Turismo leva di crescita e sviluppo in Italia: i dati Enit

MILANO\ aise\ - Il turismo conferma il suo ruolo cruciale nel tessuto socioeconomico italiano. È quanto evidenzia l’ENIT nei dati presentati in occasione della BIT 2026, appuntamento internazionale di riferimento per l’industria turistica inaugurata ieri a Milano.
Ne emerge che il turismo nel 2025 ha avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul PIL: numeri che le stime per i prossimi dieci anni danno ulteriormente in crescita, con previsioni per il 2035 a 282,6 miliardi di PIL e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione. Su questi dati è significativo il contributo del turismo internazionale: i viaggiatori in arrivo dall’estero, infatti, l’anno passato hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia e, da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi.
Numeri – rileva l’Enit - che mostrano come le unicità italiane siano apprezzate in tutto il mondo, posizionando il nostro Paese davanti a competitor quali Francia e Grecia (seconda solo alla Spagna) per presenze sia internazionali, 255 milioni nei primi 11 mesi 2025, che totali, 456 milioni (sempre tra gennaio – novembre ‘25). Dato che trova riscontri anche nel Monitoraggio ENIT condotto presso i tour operator esteri, 8 su 10 hanno riconosciuto un incremento di vendite nel ’25 verso la destinazione Italia (9 su 10 addirittura tra quelli oltreoceano); gli stessi tour operator già notano un simile andamento per il primo trimestre del ’26 con circa il 60% di questi che riscontra una crescita delle prenotazioni verso le nostre mete. Mentre le proiezioni Ministero Turismo sull’intero anno indicano più di 480 milioni di presenze complessive.
Più nel dettaglio, tra gennaio e novembre 2025 ENIT stima un incremento superiore al 4% di movimenti turistici in Italia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con i flussi esteri che cubano il 56% del totale dei movimenti in Italia; anche la spesa turistica internazionale aumenta del 4,7%. I turisti che spendono di più per vivere le esperienze Made in Italy provengono da Germania (7,5 miliardi di euro di spesa nei primi 9 mesi del ’25, in aumento dell’1,7%), USA (5,3 mld di spesa, +3,3%), UK (4,4 mld, +9%) e Francia (3,8 mld di consumi turistici, +6,8%)4.
A scegliere le destinazioni italiane, come mostrano gli arrivi aeroportuali, turisti in arrivo da Paesi quali Germania (13,9% sul totale con un incremento nel 2025 del 5,4% rispetto al ’24), Regno Unito (12,3% sul totale, crescita del 3,6%), Stati Uniti (9,2%, tasso di incremento 2,5%) e Polonia (7,7%, crescita del 31,9%)5. Lo scorso anno i nostri scali hanno accolto 230,1 milioni di passeggeri (+5% sul 2024), di cui 157 milioni internazionali (+7,6%; di questi quasi 103,7 milioni provengono da nazioni europee in crescita del +6,1%)6. Mentre per i primi 3 mesi di quest’anno si stimano 3,5 milioni di arrivi nei nostri scali aeroportuali ossia un +7,2% in confronti al primo trimestre del ’25. Maggior numero di prenotazioni arrivano da Regno Unito, Polonia, Germania, Spagna, Francia e USA. (aise)