Il Mitte/ Scuole tedesche: arriva la de-digitalizzazione?


BERLINO\ aise\ - “Negli ultimi anni la spinta alla digitalizzazione delle aule scolastiche sembrava inarrestabile. Poi, la frenata. Paesi un tempo pionieri come Svezia e Danimarca hanno deciso di ritirare i tablet dalle scuole, ammettendo che l’esperimento non aveva portato i frutti sperati. Il ministro danese dell’istruzione Mattias Tesfaye ha persino chiesto scusa pubblicamente, definendo gli studenti “cavie di un esperimento digitale”. Il dato che ha fatto discutere arriva dal Karolinska Institutet in Svezia: chi leggeva sugli schermi si trovava mediamente due anni indietro rispetto agli studenti che studiavano su carta. Una conclusione pesante, che ha convinto i governi scandinavi a tornare a libri cartacei e ambienti di apprendimento analogici, almeno nei primi anni di scuola. Adesso, anche diversi Länder tedeschi sembrano interessati a percorrere la strada della de-digitalizzazione”. È quanto si legge su “ilMitte.com”, quotidiano online diretto a Berlino da Lucia Conti.
“PRIME CRITICHE E REAZIONI IN GERMANIA
In Germania la situazione è diversa da quella scandinava, in primis perché la digitalizzazione, in questo Paese, non è stata neanche lontanamente rapida e pervasiva quanto in Scandinavia, ma il dibattito non manca. Tablet, lavagne interattive e app educative sono entrati gradualmente nelle classi tedesche, per quanto non in tutte e a ritmi diversi. Fra i casi di maggiore avanzamento della digitalizzazione c’è Brema, dove ogni alunno, dalla prima elementare, riceve un tablet personale. Secondo le autorità locali questo sistema permetterebbe un feedback personalizzato e un apprendimento più flessibile.
Non tutti però sono convinti. Klaus Zierer, pedagogista dell’Università di Augsburg, ha dichiarato alla ZDF che molti dei problemi educativi odierni derivano proprio da una digitalizzazione poco meditata, che lascia gli studenti esposti a tutti gli effetti negativi dei media digitali.
IL MOSAICO DEI LÄNDER TEDESCHI
Ogni Land tedesco interpreta la questione a modo suo. In Nord Reno-Westfalia, la ministra dell’istruzione Dorothee Feller (CDU) ha preso posizione contro l’uso degli smartphone alle elementari, sostenendo che la scuola dovrebbe essere uno “spazio protetto”, uno dei pochi nei quali i richiami del digitale sono assenti e le distrazioni ridotte, così da permettere di concentrarsi sull’apprendimento.
In Baviera, la regola è ancora più netta: i cellulari sono vietati nelle scuole elementari. “Spesso la scuola è l’unico luogo in cui i bambini possono vivere momenti senza tecnologia digitale”, sottolinea il ministero di Monaco. L’Assia ha esteso la restrizione anche alle scuole secondarie, salvo eccezioni autorizzate dagli insegnanti, definendo le aule “zone protette dagli smartphone”.
QUANDO LA PEDAGOGIA GUIDA LA TECNOLOGIA
Diversi Länder ribadiscono lo stesso concetto: i dispositivi digitali hanno senso solo se portano un reale valore aggiunto all’apprendimento, ma non devono mai essere usati come fine a se stessi.
A questa filosofia aderiscono Berlino e la Renania Palatinato, ma non, per esempio, il Brandeburgo, che appare il più aperto all’uso delle tecnologie. Per il ministero locale l’obiettivo è insegnare un impiego responsabile dei media digitali.
Toni critici arrivano invece dalla Sassonia, dove il ministro della Cultura Conrad Clemens (CDU) chiede di escludere i cellulari privati dalle scuole elementari. Sulla stessa linea lo Schleswig-Holstein, che confina con la Danimarca: per il suo ministero i bambini hanno bisogno di spazi liberi dai dispositivi per svilupparsi, e la scuola deve restare questo spazio”. (aise)