MATTARELLA: SENSO DI RESPONSABILITÀ E SOLIDARIETÀ CONTRASTINO INDIFFERENZA, INTOLLERANZA E ODIO

MATTARELLA: SENSO DI RESPONSABILITÀ E SOLIDARIETÀ CONTRASTINO INDIFFERENZA, INTOLLERANZA E ODIO

ROMA\ aise\ - Ci sono nella storia dei “mutamenti” che “ogni volta appaiono sconvolgenti”, ma in cui “c’è qualcosa che rimane costante: la condizione umana, i valori dell’umanità, quelli appunto della convivenza, della solidarietà, del senso di responsabilità”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi, con il suo intervento, ha chiuso la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2019 – 2020 dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Ringraziati quanti, ai diversi livelli e nelle diverse mansioni, “contribuiscono a questa – ormai venticinquennale - straordinaria avventura scientifica di insegnamento e formazione”, Mattarella ha dipanato il suo intervento seguendo il “filo comune” che ha trovato nelle parole del Presidente del Campus, del Rettore e degli studenti che sono intervenuti prima di lui.
“Il Presidente – ha osservato il Capo dello Stato – ha parlato del bene comune come obiettivo, come quadro di inquadramento delle attività di formazione, studio e ricerca. E l’ho visto poc’anzi: le ricerche in corso, quelle che hanno già avuto risultati, quelle che li stanno per conseguire, sono tutte rivolte alla qualità della vita, a rendere migliore la condizione della vita di tutti noi”. Il Rettore, ha proseguito Mattarella, “ha evidenziato il prendersi cura dei tanti fronti che poi ha enumerato: prendersi cura vuol dire avere responsabilità. Come ha detto il Rettore, senso di responsabilità”.
“Anche il laureando Augusto Ferrini ha parlato del bene comune”, ha osservato il Presidente. “Ha parlato dell’esigenza di formazione di persone consapevoli e trasparenti, dotate di spirito critico, elemento sempre più indispensabile, tanto più ascoltando il Professor Inguscio: avvicinandoci alle varie forme di intelligenza artificiale, occorrono persone consapevoli, capaci di governarle e dotate di spirito critico. Silvia Rossi ci ha parlato della responsabilità verso la collettività. E quanto ha sottolineato - come già hanno fatto il Rettore e il Presidente – circa le attività svolte in località del Perù e dalla Tanzania dimostra che questa collettività viene intesa non nel senso ristretto del proprio ambiente in cui si vive materialmente, ma in un mondo sempre più piccolo, raccolto e interconnesso, la collettività è globale; e di questa ci si deve far carico”.
“Tutto questo è particolarmente importante e vorrei ringraziare per questa impostazione e per questa sensibilità”, ha detto ancora il Capo dello Stato. “È una condizione che viene riassunta, in realtà, negli interrogativi che ogni Ateneo pone agli studenti e insieme agli studenti; e che poc’anzi il Professor Inguscio ci ha proposto con quella citazione. Chi può immaginare, chi può comprendere come sarà il mondo del futuro? La risposta è illuminante: chiedete ai vostri bambini”.
“Io credo che la risposta dei bambini - per chi li sa ascoltare e interpretare – sia sotto gli occhi di tutti: cercare di avere una vita serena e quindi una convivenza serena, un modo sereno di stare insieme contro la chiusura egoistica e l’arroccamento egoistico. Avere un senso di responsabilità, appunto, contro l’indifferenza”, ha sottolineato Mattarella, perché “i bambini percepiscono quando negli adulti vi è senso di responsabilità e non indifferenza. Chiedono ancora – per chi li sa intendere (ed è facile comprendere i bambini) – solidarietà, aiuto vicendevole, appunto, contro l’intolleranza, l’odio, la contrapposizione. Non sono alternative retoriche; non si tratta di alternative astratte, ma estremamente concrete”.
“Se qualcuno arriva, in un autobus, a dire ad una bimbetta di sette anni “non puoi sederti accanto a me” perché ha la pelle di colore differente o se a una signora anziana che non ha mai fatto male alcuno ma che il male lo ha subito da bambina in forma crudele, come Liliana Segre, è necessario assicurare una scorta, vuol dire che questi interrogativi non sono né astratti, né retorici. Ma sono concreti”, ha affermato con forza il Presidente. “Perché i bambini forniscono una risposta che è anche complessiva all’interrogativo posto dal Professor Inguscio, perché in realtà dimostrano, con queste sottolineature, con queste esigenze, con queste linee di indirizzo che forniscono, che non sono sogni”.
“Mi sono permesso di dire, nell’ultimo discorso di Capodanno, che occorre non confinare i sogni all’età dell’infanzia. Non sono sogni, sono indicazioni di comportamento – ha ribadito Mattarella – quelle che dai bambini si possono trarre. E questo dimostra che, in realtà, il mondo cambia, come è sempre cambiato, profondamente. Dimostra che attraverso i mutamenti, che ogni volta appaiono sconvolgenti - nella nostra epoca i ritmi sono accelerati, più veloci, ma sempre l’umanità ha attraversato cambiamenti che sono apparsi sconvolgenti al momento in cui insorgevano - in tutti questi cambiamenti così veloci, c’è qualcosa che rimane costante, che è la condizione umana, i valori dell’umanità, quelli appunto della convivenza, della solidarietà, del senso di responsabilità”.
“Ed è quello che le Accademie, le Università, gli Atenei trasmettono; è quello che in questo Ateneo si trasmette. Per questo, con l’apprezzamento per quanto viene fatto, - ha concluso – esprimo agli studenti buon anno accademico”. (aise) 

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