I 40 anni del Centro cure assistenziali “Dante” a Montreal - di Francesca Sacerdoti

MONTREAL\ aise\ - “Il 30 marzo scorso sono stati festeggiati i 40 anni del Centro cure assistenziali Dante, luogo di estrema importanza storica e non solo, ed unico alloggio di lunga degenza basato sul mantenimento delle tradizioni e della cultura italiana. Alla cerimonia, tenutasi nel rispetto delle norme sanitarie vigenti, hanno partecipato: Christophe Cadoz (Vice Direttore Generale per i Programmi Sociali e Riabilitativi) per rappresentare Sylvain Lemieux, CEO. Virtuale; Mario Discepola, Presidente del Comitato Consultivo di CHSLD Dante; Elio Arcobelli, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Santa Cabrini; Lynne Durand, vice direttore del DSAPA e responsabile dell’alloggio; Flora Spina, Presidente del Comitato Residenti CHSLD Dante e Padre Thaddée per la benedizione”. Ad intervistare Irene Giannetti, prima direttrice del Centro, è stata Francesca Sacerdoti per il “Corriere italiano”, diretto a Montreal da Fabrizio Intravaia.
““Una cerimonia – ha commentato Rocco Famiglietti, Consigliere per gli Affari Etnoculturali – che ha voluto sottolineare un traguardo importante e che nello stesso tempo ha indicato la continuità dei servizi che vengono offerti alla comunità. Le stesse ragioni che hanno guidato le suore fondatrici a creare il centro sono ancora presenti oggi. La volontà del centro rimane quella che ha condotto alla sua creazione, cioè offrire un ambiente di qualità per le persone anziane della nostra comunità per cui rimanere a casa non è più possibile. Il tutto offerto in un ambiente che tiene conto delle loro abitudini, la tradizione, l’importanza della famiglia, le usanze e la lingua, insomma il conforto culturale». La cerimonia ha anche messo in rilievo il contributo importante delle famiglie ed il ruolo svolto dai vari gruppi di lavoro a supporto dei degenti del centro”.
LE TAPPE IMPORTANTI DEL CENTRO
Parte integrante dell’Ospedale Santa Cabrini, il Centro Dante fu fondato il 30 marzo 1981 sotto l’impulso di Suor Ilia Peverali allora direttrice generale dell’Ospedale. Un luogo unico nel suo genere, basato sul principio del “conforto culturale”, ed istituito per gli italiani di prima e seconda generazione per garantire loro un alloggio dove la lingua ma anche gli usi e costumi della madre patria venissero rispettati.
Il centro fu denominato con l’illustre nome del grande poeta Dante. Nel 1981, Denis Lazure inaugura il centro che viene affidato alla sapiente gestione di Irene Giannetti.
Nel 1986 il Centro ottiene il prestigioso premio Persillier-Lachapelle a testimonianza dell’importante attività da esso svolta. Nel 1989 il centro viene munito di una sua propria sala di riabilitazione. Per sopperire alle difficoltà dovute alle lunghe liste di attesa, il centro si adopera per creare un programma di alloggio temporaneo nel 1990 che vedrà la realizzazione di diverse camere ad esso destinate.
Successivamente il Centro ha dato vita ad una serie di iniziative importanti tese a collegare sempre di più le famiglie con il centro, come le assemblee generali d’informazione all’intenzione delle famiglie, il giornale “Tra Noi- Entre Nous”, la creazione degli Album di Famiglia in occasione del 15 anniversario del centro e nel 2007, la creazione “dell’Unità di Vita Serena”.
Il Centro Dante raggiunge dunque i suoi primi illustri 40 anni, e si conferma luogo caro non solo alla comunità ma anche a tutta la città.
UNA RIFLESSIONE SUL PASSATO, PRESENTE E FUTUO DEL CENTRO DANTE
40 anni sono una tappa importante per il Centro Dante. Abbiamo chiesto ad Irene Giannetti di rispondere ad alcune domande e di commentare assieme passato, presente e futuro del centro.
Irene Giannetti, di origini molisane, è stata infatti direttrice del Centro Dante e successivamente e contestualmente anche direttrice dal 1988 al 2011 dell’Ospedale Santa Cabrini di Montréal: la prima donna ad ottenere una nomina di questo tipo nel Québec. Irene Giannetti ha fatto tantissimo per il Centro e per l’Ospedale, un impegno riconosciuto anche dall’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il quale le ha conferito il titolo di “Commendatore della Repubblica”.
