LondraItalia.com/ La calda estate del Regno Unito tra tensioni razziali e crisi politica – di Francesco Ragni

LONDRA\ aise\ - “Il grande caldo che ha colpito Londra a fine maggio è ormai un ricordo, ma nel Regno Unito la temperatura sociale e politica continua a salire. Dall’inizio di giugno a oggi, tre eventi hanno contribuito a creare un clima di tensione e incertezza. Il primo riguarda la vicenda di Henry Nowak, uno studente bianco di 18 anni accoltellato a morte da un uomo Sikh”. Così scrive Francesco Ragni su “LondraItalia.com” testata online che dirige a Londra.
“La pubblicazione del video della bodycam dei poliziotti ha mostrato come i poliziotti intervenuti abbiano interpretato male la situazione, accettando la versione dell’accoltellatore, che sosteneva di essere stato vittima di abusi razziali, e pensando ad ammanettare Nowak piú che a soccorrerlo, nonostante le sue condizioni gravissime.
Un trattamento che la famiglia della vittima ha definito “inumano e degradante”, e che ha suscitato profonda indignazione e forti reazioni politiche.
Le ultime parole di Nowak, "non riesco a respirare", richiamano quelle pronunciate nel 2020 da George Floyd, la cui morte portò alla nascita del movimento Black Lives Matter. Le circostanze dei due casi sono diverse, ma il parallelo è bastato per portare Nigel Farage a tuonare contro l’operato della Polizia. “In questo Paese” ha dichiarato il leader di Reform UK, “i diritti e i privilegi dei bianchi contano meno di quelli delle minoranze etniche”.
Il secondo episodio, l’8 giugno, è avvenuto a Belfast.
Un uomo è stato gravemente ferito in un accoltellamento per il quale è stato arrestato un rifugiato sudanese. Il video dell’episodio, circolato online, ha innescato due giorni di violenti disordini culminati in attacchi mirati contro persone appartenenti a minoranze etniche, incendi di case, negozi e automobili e aggressioni contro la Polizia.
La reazione delle forze dell’ordine è stata ferma, e gli incidenti si sono gradualmente spenti, ma è impressionante vedere quanto poco basti, nel Regno Unito del 2026, per scatenare violenti disordini e attacchi razziali.
Il terzo episodio è interamente politico.
Nelle ultime 24 ore si sono dimessi il Ministro della Difesa John Healey, uno dei piú fedeli alleati di Starmer, e il Ministro delle Forze Armate Al Carns.
In una feroce lettera di dimissioni, Healey ha accusato il Primo Ministro e la sua cancelliera, Rachel Reeves, di mettere a rischio la sicurezza del paese, non destinando sufficienti risorse per potenziare la difesa.
Keir Starmer ha resistito anche a questo scossone, rifiutando di dimettersi, ma appare ormai evidente la crisi profonda nella quale versa il governo laburista.
Fra pochi giorni, giovedi 18 giugno, si terranno a Makerfield le by-election organizzate per portare Andy Burnham a Westminster, primo passo per permettere al sindaco di Manchester di lanciare la sfida per la leadership Labour.
Se Burnham ce la farà, il cambio al timone appare quasi inevitabile, anche se non sarà immediato. Se dovesse perdere le by-elections, improbabile ma possibile, si aprirebbero scenari ancora piú confusi”. (aise)