Corriere della Sera/ Talenti d’Abruzzo cercansi: vi aiutiamo a non scappare – di Nicola Catenaro

MILANO\ aise\ - “C’è Emilia, volata a Londra. E Alessia, che ha scelto il Belgio. E poi Fabrizio, anche lui a Londra ma convinto che “Il futuro parte dalle tue radici”. Questo claim è diventato anche il motto di BoostAbruzzo, associazione di promozione sociale nata per mettere in contatto i professionisti abruzzesi che vivono e lavorano all’estero con studenti, startup e imprese della regione. L’obiettivo? Contrastare la fuga dei talenti e creare nuove opportunità per il territorio”. Come racconta Nicola Catenaro in un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera, “l’idea è venuta sei anni fa appunto a Fabrizio Palmucci, 48 anni, nato in Belgio da una famiglia di emigrati abruzzesi poi rientrati in Italia.
Il suo era stato un percorso inverso a quello dei genitori e dal 2004 ha scelto di risiedere nella capitale londinese. Lavora nel settore della finanza sostenibile, della transizione climatica e della consulenza strategica. “Abbiamo creato BoostAbruzzo - spiega - perché ci siamo resi conto che ci sono tantissimi talenti abruzzesi fuori regione e voglia di restituire qualcosa alla propria terra. Come trasferire questo capitale umano? Volevamo dare agli expat l’opportunità di contribuire alla crescita dei giovani anche a distanza, attraverso la mentorship di laureandi e giovani che vogliono fare impresa. Siamo partiti con cinque persone nel 2020, oggi siamo 200 mentor e contiamo su una community di oltre duemila persone”.
BoostAbruzzo offre un sostegno a chi si affaccia per la prima volta al mondo delle professioni e a chi sogna di creare un’impresa o una start-up e accompagna sia gli uni sia gli altri nel loro percorso di crescita e realizzazione professionale. Una delle iniziative è il BoostCamp, corso gratuito di formazione imprenditoriale seguito da talenti abruzzesi che hanno fatto fortuna all’estero.
Il cerotto intelligente
“Quest’anno - dice Palmucci - abbiamo formato 25 ragazzi dell’Università dell’Aquila in un percorso di tre mesi, che si è concluso il 9 maggio con “Arvì - Abruzzesi che ritornano”, evento in cui hanno presentato i loro progetti davanti a manager e investitori e i tre migliori sono stati premiati. Tra questi, un cerotto intelligente per la prevenzione delle piaghe da decubito, ideato da una studentessa di ingegneria biomedica. È proprio questo il senso di BoostAbruzzo: mettere esperienza e rete degli expat al servizio di chi, sul territorio, ha idee valide ma magari non ha ancora gli strumenti o i contatti per svilupparle”.
Alcune storie
Storie diverse, accomunate da quello che i protagonisti definiscono il “give back”: restituire all’Abruzzo almeno una parte di ciò che hanno imparato altrove. Come Emilia Cardamone, 38 anni, responsabile comunicazione ed eventi dell’associazione. Laureata in ingegneria edile all’Aquila, dopo tre anni di lavoro in Italia si è trasferita nel Regno Unito, dove vive da otto anni. “Mi occupavo di smart cities e in Italia c’erano pochi progetti, mentre in Inghilterra c’era molta attenzione alla digitalizzazione delle città”.
Un percorso in parte opposto è quello di Giuseppe Bianchi, 39 anni, cofondatore dell’associazione e referente per le relazioni accademiche. Laureato in Ingegneria meccanica all’Aquila, dopo un dottorato tra Italia e Belgio e quasi sei anni trascorsi a Londra occupandosi di decarbonizzazione industriale, nel 2021 durante la pandemia ha scelto di rientrare. Oggi lavora nel gruppo Ferrovie dello Stato. “Avevo voglia di tornare e dare un contributo basato sull’esperienza maturata all’estero”.
Fuori dall’Italia è rimasta invece Alessia Di Loreto, 39 anni, anche lei cofondatrice: laureata in ingegneria all’Aquila, vive in Belgio e lavora nell’ambito delle agenzie della Commissione europea.
“Quello che lega tutti noi - sottolinea Cristiano Malara, responsabile dei rapporti con gli 88 soci di BoostAbruzzo - è l’intento di offrire ai ragazzi quel supporto e quell’orientamento che molti di noi avrebbero voluto avere prima di entrare nel mondo del lavoro”. Un impegno che, secondo Tiziana Dell’Orto, membro dell’Advisory Board dell’associazione, nasce anche dalle caratteristiche dell’Abruzzo: “È un territorio con una ricchezza enorme di competenze, ma con poche opportunità per i giovani. Ora vogliamo rafforzare la rete, aumentare il numero dei soci e coinvolgere sempre più persone””. (aise)