“La decisione delle famiglie di “trovare un posto” in una casa di lunga degenza per un loro parente – racconta Irene Giannetti – è una decisione molto difficile. Quando arriva il momento, loro cercano un posto che assomigli un po’ a casa. Un luogo dove il loro caro potrà vivere, che offra un ambiente sicuro e rispettoso dei valori, lingua e abitudini culturali.
Ed è proprio per questo che il Centro Dante è stato creato nel 1981: dare ai nostri anziani, spesso emigranti di prima e seconda generazione, una casa che li accetti a braccia aperte”.
D. 40 anni del Centro. Perché è importante ricordarli e celebrarli?
R. Celebrando Dante si rende omaggio a tutti quelli, medici, impiegati, volontari, famiglie, organismi della comunità… insomma tutti quelli di ieri e di oggi che hanno contribuito a scrivere la storia di questa casa unica e dato voce ai nostri anziani. È un dovere di memoria per meglio trasmettere il vissuto di tanti uomini e donne che hanno dato tanto per lo sviluppo del paese di adozione, sacrificandosi per offrire un avvenire migliore ai loro discendenti.
D. Cosa vuol dire conforto culturale?
R. Offrire un conforto culturale ai residenti significa accettarli come sono, con il loro percorso di vita, le loro tradizioni, la loro lingua. Il Centro Dante è la loro ultima dimora. L’ambiente di vita lo sostiene con serenità. Le famiglie e la comunità non lo abbandonano.
D. Qual è stato il traguardo più importante raggiunto dal centro?
R. Appena qualche anno dopo la sua apertura il Centro Dante ottenne un premio, allora molto ricercato, nel settore della sanita del Québec: le prix Persillier-Lachapelle. L’organizzazione dei servizi e la varietà delle attività offerte venivano premiati perché simbolo della qualità di vita offerta ai suoi residenti. E questo è stato reso possibile grazie all’impegno di tutti, incluso tra l’altro quello dei membri del personale, le famiglie, gli organismi comunitari…Questo premio era la prova che eravamo sulla strada giusta.
D. E la sfida più grande?
R. Il Centro Dante è un luogo di alloggio di lunga degenza per 100 posti letto. Le liste d’attese sono lunghe. Ed è un problema quando si sa che l’età media delle persone sulla lista è di 88 anni e che bisogna aspettare circa due anni per aver un posto. Ma comunque questi numeri riflettono anche la popolarità del Centro Dante e il desiderio di tanti di vivere l’ultimo capitole di vita proprio lì, al Dante.
D. Qual è il suo ricordo più caro legato al centro?
R. Ho tanti ricordi. È difficile scegliere. Ma uno mi viene spontaneo in mente: quando il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro aveva chiesto di visitare l’ospedale Santa Cabrini. Era nel ´97. Ero dal ´88 direttrice generale dell’ospedale Santa Cabrini e del Centro Dante. Il programma di visita non lasciava tempo per attraversare il Centro Dante, ma ci tenevo a farne conoscere anche la realtà. Avevamo pubblicato un libro che ne parlava. La storia di ognuno dei residenti era stata raccolta in questo libro intitolato: Album di Famiglia. Durante la visita ne ho offerto un esemplare al presidente Scalfaro che ne fu commosso. La storia di tanti che hanno dovuto lasciare il paese di origine era raccontata: rimboccarsi le maniche, lavorare forte, superare momenti durissimi, essere mal visti in una terra straniera, senza preparazione, ne conoscenza della lingua francese o inglese, ne scolarità, ma con tanta volontà. Una realtà storica che mi sembrava giusto far conoscere, non con delle statistiche ma attraverso le parole raccontate dai veri protagonisti: i nostri anziani.
E come augurio al Centro Dante la Sig.ra Giannetti ci lascia con un suo pensiero: “Il 40esimo arriva in un momento di pandemia mondiale. Non è certo il momento per raggrupparsi e festeggiare! Ma auguro lunga vita al Centro Dante. Che sia la casa della memoria e della solidarietà. Mi auguro che i diversi organismi della comunità continueranno il loro impegno verso i più deboli, i nostri anziani. Infine vorrei congratulare tutti i membri del personale che giorno dopo giorno danno il meglio di se stessi”. (aise)