Parte la settimana dei leader all'Onu: da Trump a Xi passando per Tajani a New York - di Gabriella Ferrero

NEW YORK\ aise\ - Si è chiusa a Manhattan la prima giornata della settimana di alto livello dell’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, con delegazioni e leader già impegnati in una fitta rete di incontri bilaterali e riunioni parallele in attesa dell’apertura del dibattito generale, prevista per oggi, martedì 22 settembre. La settimana si apre in un quadro internazionale segnato da guerre e tensioni che attraversano più aree del mondo: Ucraina, Medio Oriente, Iran, Mar Rosso e Sudan restano tra i dossier principali, insieme alla sicurezza economica, all’intelligenza artificiale e alla tenuta del sistema multilaterale.
Tra i protagonisti della giornata c’è stato Donald Trump, arrivato a New York per gli appuntamenti legati all’Assemblea e per una serie di incontri con leader e interlocutori internazionali. Martedì il presidente americano salirà al podio del Palazzo di Vetro, in un intervento atteso soprattutto per le indicazioni sulla linea di Washington nei principali dossier di politica estera: dalla guerra in Ucraina alla crisi mediorientale, fino all’Iran e ai rapporti con gli alleati. La presenza di Trump concentra quindi una parte importante dell’attenzione della settimana, mentre a margine dell’Onu prosegue una diplomazia fatta di colloqui bilaterali e incontri informali.
Ma la giornata ha mostrato anche come una parte decisiva della partita si giochi già oltre New York. Giovedì 24 settembre Trump riceverà alla Casa Bianca il presidente cinese Xi Jinping, che arriverà negli Stati Uniti mercoledì. La visita di Stato è attesa come uno degli appuntamenti diplomatici più rilevanti della settimana. Sul tavolo ci saranno commercio, tecnologia, intelligenza artificiale, Taiwan e sicurezza delle catene di approvvigionamento. Proprio il controllo delle materie prime strategiche e delle terre rare resta uno dei punti più sensibili del confronto tra Washington e Pechino, anche per il peso della Cina nella lavorazione e nella raffinazione di molte risorse indispensabili all’industria tecnologica.
Ed è su questo terreno che si inserisce il passaggio più significativo della giornata italiana a New York. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato il segretario di Stato americano Marco Rubio e, al termine del colloquio, i due hanno firmato un Memorandum d’intesa sulla cooperazione tra Italia e Stati Uniti nel settore dei minerali critici. L’accordo istituisce un gruppo di lavoro tecnico bilaterale e punta a rafforzare la sicurezza e la diversificazione delle catene di approvvigionamento attraverso lo scambio di informazioni e competenze e la mobilitazione di risorse pubbliche e private per investimenti nell’estrazione, nella lavorazione e nel riciclo.
Il Memorandum affronta anche il tema dei prezzi delle materie prime critiche e prevede un coordinamento con partner internazionali per favorire meccanismi di mercato più stabili. L’intesa si inserisce nel quadro della cooperazione del G7 e segue l’adesione italiana a PAX Silica, l’iniziativa statunitense dedicata alla sicurezza delle filiere dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori. Per Roma e Washington il dossier ha quindi un valore che va oltre la politica industriale: riguarda la resilienza economica, la sicurezza tecnologica e il tentativo di ridurre le vulnerabilità in settori considerati strategici.
Il colloquio Tajani-Rubio acquista un significato ulteriore proprio alla vigilia del vertice Trump-Xi, mentre gli Stati Uniti intensificano il coordinamento con alleati e partner su tecnologie sensibili, catene di fornitura e Indo-Pacifico. Nella stessa giornata Rubio ha incontrato anche gli alleati asiatici, con Taiwan, sicurezza economica e approvvigionamenti tra i temi affrontati. L’accordo con l’Italia diventa così uno dei tasselli della più ampia strategia occidentale sulle materie prime critiche, in un momento in cui la competizione con Pechino entra sempre più direttamente nelle scelte industriali e commerciali.
Per Tajani quella di lunedì è stata una giornata particolarmente intensa. Oltre all’incontro con Rubio, il ministro ha presieduto una riunione dedicata ai Balcani occidentali e al loro percorso di integrazione europea, ha partecipato al Consiglio Affari Esteri informale dell’Unione europea e, in serata, alla riunione dei ministri degli Esteri del G7. Al centro dei diversi tavoli, oltre all’Ucraina e al Medio Oriente, anche Indo-Pacifico, Sudan e sicurezza economica. La settimana dell’Onu è dunque partita su due piani che procedono in parallelo: da una parte le crisi e le guerre che riportano al centro la necessità del negoziato e del coordinamento multilaterale; dall’altra la competizione economica e tecnologica tra le grandi potenze. Martedì l’attenzione sarà sul discorso di Trump alle Nazioni Unite. Giovedì, con Xi Jinping alla Casa Bianca, una parte importante della partita si sposterà da New York a Washington. (gabriella ferrero\aise)