L'Italia del libro in vetrina a Guadalajara

ROMA\ aise\ - È un'Italia del libro in pompa magna quella che si presenterà in Messico in qualità di ospite d'onore alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara (in programma dal 28 novembre al 6 dicembre). 61 tra autori e autrici, 34 case editrici, in particolare piccole e medie, ma anche mostre, cinema, enogastronomia e spettacoli made in Italy. Il tutto pensato per animare un Padiglione italiano che racconterà, a partire dalla frase di Umberto Eco "Il mondo ci parla come un grande libro", un settore editoriale italiano in continua crescita (vendite di diritti internazionali in aumento dell'8,2% e del 10% nelle coedizioni) e che rappresenta un "pilastro della diplomazia italiana".
E in pompa magna è stata anche la presentazione della partecipazione italiana svolta questa mattina alla Farnesina. A fare gli onori di casa, il Ministro agli Affari Esteri, Antonio Tajani, che accompagnato dal sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella, ha ospitato l’Ambasciatore del Messico in Italia, Genaro Lozano, il presidente della Feria Internacional del Libro de Guadalajara, José Trinidad Padilla Lopez, e la Direttrice della FIL, Marisol Schulz.
"Siamo fieri e grati per l'attenzione e la simpatia che il Messico ha riservato alla nostra cultura - ha esordito Tajani aprendo la conferenza di presentazione e ringraziando il Messico di aver aderito alla comunità dell'italofonia lanciata lo scorso novembre -. Siamo lieti di essere il paese ospite d'onore della FIL, stiamo facendo le cose al meglio per rispettare le aspettative. Ci rivolgiamo a un potenziale di 300 milioni di lettori. Un mercato prioritario per l'Italia che copre l'intera America, dal nord al sud America". E con la partecipazione italiana, alla cui inaugurazione sarà presente lo stesso Tajani, il 28 novembre, "vogliamo anche rafforzare le relazioni, per facilitare anche il turismo delle radici e il turismo religioso dal Messico".
Parlando del padiglione italiano, il Ministro ha spiegato: "sarà una grande vetrina del settore editoria, dell'arte e della cultura, con una sezione dedicata proprio al turismo delle radici". Nel padiglione, "ci saranno tanti espositori, già gli 34 editori. Tanti. Offriamo un veicolo straordinario per internazionalizzare e crescere. Con l'obiettivo di favorire gli scambi di diritti e le traduzioni".
Parlando del programma letterario, che sarà aperto da Alessandro Baricco (che aprirà il programma letterario di tutta la fiera), Tajani si è detto invece soddisfatto per la presenza di "oltre 60 scrittori italiani" con particolare attenzione a San Francesco d'Assisi. Ma durante la fiera "promuoveremo tutti gli aspetti della nostra cultura". Compresa la "Collezione Farnesina", che "abbiamo portato in tutto il mondo e siamo orgogliosi che arrivi ora in Messico". Insomma, i 9 giorni di fiera a Guadalajara celebreranno il "talento e il saper fare italiano", fra libri, musica, cinema, cibo e università. In ultima analisi, per Tajani questa fiera rappresenta un "trampolino di lancio per tutta la filiera della nostra editoria", un settore che è "la prima industria culturale del Paese" e che "vale 3,2 miliardi di euro e 70 mila addetti, quarta in europa e sesta nel mondo". E "vogliamo raddoppiare i fondi per l'editoria", ha assicurato alla fine il Ministro. "Abbiamo erogato 1200 incentivi negli ultimi 3 anni. 200 in spagnolo. Per un valore di oltre 2 milioni di euro. Solo quest'anno stiamo assegnando 76 incentivi per lo spagnolo", puntando in particolare a due settori chiave: "l'editoria giovanile e quella per l'infanzia".
Insomma, la cultura rappresenta per Tajani "un pilastro dell'azione diplomatica italiana". E con "la nostra grande presenza a Guadalajara vogliamo rafforzare l'interscambio con un Paese giovane e dinamico come il Messico (interscambio di circa 8 miliardi di euro), con cui vogliamo collaborare sempre di più".
A seguire è intervenuto Pietro Cannella, sottosegretario alla cultura, che ha voluto ricordare come il libro sia di fatto uno "strumento di partecipazione, capace di creare condivisione tra mondi, idee, culture ed esperienze differenti". "Saliamo sul palcoscenico forti della nostra varietà di temi, linguaggi, suggestioni e punti di vista. Letteratura classica e contemporanea". Anche per l'esponente del MiC quello in Messico è "un appuntamento strategico". Ha spiegato quindi di aver lavorato con l'AIE a un programma letterario "ricco" che conta con la presenza di 61 fra autori e autrici che "racconteranno al Messico l'Italia di oggi" celebrando al contempo anche i classici. "Una squadra variegata e di alto profilo, con tante stelle, guidata da Alessandro Baricco". Inoltre, il Sottosegretario Cannella si è detto lieto che le piccole e medie case editrici "abbiano risposto all'appello: abbiamo assegnato tutti e 5 i milioni di euro di finanziamenti".
