Mattarella: agendo fuori dalle regole si vuole abbattere il diritto internazionale

ROMA\ aise\ - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto ieri, 10 marzo, la laurea magistrale honoris causa in “Politica, Istituzioni e Mercato” all’Università di Firenze nel 150esimo anno dalla fondazione della Scuola di scienze politiche “Cesare Alfieri”. La cerimonia si è tenuta al Teatro del Maggio musicale fiorentino. Prendendo parola, il Capo dello Stato ha toccato tanti aspetti, dalla storia della scuola che si intreccia con quella italiana, sia monarchica che repubblicana, fino ad arrivare a un’attualità dove si fa ogni giorno più seria la volontà di “abbattere il diritto internazionale” agendo “fuori dalle regole” che erano state la base della ripartenza dopo due guerre mondiali devastanti.
Parlando della storia della scuola, dei suoi pensatori, dei suoi alunni, dei suoi docenti e dei suoi presidenti che hanno attraversato epoche molto distinte tra loro fino ad arrivare al tempo della Repubblica e della formazione dell’Assemblea Costituente: “si giovò in grande misura del contributo degli uomini di cultura, degli studiosi di diverso orientamento che ne entrarono a far parte, accanto alla componente più schiettamente politica. I padri costituenti si rivelarono capaci di indicare a un popolo devastato dalla guerra, sofferente e disorientato, una prospettiva di futuro, una società aperta da realizzare insieme, nella condivisione dei diritti fondamentali, nella libertà, nel pluralismo delle istituzioni, promuovendo un’economia libera e orientata all’utilità sociale, la cooperazione e la pace come obiettivo delle relazioni internazionali”.
Rispetto alla complessa situazione internazionale contemporanea, Mattarella ha spiegato: “sta imponendo sfide rivoluzionarie nell'ordine internazionale e in quello economico, con evidenti riflessi sugli assetti e sugli ambiti istituzionali. I protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e di comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti. Non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la Seconda Guerra Mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa - ha spiegato infine un allarmato Mattarella - è di agire al di fuori delle regole degli Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi”.
“I social hanno modificato il modo di comunicare, cambiando relazioni sociali e modo di operare anche nella vita politica. L'intelligenza artificiale sta modificando forme e modalità di lavoro e innumerevoli e ancora indefiniti aspetti della vita nel mondo”, ha aggiunto ancora Mattarella, secondo il quale “la tecnologia e la scienza sembrano avere oggi bisogno soprattutto di un nuovo e vigoroso apporto di carattere umanistico. Di una nuova ricomposizione dell’unicità del sapere, sempre più avvertita e concretamente sviluppata da discipline che un tempo apparivano estranee le une alle altre. Vi è l’esigenza di rimettere al centro la persona, i valori umani e universali, il senso di comunità che accresce il valore delle relazioni tra le persone, del rispetto e del reciproco riconoscimento di dignità e di diritti”.
E per rimettere al centro la persona, occorre, secondo il Capo dello Stato, “dedicarsi allo studio con passione, nei diversi ambiti della conoscenza affinché i nuovi confini del sapere possano essere esplorati e coltivati per realizzare il benessere collettivo che muove dalla centralità della persona, di ciascuna persona, dei suoi diritti e dei suoi doveri”.
Per concludere Mattarella ha citato Silvano Tosi, docente della Cesare Alfieri, che nel 1957 “concludeva la prefazione alla sua traduzione della “Democrazia in America” di Tocqueville con queste parole, tuttora attuali e motivo di riflessione: “Nelle molte intuizioni profetiche di Tocqueville, la più inquietante per il nostro tempo è forse quella che prevede un futuro oscillante fra la libertà democratica e la tirannide cesarista, cui la moderna scienza del dispotismo suggerisce quell'aspetto filantropico, quelle forme fraudolentemente rappresentative, quel temibile ufficio tutorio dell'individuo, che Tocqueville definì magistralmente, cogliendone l'intimo spirito, nel concludere che si tendeva a far perpetuare l'infanzia dell'uomo”. Non lasciamo che questo avvenga, che si realizzi una simile regressione”, ha concluso il suo discorso Mattarella fra gli applausi anche della Sindaca di Firenze, Sara Funaro, del Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e della rettrice dell’Università, Alessandra Petrucci. (aise)