di straordinaria forza espressiva, con la barba incolta e aggrovigliata, le lunghe ciocche dei capelli, la fronte aggrottata e le arcate frontali sporgenti è espressione di una straordinaria maestria artistica. Tracce di pittura sul mantello di quello che è stato riconosciuto come il corpo pertinente alla testa indicano che in passato tutto il gruppo scultoreo doveva essere vivacemente colorato. (aise)