ItaloAmericano.org/ La premiere di “Ag4in” negli Usa: Aurelio De Laurentiis sul futuro del calcio a Los Angeles – di Silvia Nittoli

Foto Mark Savage

SAN FRANCISCO\ aise\ - ““Calcio oggi, calcio domani!”. Con queste parole il consigliere italoamericano Joe Buscaino ha introdotto sul palco il produttore e imprenditore Aurelio De Laurentiis, nipote del leggendario Dino De Laurentiis, in occasione della première statunitense di “Ag4in”, documentario che racconta lo storico quarto scudetto dell’SSC Napoli nel 2025. Il gala, che si è tenuto il 6 aprile all’Egyptian Theatre di Hollywood, ha riunito tifosi, celebrities di Hollywood – come l’attore Joe Mantegna e il regista Steven Zaillian – rappresentanti delle istituzioni e ospiti speciali per celebrare De Laurentiis e i suoi successi sia nello sport che nel cinema”. Ne scrive Silvia Nittoli su l’ItaloAmericano.org, diretto da Simone Schiavinato.
“La sindaca di Los Angeles Karen Bass è salita sul palco per rendere omaggio al presidente del Napoli calcio, consegnandogli un attestato di riconoscimento e dichiarandolo ufficialmente cittadino onorario della città. “Vedendo ciò che ha costruito, come ha salvato la squadra e contribuito allo spirito del calcio in tutto il Paese, è per me un piacere, a nome della città di Los Angeles, consegnarle questo riconoscimento e dichiararla cittadino onorario di Los Angeles”, ha affermato Bass.
Prima della proiezione, l’allenatore del Napoli Antonio Conte ha rivolto un messaggio speciale ai tifosi presenti in sala, rafforzando il profondo legame tra il club e i suoi sostenitori internazionali. Inoltre, il presidente De Laurentiis ha annunciato: “Quest’anno ricorrono i 100 anni del Napoli. L’anno prossimo torneremo con un altro film per raccontare la storia dal 1926 a oggi”. De Laurentiis ha inoltre riflettuto sul ruolo unico del calcio come elemento di unione tra le persone: “Quando guardi il calcio, sembra mettere tutti d’accordo in ogni parte del mondo. Ma non è proprio così, perché esistono guerre, differenze tra Paesi ricchi e poveri… E stiamo pagando il prezzo di tutto questo ovunque, anche nel calcio”.
Il documentario, diretto da Giuseppe Marco Albano, esplora anche il lato umano del club, giocatori, allenatori e, soprattutto, tifosi. De Laurentiis ha descritto le difficoltà delle riprese durante la stagione: “Non è facile realizzare un film del genere, perché bisogna seguire i calendari e rispettare la privacy. Antonio Conte non ama essere sempre davanti alla telecamera, e anche i giocatori hanno dei limiti. Ma quando sono emotivamente coinvolti, si cattura qualcosa di autentico. Noi facciamo film per il pubblico, non per i critici”. Il risultato è un ritratto vivido della cultura napoletana, della fedeltà dei suoi sostenitori e dell’intensità del calcio professionistico. Il film mostra momenti di allenamento, partite e celebrazioni, offrendo al pubblico uno sguardo dall’interno su un club che da un secolo è parte integrante dello sport italiano.
Dopo la proiezione, un panel ha affrontato il tema del futuro del calcio negli Stati Uniti, con la partecipazione di De Laurentiis, del giornalista sportivo de LA Times Kevin Baxter e di Joe Tutino, voce degli LA Galaxy. De Laurentiis ha parlato apertamente delle sfide del calcio americano: “Negli Stati Uniti esiste una cultura sportiva universitaria molto importante, ma non abbastanza per il calcio. Se si vuole promuovere questo sport, serve un approccio costante, non limitarsi a importare giocatori dall’Europa. Gli sport popolari devono essere per tutti, non solo per chi può permettersi di pagare milioni”. Ha inoltre proposto nuove idee per la crescita, tra cui un campionato panamericano: “Immaginate squadre dal Messico, dalla California e da altri Stati americani che giocano insieme alle migliori del Sud America. Si creerebbe un campionato unico ed entusiasmante, aumentando il coinvolgimento tra culture diverse. Lo spagnolo è la seconda lingua più parlata negli Stati Uniti: potreste sfruttarlo a nostro vantaggio”.
De Laurentiis ha sottolineato come proprio la natura globale del calcio possa contribuire a ridurre le disuguaglianze socioeconomiche. “In America Latina il calcio è tutto. I bambini giocano scalzi per strada; fa parte della loro vita quotidiana”, ha detto. “Qui negli Stati Uniti dobbiamo connettere questo sport alle comunità, come accade in Brasile o in Europa. Il calcio deve essere accessibile a tutti, non solo a chi può permetterselo”. La sua idea di un torneo che unisca Nord e Sud America mira a creare entusiasmo, alzare il livello competitivo e formare una nuova generazione di tifosi. “Prendiamo esempio dal World Baseball Classic”, ha suggerito. “Mettiamo insieme squadre di Messico, Stati Uniti e Canada. Facciamo competere i migliori giocatori. È così che cresce la passione”.
Tutino ha evidenziato la necessità di ispirare le nuove generazioni di tifosi. Richiamando la storia centenaria del Napoli, ha osservato: “La passione nasce intorno ai 10 anni. È lì che ci si innamora della propria squadra. Il Napoli ha 100 anni: immaginate dieci generazioni di tifosi cresciuti con il club e capaci di diffondere questa passione nel mondo”. Tutino ha anche sottolineato l’importanza dello storytelling per coinvolgere il pubblico: “Dobbiamo raccontare la storia di queste partite, affinché bambini e adulti capiscano perché sono importanti. Se ci riusciamo, il calcio americano potrà raggiungere la stessa rilevanza culturale degli altri sport”.
Kevin Baxter ha sottolineato un momento storico del calcio negli Stati Uniti. “Il momento decisivo per il soccer americano è stato il Mondiale del 1994”, ha spiegato. “Ha gettato le basi per la MLS e per la crescita del professionismo. Il prossimo Mondiale a Los Angeles potrebbe essere un altro momento cruciale — ma ci sono sfide, come i conflitti politici che potrebbero impedire ai tifosi di partecipare”.
Il panel si è concentrato anche sul ruolo di Los Angeles come città ospitante per il prossimo Mondiale FIFA e per le Olimpiadi. De Laurentiis ha sottolineato come tempistiche e organizzazione siano fondamentali: allineare i calendari americani con quello FIFA permetterebbe ai migliori giocatori di partecipare e innalzare il livello del gioco. “Quando i giocatori competono nei tempi giusti, vengono rispettati da allenatori e tifosi”, ha detto. Tutino ha riflettuto sulla crescente passione negli Stati Uniti, citando la MLS e le partite dei LA Galaxy: “Stiamo ancora costruendo una cultura del tifo come in Europa o in Sud America. Ma questo Mondiale aiuterà gli Stati Uniti a fare un salto di qualità. Esperienze, narrazione e coinvolgimento della comunità creeranno tifosi per tutta la vita”. Baxter ha aggiunto che anche le competizioni internazionali sono fonte di ispirazione. “Quando i giovani vedono calcio di altissimo livello, nasce il desiderio di intraprendere una carriera professionistica. Ma le strutture salariali e la visibilità devono migliorare. Il calcio americano è in crescita, ma c’è ancora molto lavoro da fare””. (aise)