Papa Leone XIV: la cura per la pace è cura per la vita

ROMA\ aise\ - “La cura per la pace è cura per la vita”: questo il messaggio che Papa Leone XIV ha affidato a fedeli e pellegrini al termine del Regina Caeli di ieri, 17 maggio, nel giorno in cui si è aperta la “Settimana Laudato si’, dedicata alla cura del creato e ispirata all’Enciclica di Papa Francesco”. La Settimana, ha spiegato il Pontefice a fedeli e pellegrini raccolti in piazza San Pietro, cade dell’anno giubilare di San Francesco d’Assisi, del quale ha ricordato il “messaggio di pace con Dio, con i fratelli e con tutte le creature. Purtroppo”, ha aggiunto, “in questi ultimi anni, a causa delle guerre, i progressi in questo campo sono stati molto rallentati. Perciò incoraggio i membri del Movimento Laudato si’ e tutti coloro che lavorano per un’ecologia integrale a rinnovare l’impegno”.
Ieri è stata celebrata anche la Solennità dell’Ascensione del Signore. “L’immagine di Gesù che, come dice il testo biblico (cfr At 1,1-11), elevandosi da terra, sale verso il Cielo, può farci percepire questo Mistero come un evento lontano. In realtà non è così”, ha detto Leone durante il Regina Caeli. “A Gesù, infatti, noi siamo uniti, come membra al capo, in un unico corpo e il suo ascendere al Cielo attira anche noi, con Lui, verso la piena comunione con il Padre. Sant’Agostino, in proposito, diceva: “Il fatto che il capo va avanti costituisce la speranza delle membra” (Sermo 265, 1.2)”.
“Tutta la vita di Cristo è un moto di ascesa, che”, ha proseguito il Papa, “abbraccia e coinvolge, attraverso la sua umanità, l’intera scena del mondo, elevando e riscattando l’uomo dalla sua condizione di peccato, portando luce, perdono e speranza là dove c’erano tenebre, ingiustizia e disperazione, per giungere alla vittoria definitiva della Pasqua, in cui il Figlio di Dio “morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita” (Prefazio pasquale I)”.
“L’Ascensione, allora, non ci parla di una promessa lontana, ma di un legame vivo, che attrae anche noi verso la gloria celeste, dilatando ed elevando già in questa vita il nostro orizzonte e avvicinando sempre più il nostro modo di pensare, di sentire e di agire alla misura del cuore di Dio”, ha affermato il Santo Padre. “Di questo cammino di ascesa noi conosciamo la via (cfr Gv 14,1-6). La troviamo in Gesù, nel dono della sua vita, nei suoi esempi e nei suoi insegnamenti, come pure la vediamo tracciata nella Vergine Maria e nei santi: quelli che la Chiesa ci offre a modello universale e quelli, come amava chiamarli Papa Francesco, “della porta accanto” (cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 7), con cui viviamo le nostre giornate, papà, mamme, nonni, persone di ogni età e condizione, che con gioia e impegno si sforzano sinceramente di vivere secondo il Vangelo. Con loro, col loro sostegno e grazie alla loro preghiera possiamo imparare anche noi a salire giorno per giorno verso il Cielo, facendo oggetto dei nostri pensieri, come dice san Paolo, tutto “quello che è vero […], giusto, […] amabile” (Fil 4,8) e mettendo in pratica, con l’aiuto di Dio, quello che abbiamo “ascoltato e veduto” (v. 9), facendo crescere, in noi e attorno a noi, la vita divina che abbiamo ricevuto nel Battesimo e che ci attira costantemente in Alto, verso il Padre, e diffondendo nel mondo frutti preziosi di comunione e di pace”, ha concluso Papa Leone, affidandosi infine a “Maria, Regina del Cielo, che in ogni momento illumina e guida il nostro cammino”. (m.avilloni\aise)