Eunews/ Kallas, Merz, Macron. I leader UE respingono la visione USA di un “nuovo ordine mondiale” – di Simone De La Feld


BRUXELLES\ aise\ - “Se lo scorso anno fu una doccia gelata per l’Unione europea, bersaglio dell’aggressiva arringa di JD Vance, la Conferenza di Monaco sulla Sicurezza conclusasi ieri, 15 febbraio, ha segnato piuttosto un freddo e consapevole distacco tra le due sponde dell’Atlantico. L’invito di Marco Rubio, segretario di Stato americano, a costruire insieme un nuovo ordine mondiale, è stato declinato dai leader europei”. Così scrive Simone De La Feld su “Eunews”, quotidiano online diretto a Bruxelles da Lorenzo Robustelli.
“Nel suo discorso di sabato, Rubio ha sottolineato che i due continenti appartengono l’uno all’altro e descritto l’America come “una figlia dell’Europa”. Nonostante i toni più concilianti, il messaggio è rimasto lo stesso: il rapporto transatlantico dipenderà in sostanza dalla volontà dell’UE di adeguarsi alla leadership americana e all’ideologia MAGA. “Vogliamo un’Europa forte e vi chiediamo, qui in Europa, di seguire con noi il percorso intrapreso dal presidente Trump e dagli Stati Uniti”, ha affermato Rubio alla platea della kermesse bavarese. L’offerta di Washington è condizionata, quasi un aut-aut: o l’UE china il capo e sposa la nuova politica aggressiva americana, o sarà in ogni caso costretta a farsi da parte.
“Sotto la presidenza Trump, gli Stati Uniti d’America assumeranno nuovamente il compito di rinnovamento e ripristino, guidati dalla visione di un futuro orgoglioso, sovrano e vitale come il passato della nostra civiltà. E sebbene siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, è nostra preferenza e nostra speranza farlo insieme a voi, nostri amici qui in Europa”, ha annunciato Rubio.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è detta “molto rassicurata” dal discorso del segretario di stato USA. “Lo conosciamo, è un buon amico. È un alleato di peso. All’interno dell’Amministrazione, alcuni usano toni molto duri. Lui è stato chiarissimo. Ha detto che gli Stati Uniti vogliono un’Europa forte. Dobbiamo essere un’Europa indipendente, non un’Europa che si appoggia a qualcun altro… ma dobbiamo costruirla”, ha affermato la leader UE.
Ieri, 24 ore dopo Rubio, è intervenuta alla conferenza l’Alta rappresentante UE per gli Affari esteri, Kaja Kallas. E la sua risposta è stata decisamente piccata. “Venendo da un paese che occupa il secondo posto nell’indice mondiale della libertà di stampa, sentire critiche sulla libertà di stampa da un paese (gli Stati Uniti, nda) che occupa il 58º posto è… interessante”, ha affermato con sarcasmo l’ex premier estone. Kallas ha respinto la narrazione americana secondo cui la civiltà europea sarebbe a rischio: “Contrariamente a quanto alcuni potrebbero dire, l’Europa woke e decadente non sta affrontando la cancellazione della civiltà. In realtà, le persone vogliono ancora entrare a far parte del nostro club, e non solo i nostri concittadini europei. In Canada, mi è stato detto che oltre il 40 per cento dei canadesi è interessato ad aderire all’UE”, ha ribattuto il capo della diplomazia UE.
Ancora più duri sono stati i leader di Germania e Francia. Per il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, “si è aperto un divario tra l’Europa e gli Stati Uniti”. Merz ha citato proprio il controverso attacco condotto da Vance lo scorso anno: “aveva ragione. La battaglia culturale del movimento MAGA non è la nostra”, ha affermato il cristiano-democratico, respingendo l’offerta di vassallaggio che arriva da oltreoceano. “La politica delle grandi potenze in Europa non è un’opzione per la Germania,” ha puntualizzato il cancelliere. “Una leadership basata sul partenariato è la benvenuta, ma le fantasie egemoniche non lo sono. Noi tedeschi non agiremo mai più da soli”, ha concluso.
Anche Emmanuel Macron si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: “l’Europa è stata denigrata come una costruzione invecchiata, lenta e frammentata, relegata ai margini della storia. Come economie iper-regolamentate e apatiche, tagliate fuori dall’innovazione. Come una società preda di migrazioni barbare che corrompono le sue preziose tradizioni”, ha ricordato il presidente della Repubblica francese, come a voler smascherare i toni concilianti di Rubio. “E, ancora più curiosamente, in certi ambienti, come un continente repressivo dove non esiste libertà di espressione e dove i fatti alternativi non possono aspirare agli stessi diritti di cittadinanza della verità stessa – concetto obsoleto e ingombrante”, ha aggiunto.
La difficile tre giorni della Conferenza sulla sicurezza di Monaco si è conclusa così. Con l’evidenza (e l’imbarazzo) di una frattura sempre più larga tra Washington e Bruxelles. Non c’era la premier italiana Giorgia Meloni, che da più di un anno cerca – con non poche difficoltà – di legittimare l’ideologia trumpiana e le sue minacce all’Europa. Le parole dure scelte da Kallas, Macron e Merz hanno avuto anche l’effetto di isolare von der Leyen. L’unica “molto rassicurata” dalla pillola indorata di Marco Rubio”. (aise)