La voce di New York/ Donne, eros, adolescenza e memoria: il nuovo cinema italiano a Open Roads – di Luciana Capretti

NEW YORK\ aise\ - “25 anni fa era un esperimento. Un festival di cinema italiano contemporaneo a New York. C’era un Antonio Monda giovane che proponeva i film, un Richard Peña entusiasta che li presentava dalla vetrina prestigiosa del Lincoln Center al pubblico americano. È nato così Open Roads, per aprire nuove strade a registi e interpreti allora sconosciuti al pubblico americano. I fratelli Taviani e Nanni Moretti arrivavano grazie al New York Film Festival, ma gli altri faticavano a farsi vedere e gli americani pensavano che dopo Rossellini, Fellini e De Sica il nostro cinema fosse praticamente finito. E invece. Open Roads ha portato oltreoceano la vitalità del nostro cinema contemporaneo. Dal 28 maggio al 4 giugno, 15 fra film e documentari mostrano il nostro presente fra relazioni familiari tossiche, adolescenze sospese, desiderio, potere e memoria storica”. Ne scrive Luciana Capretti su “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Giampaolo Pioli.
“Al centro del programma ci sono soprattutto figure femminili e personaggi in bilico tra innocenza e maturità.
Si inizia con il film di una giovanissima regista, Carolina Cavalli, presentato al Festival di Venezia Il rapimento di Arabella, interpretato da Benedetta Porcaroli, premiata migliore attrice al Venezia Orizzonti, e Chris Pine. Storia di una 28enne che rapisce una bambina che crede essere se stessa giovane, racconta la necessità di una sorellanza in un mondo ostile. Il tema viene affrontato in altro modo anche da Elisa, di Leonardo Di Costanzo e interpretato da Barbara Ronchi nominata migliore attrice ai Davide di Donatello. Qui una sorella uccide l’altra senza un motivo apparente che emergerà solo grazie alla presenza del padre e di uno psicoanalista.
In I Want Her Dead di Gianluca Matarrese, due cognate segnate da una rivalità antica diventano protagoniste di un racconto che mescola documentario e finzione.
Il passaggio all’età adulta viene raccontato in vari modi. Mosquitoes, opera prima delle sorelle Valentina Bertani e Nicole Bertani vede tre adolescenti che nell’estate 1997 in una stagione di trasformazioni e scoperte costruiscono un legame quasi sororale. A Year of School di Laura Samani, racconta una diciassettenne svedese che si trasferisce a Trieste e si ritrova unica ragazza in una classe maschile. Accanto a lei spicca l’interpretazione di Giacomo Covi, premiato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia. My Tennis Maestro di Andrea Di Stefano, commedia sportiva ambientata negli anni Ottanta, segue pure un viaggio di formazione di un tredicenne talento del tennis.
Le dinamiche del desiderio attraversano La gioia di Nicolangelo Gelormini, con Valeria Golino nei panni di un’insegnante che intreccia un rapporto inatteso con uno studente costretto a prostituirsi per mantenere la madre. Golino è una delle protagoniste assolute del festival, presente in ben quattro film della selezione. A Brief Affair, esordio alla regia della sceneggiatrice Ludovica Rampoldi, intreccio di amore e vendetta candidato a due David di Donatello, e The Eyes of Others di Andrea De Sica, dramma di eros e potere sociale ed economico tratto da un celebre fatto di cronaca del 1970 e interpretato da Jasmine Trinca e Filippo Timi.
E ancora: Agnus Dei di Massimiliano Camaiti, documentario molto speciale che segue il rituale antico con cui due agnelli vengono allevati per produrre la lana destinata a un paramento papale. Fuori, di Mario Martone, candidato a nove David di Donatello, e Orfeo, di Virgilio Villoresi personale reinterpretazione del mito classico che combina pellicola 16mm, animazione stop-motion ed effetti ottici artigianali.
Infine la grande storia italiana con Primavera di Damiano Michieletto, scritto da Rampoldi: nella Venezia del Settecento si incontrano le vite di una giovane violinista orfana e Antonio Vivaldi.
Il festival celebra anche i 120 anni dalla nascita di Roberto Rossellini con una proiezione speciale di Paisan, capolavoro neorealista ambientato negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. A Rossellini è dedicato anche il documentario Roberto Rossellini, Living Without a Script di Ilaria de Laurentiis, Raffaele Brunetti e Andrea Paolo Massara, costruito attraverso materiali d’archivio inediti”. (aise)