Mattarella: diplomazia strumento indispensabile per il dialogo con gli altri Paesi

ROMA\ aise\ - La diplomazia “non è mera rappresentanza, ma interpretazione della Repubblica nei rapporti con gli altri Paesi”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ieri pomeriggio ha incontrato al Quirinale i vincitori del concorso per Segretari di Legazione - Corso "Boris Biancheri Chiappori" accompagnati dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dal Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia.
“Avete scelto un compito esigente, e anche di grande responsabilità, perché essere in diplomazia significa essere al servizio della Costituzione”, ha ricordato Mattarella ai giovani diplomatici. “Iniziate in un contesto internazionale particolarmente difficile. Fino a pochi anni fa imprevedibile, in realtà”.
Necessario, per il Capo dello Stato, “evitare che il percorso compiuto dalla comunità internazionale, nei decenni che hanno fatto seguito alla Seconda Guerra Mondiale, venga dissolto, venga cancellato. Un percorso che si è svolto con tante contraddizioni, con molte lacune, con tanti difetti. Un percorso che però ha fatto avanzare la comunità internazionale sul piano della civiltà e sul piano positivo di regole condivise”.
“È un patrimonio da tutelare, quindi; è un percorso da difendere, - ha ribadito – anche perché in definitiva - mi fermo qui - si tratta di evitare che questo percorso subisca una repentina drammatica inversione verso la barbarie nella vita internazionale”.
La diplomazia “è un esercizio di straordinaria maestria e di straordinario valore. Non è mera rappresentanza: è interpretazione della Repubblica italiana nei rapporti con gli altri Paesi. E quindi – ha osservato Mattarella – è uno strumento indispensabile per il dialogo con gli altri Paesi nella vita internazionale, per rendervi protagonista la nostra Repubblica. È un’attività di paziente costruzione della fiducia tra gli Stati e della fiducia tra i popoli, che è ben più consistente, stabile, permanente, robusta di quella semplicemente tra le istituzioni”.
L’Italia “ha una tradizione diplomatica prestigiosa, riconosciuta ovunque, apprezzata, davvero di livello particolarmente elevato. E questo apprezzamento, questa considerazione, ovunque nel mondo, si fonda sulla credibilità, sull’equilibrio, sulla di capacità di ascolto, sulla costante - vorrei dire anche ostinata - ricerca di soluzioni condivise”.
Una tradizione, ha evidenziato Mattarella, “arricchita, in questo concorso, dall’alta presenza femminile, che arricchisce la qualità della diplomazia del nostro Paese”.
Nei diversi Paesi dove prenderanno servizio, i diplomatici sono chiamati a “comprendere realtà diverse, senza deflettere mai dai principi che caratterizzano la nostra Repubblica” per “tutelare la possibilità di dialogare efficacemente in queste realtà”.
In questo ambito, “l’Unione Europea riveste un ruolo centrale per quanto riguarda la nostra vita internazionale e la nostra attività diplomatica. L’azione del nostro Paese, l’azione dell’Italia, è inscindibile da quella dell’Unione”, ha sottolineato con forza Mattarella. “Tutelarne coesione, prestigio, forza, efficacia di posizioni è, in realtà, un’altra forma di tutela del nostro protagonismo, del nostro interesse nazionale, della nostra capacità di essere ascoltati nella vita internazionale”.
Boris Biancheri Chiappori, ha ricordato Mattarella, con il suo esempio ha dimostrato che “nella diplomazia occorre avere anche coraggio; il coraggio di difendere posizioni di civiltà che il nostro Paese interpreta e manifesta, anche contro ostinazione e posizioni totalmente difformi. Di difendere quindi il dialogo, anche in epoca di contrapposizioni, in stagione di contrapposizioni, di affermare i principi del diritto internazionale quando vengono disattesi o violati. E tutto questo, accompagnandolo da un investimento costante nella vostra attività personale: quello dell’approfondimento continuo della conoscenza, della riflessione costante sulla qualità e la condizione del vostro lavoro, del vostro impegno, sull’aggiornamento con uno spirito aperto - e consentitemi - di costante curiosità”.
“È questo – ha rimarcato il Capo dello Stato - quello che fa comprendere il mondo, lo fa interpretare e consente di fare bene, di svolgere bene l’attività diplomatica. E in questo Boris Biancheri era davvero esemplare”.
Concludendo, Mattarella ha ribadito il suo “apprezzamento e ringraziamento nei confronti della nostra diplomazia. Per quel che fa. Per il modo in cui esterna le nostre posizioni, per il modo in cui interpreta i valori della nostra Repubblica, ringraziandola ed esprimendo ancora molto apprezzamento per la professionalità che manifesta costantemente la nostra diplomazia”. (aise)