Tra i vari focus letterari del Padiglione italiano ci saranno Pinocchio, San Francesco d'Assisi, Grazia Daledda, Filippo Tommaso Marinetti e Dario Fo. Ma anche una "spettacolare" sezione dedicata al cinema con la presenza di Cinecittà, spettacoli di musica e danza dal vivo, una mostra sulla civiltà etrusca, un'altra sull'evoluzione architettonica degli stadi sportivi. Il Padiglione Italia sarà dunque uno "spazio privilegiato" per "il dialogo fra i popoli". Italia e Messico sono infatti "grandi civiltà con patrimoni culturali come elementi costitutivi della coscienza nazionale". La cultura serve infatti a "riconoscere se stessi" e "con questo spirito" l'Italia ha riconsegnato nelle settimane scorse al Messico alcuni beni culturali trafugati negli anni e arrivati in Italia.
Dopo il MiC è intervenuto Innocenzo Cipolletta, Presidente dell'AIE, che ha prima ringraziato le istituzioni, poi, entrando nel vivo del programma letterario, ha ricordato come "Umberto Eco sarà la nostra guida in questo viaggio". "Racconteremo in Messico l’Italia di oggi - ha assicurato Cipolletta -, la vivacità della sua proposta editoriale, attraverso un programma letterario che darà voce a autrici e autori giovani e affermati, protagonisti della narrativa, della saggistica, matite dell’illustrazione, fumettisti, narratori per bambini e ragazzi".
Guadalajara è per Cipolletta "una Fiera particolarmente importante per l’editoria italiana" poiché "nella lingua spagnola c'è il maggior mercato di esportazione dei diritti di traduzione (15% nel 2024)". Ma "vogliamo che questi numeri crescano ancora".
La partecipazione italiana alla fiera messicana, che ogni anno riunisce 800 scrittori, 18.000 professionisti del settore editoriale, 2.800 case editrici provenienti da più di 60 Paesi e un pubblico che sfiora il milione di visitatori, è stata descritta anche da Lorenzo Galanti, Direttore Generale di Agenzia dell'ICE, che ha ricordato come nel 2026 l'Italia sarà presente alle 7 fiere principali del libro. E questa messicana arriva "al culmine di un processo della promozione in America Latina". L'Italia, infatti, può e deve raggiungere mercati nuovi. E in Messico c'è un "significativo dinamismo", essendo "un'economia da guardare" per l'Italia. "La Fiera di Guadalajara è un appuntamento importante. Grandi vele bianche illuminate nel padiglione, metafore di libri, sovrasteranno i partecipanti alla fiera rappresentando il movimento delle idee e la capacità delle storie di travalicare confini ed epoche".
Dopo la parte italiana, sono intervenuti anche le istituzioni messicane, a parte da Genaro Lozano, l'Ambasciatore del Messico a Roma: "non celebriamo solo un catalogo illustre, ma celebriamo il conoscimento attraverso la letteratura". "Il Messico - ha spiegato - è un paese di grandi lettori. E lo confermano i dati. I messicani sono infatti un popolo che produce letteratura e che la vive. La Presidente Claudia Sheinbaum ha fatto della lettura un asse formativo della sua presidenza. Un asse materiale che vede al centro la volontà di far leggere i giovani. Stiamo costruendo una "Repubblica di lettori". In modo da sviluppare le persone e la comunità. Abbiamo dato grandi scrittori (Octavio Paz, in particolare) ma stiamo anche costruendo biblioteche. Leggere fa conoscere il mondo. I latini dicevano "Liber" sia per dire "libro" che per "libertà". Più libri, dunque, uguale più libertà. Vi aspettiamo, portate i vostri libri e le vostre arti, i messicani sapranno riconoscerle e soprattutto leggerle".
Dopo di lui, è intervenuto Jose Trinidad Padilla Lopez, presidente della FIL, che ha spiegato il suo orgoglio ad essere oggi a Roma: "ci prepariamo per una celebrazione storica. Il 2026 non è un anno normale perché celebriamo l'edizione numero 40. 40 anni essendo l'epicentro del libro in spagnolo".
"Questo incontro, dopo 18 anni dall'ultima volta con l'Italia ospite d'Onore della fiera, ha un significato che trascende la letteratura - ha aggiunto ancora il Presidente della FIL -. La presenza italiana ci connette con le radici. Ci emoziona sapere che la cultura italiana tornerà a fiorire nella nostra amata terra. Ritrovare le radici universali di Dante Alighieri, Boccaccio e Pirandello, intrecciandole con le vivaci tensioni creative della contemporaneità, ci permetterà di costruire un ponte diretto tra le nostre comunità editoriali e i nostri creatori". Per concludere ha spiegato: "siamo pronti a scrivere un capitolo memorabile in questo giardino comune della letteratura".
Infine, ha chiuso la Direttrice della Fiera, Marisol Shultz, che in un breve intervento finale ha spiegato come questa edizione e questa partecipazione abbiano "un significato speciale: dopo due decadi possiamo scrivere un nuovo capitolo. L'Italia arriverà con una letteratura vibrante e connessa all'inquietante contemporaneo che viviamo. Vi aspettiamo a braccia aperte". (luc.mat\ aise)