Legare l’io al tu, al noi: Mattarella per il Meeting di Rimini

ROMA\ aise\ - Un appuntamento significativo che “rappresenta una storia” e che “si propone di continuare a contribuire a costruire la storia, annodando, in coerenza, i fili della propria”. Quest’anno, legando “l’io al tu, al noi”, spezzando dunque “solitudini”, condannando “l’egoismo” e costruendo “nuovi ponti”. Questo il messaggio che Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, ha voluto inviare al Presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz, in occasione dell’inaugurazione del Meeting di Rimini, che parte oggi e si chiuderà il 26 agosto. Tanti gli ospiti della kermesse, a partire da Papa Leone XIV passando per istituzioni italiane ed europee.
“Quest’anno il nodo è stato stretto sull’amore – ha spiegato Mattarella -. Il verso conclusivo della Commedia di Dante - “L’amor che move il sole e l’altre stelle” - non esprime soltanto un sentimento di esperienza individuale. L’amore che apre agli altri, oltre noi stessi e il nostro presente, è una forza interiore che assume una dimensione relazionale e, quindi, sociale, preziosa. Legare l’io al tu, al noi, spezza le solitudini e imprime direzioni ai percorsi umani”.
“È il contrario del falso realismo che conduce all’inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione, quando invece il destino delle comunità è quello di farsi protagoniste del proprio futuro – ha proseguito ancora il Capo dello Stato -. Lo ha richiamato il Pontefice Leone XIV nella sua “Magnifica humanitas”. Un’umanità non chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi”.
“Solidarietà, amicizia sociale, gratuità dell’amore possono aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile – ha aggiunto infine il Presidente della Repubblica -. Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono diseguaglianze mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani. È dall’umanità delle donne e degli uomini che si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace”.
Mattarella ha infine concluso il suo messaggio con l’augurio per il Meeting e alle persone e alle istituzioni che vi prenderanno parte, “di continuare a costruire con generosità orizzonti di umanità”. (aise)