Il Cittadino canadese/ Fulvio Caccia, la bellezza tra memoria e identità – di Vittorio Giordano

MONTRÉAL\ aise\ - “Un viaggio tra Italia e Québec, memoria personale e senso di appartenenza, con la bellezza come filo conduttore. È quello proposto da Fulvio Caccia mercoledì 16 settembre presso la sala conferenze della Casa d’Italia di Montréal, nel corso dell’incontro Dal “Bel Paese” alla “Belle Province”, organizzato in occasione della presentazione del suo nuovo libro di poesie, L’Actualité”. Ne scrive Vittorio Giordano sul “Cittadino canadese”, settimanale che dirige a Montreal.
“Ad accogliere il pubblico, una trentina di persone tra intellettuali, artisti, amici e familiari dello scrittore, è stata Giovanna Giordano, direttrice generale della Casa d’Italia, che ha fatto gli onori di casa introducendo l’ospite e salutando alcune personalità presenti in sala.
Caccia ha quindi preso la parola ringraziando la Casa d’Italia per l’accoglienza e scegliendo di partire da un ricordo profondamente personale. Il punto di partenza è stato il celebre ritornello di Una casetta in Canadà, canzone che, ha raccontato, aveva accompagnato la sua famiglia negli anni dell’emigrazione. Da lì Caccia è tornato al proprio arrivo a Montréal e al ristorante dello zio Michele, chiamato Bella Vista, un nome che per lui avrebbe assunto negli anni un valore simbolico: "L'espressione 'Bella Vista', la bellezza, si è radicata profondamente nel cuore della mia vita".
Da quel ricordo familiare il discorso si è allargato alla domanda centrale della serata: quale rapporto esiste oggi tra la bellezza e un’attualità che ci raggiunge senza sosta? Richiamando una riflessione sul tempo, Caccia ha insistito soprattutto sulla dimensione soggettiva dell’esperienza: "Il tempo psicologico è il tempo della soggettività, ed è lì che risiede ciò che io chiamo la bellezza interiore".
Una bellezza che, secondo lo scrittore, può fare da contrappeso alla pressione dell’attualità oggettiva nella quale siamo quotidianamente immersi. È proprio su questo contrasto che si costruisce L’Actualité, ottava raccolta poetica di Caccia. Da una parte il flusso continuo delle notizie, dei social network, della televisione e della radio; dall’altra la capacità dell’individuo di interpretare ciò che accade attraverso la propria sensibilità.
Durante la serata l’autore ne ha letto alcuni estratti, alternando fatti della cronaca internazionale a passaggi più intimi e poetici. Il discorso è tornato poi naturalmente all’Italia, presenza costante nella sua opera. "Il tema dell’Italia mi ha sempre accompagnato come un filo rosso", ha spiegato Caccia, ricordando le sue raccolte precedenti e quell’idea di un’"Italia perduta e ritrovata attraverso la letteratura" che attraversa buona parte del suo percorso. Da qui, infine, la riflessione sull’emigrazione e sul senso di appartenenza: "Dove siamo veramente a casa?", si è chiesto lo scrittore. Una domanda che, a suo avviso, gli immigrati italiani continuano a portare con sé e alla quale ha legato un’antica espressione popolare, "Tutto il mondo è paese", accostandola all’idea di “villaggio globale” resa celebre da Marshall McLuhan.
Cofondatore della rivista ViceVersa e vincitore nel 1994 del Premio del Governatore generale del Canada per Aknos, Caccia ha concluso l’incontro dialogando con il pubblico e dedicando copie delle proprie opere. Una serata che, partendo dalla poesia, ha finito per raccontare soprattutto il rapporto tra memoria, identità e bellezza, sul filo sottile che ancora oggi unisce il “Bel Paese” alla “Belle Province””. (aise)