Londra Italia/ Passaporto britannico non più obbligatorio: marcia indietro del governo sui cittadini con doppia nazionalità – di Gabriella Bettiga


LONDRA\ aise\ - “Negli ultimi mesi, migliaia di persone con doppia cittadinanza, britannica ed europea hanno vissuto un periodo di forte incertezza. A partire dal 25 febbraio 2026, infatti, il Ministero dell’Interno aveva introdotto, senza grande preavviso, una regola per cui chi aveva acquisito la cittadinanza britannica, avrebbe potuto rientrare nel Regno Unito solo con passaporto britannico. Una posizione legata alla rigorosa applicazione dell’Electronic Travel Authorisation (ETA) che ha creato confusione, ansia e, in molti casi, veri e propri ostacoli alla mobilità”. Ne scrive Gabriella Bettiga, avvocato e director di MGBe Legal, su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“Dopo settimane di pressioni da parte di cittadini, associazioni e professionisti del settore, il governo britannico ha finalmente fatto marcia indietro. La nuova linea, ora ufficiale, rappresenta un cambiamento significativo e permanente: i doppi cittadini britannici EEA (European Economic Area) con status ottenuto tramite EUSS (ovvero Settled o Pre-Settled Status) possono entrare nel Regno Unito utilizzando il passaporto del loro altro Paese europeo o addirittura la carta d’identità nazionale, purché il documento sia collegato al loro account UKVI (eVisa).
La revisione della policy è un completo dietrofront rispetto alla posizione precedente, secondo cui, una volta acquisita la cittadinanza britannica, il settled o pre-settled status decadono automaticamente e quindi non si può entrare nel Regno Unito come possessori di un permesso di soggiorno EUSS. Ed a rigor di logica è così. Se si diventa cittadini britannici, non si è più migranti e quindi non si ha più un permesso di soggiorno.
In pratica però, prima dell’introduzione dell’ETA, molti dual nationals viaggiavano tranquillamente con il proprio passaporto EEA, in quanto lo status EUSS continua ad essere visibile online.
Con l’implementazione rigorosa del sistema ETA dal 25 febbraio 2026, il governo britannico aveva annunciato che questo non sarebbe stato più possibile, per poi cambiare idea.
La notizia è stata accolta con grande sollievo. Per settimane, persone appena naturalizzate si sono trovate in situazioni paradossali: impossibilitate a viaggiare solo perché il loro passaporto britannico non era ancora stato richiesto o rilasciato, nonostante avessero il diritto di entrare nel Paese. Molti temevano di rimanere bloccati all’estero o di essere respinti al momento dell’imbarco a causa di una regola che penalizzava proprio coloro che avevano scelto di integrarsi pienamente nel Paese diventando cittadini britannici.
La nuova guida del governo accetta che cittadini britannici e di un Paese EEA che hanno ottenuto presettled o settled status nell’ambito dell’EUSS, possono viaggiare nel Regno Unito con il passaporto del proprio Paese o con la carta d’identità nazionale (UE, Norvegia, Islanda, Liechtenstein o Svizzera). Lo status EUSS, che rimane visibile online anche dopo la naturalizzazione, sarà sufficiente a garantire l’accesso.
Pare che questa modifica non si applichi a chi ha ottenuto un diverso tipo di visto o permesso prima di naturalizzarsi: riguarda esclusivamente chi ha acquisito la cittadinanza dopo aver ottenuto lo status EUSS.
Si tratta di un cambiamento strutturale, non di una misura temporanea, dovuta probabilmente al fatto che la precedente interpretazione era contraria allo spirito dell’Accordo di Recesso, che tutela i diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito.
Se siete cittadini britannici e non avete ancora un passaporto britannico, è il momento di pensarci seriamente. Non è più una formalità rimandabile: è una necessità pratica”. (aise)