Papa Leone XIV: Cristo è il canone dell’amore vero, fedele, puro e incondizionato

ROMA\ aise\ - “L’amore di Gesù fa nascere in noi l’amore. Cristo stesso è il criterio, il canone dell’amore vero: quello fedele per sempre, puro e incondizionato. Quello che non conosce né “ma” né “forse”, quello che si dona senza voler possedere, quello che dà vita senza prendere nulla in cambio. Poiché Dio ci ama per primo, anche noi possiamo amare; e quando amiamo davvero Dio, ci amiamo davvero tra di noi”. Questo il messaggio che Papa Leone XIV ha affidato a fedeli e pellegrini raccolti ieri, 10 maggio, in piazza San Pietro per assistere alla recita del Regina Caeli.
Il Pontefice ha illustrato il passo del Vangelo in cu7i sono riportate le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli durante l’Ultima Cena. “Mentre fa del pane e del vino il segno vivo del suo amore, Cristo dice: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” (Gv 14,15). Quest’affermazione”, ha spiegato Prevost, “ci libera da un equivoco, cioè dall’idea che siamo amati se osserviamo i comandamenti: la nostra giustizia sarebbe allora condizione per l’amore di Dio. Al contrario, l’amore di Dio è condizione per la nostra giustizia. Osserviamo davvero i comandamenti, secondo la volontà di Dio, se riconosciamo il suo amore per noi, così come Cristo lo rivela al mondo. Le parole di Gesù sono allora un invito alla relazione, non un ricatto o una sospensione dubbiosa”.
“Ecco perché il Signore ci comanda di amarci gli uni gli altri come Egli ci ha amato (cfr Gv 13,34): è l’amore di Gesù a far nascere in noi l’amore”, ha continuato il Papa. “Cristo stesso è il criterio, il canone dell’amore vero: quello fedele per sempre, puro e incondizionato. Quello che non conosce né “ma” né “forse”, quello che si dona senza voler possedere, quello che dà vita senza prendere nulla in cambio. Poiché Dio ci ama per primo, anche noi possiamo amare; e quando amiamo davvero Dio, ci amiamo davvero tra di noi. Accade come per la vita: solo chi l’ha ricevuta può vivere e così solo chi è stato amato può amare. I comandamenti del Signore sono perciò un ordine di vita che ci risana da falsi amori; sono uno stile spirituale, che è via alla salvezza”.
“Proprio perché ci ama, il Signore non ci lascia soli nelle prove della vita: ci promette il Paraclito, cioè l’Avvocato difensore, lo “Spirito della verità” (Gv 14,17)”, ha continuato Leone. “È un dono che “il mondo non può ricevere” (ibid.), finché si ostina nel male che opprime il povero, esclude il debole, uccide l’innocente. Chi invece corrisponde all’amore che Gesù ha verso tutti, trova nello Spirito Santo un alleato che mai viene meno: “Voi lo conoscete – dice Gesù – perché Egli rimane presso di voi e sarà in voi” (ibid.). Sempre e dovunque possiamo allora testimoniare Dio, che è amore: questa parola non significa un’idea della mente umana, ma la realtà della vita divina, per la quale tutte le cose sono state create dal nulla e redente dalla morte”.
“Offrendoci l’amore vero ed eterno, Gesù condivide con noi la sua identità di Figlio amato: “Io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi” (v. 20). Questa coinvolgente comunione di vita smentisce l’Accusatore, cioè l’avversario del Paraclito, lo spirito contrario al nostro difensore. Infatti, mentre lo Spirito Santo è forza di verità, questo Accusatore è “padre della menzogna” (Gv 8,44), che vuole contrapporre l’uomo a Dio e gli uomini tra loro: proprio l’opposto di quel che fa Gesù, salvandoci dal male e unendoci come popolo di fratelli e sorelle nella Chiesa”, ha concluso il Santo Padre, affidandosi “all’intercessione della Vergine Maria, Madre del Divino Amore”.
Al termine del Regina Caeli, Papa Leone non ha mancato di rivolgere uno sguardo all’attualità. “Ho appreso con preoccupazione le notizie sull’aumento delle violenze nella Regione del Sahel, in particolare in Ciad e in Mali, colpiti da recenti attacchi terroristici”, ha detto, assicurando la sua “preghiera per le vittime” e la sua “vicinanza a quanti soffrono. Auspico che cessi ogni forma di violenza e incoraggio ogni sforzo per la pace e lo sviluppo in quell’amata terra”, ha aggiunto.
Infine “un pensiero speciale va oggi a tutte le mamme! Per intercessione di Maria, la Madre di Gesù e nostra, preghiamo con affetto e gratitudine per ogni mamma, specialmente per quelle che vivono in condizioni più difficili”, ha concluso il Papa, augurando a tutti una buona domenica. (manuele avilloni\aise)