LondraItalia.com/ Settlement scheme e assenza per Covid: l’Home Office diffonde le nuove regole (ora più tollerabili) – di Gabriella Bettiga

LONDRA\ aise\ - “Molte persone si trovano in difficoltà perché dopo aver acquisito il pre-settled status, hanno lasciato il Regno Unito per via del Covid, e temono di aver perso la continuità di residenza necessaria per poter fare domanda di Settled Status”. Inizia così l’articolo che Gabriella Bettiga, director di MGBe Legal, firma per “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“Sappiamo che normalmente è richiesta una residenza continuativa di almeno sei mesi in ogni periodo di 12 mesi, per cinque anni consecutivi, per avere diritto al settled status. Il 15 dicembre 2020, l’Home Office ha pubblicato una guida che spiegava in quali casi le domande di Settled Status sarebbero potute essere approvate nonostante assenze eccessive.
Oltre al caso generale per cui un’assenza unica fino a 12 mesi per seri motivi di studio, lavoro, maternità o malattia propria o dei propri cari, poteva non essere ostativa all’acquisto del permesso di soggiorno a tempo indeterminato, le eccezioni Covid erano molto limitate.
Infatti la guida includeva ad esempio l’aver contratto il virus o l’aver dovuto fare una quarantena, ma non teneva conto di tante altre situazioni, quali le difficoltà a viaggiare o il fatto che una persona ritenuta vulnerabile, o convivente con un familiare vulnerabile, preferisse evitare di viaggiare per non esporsi a rischi, come del resto era consigliato dallo stesso ministero della sanità britannico.
L’organizzazione Here for Good, che si occupa di cittadini europei e settlement scheme, ha presentato un ricorso contro il Segretario di Stato per gli Affari Interni, che si è concluso con la promessa da parte dell’Home Office di pubblicare una nuova guida meno restrittiva.
Finalmente il 10 giugno la nuova guida è apparsa sul sito del governo nella sezione “Coronavirus (COVID-19): EU Settlement Scheme – guidance for applicants” (qui il link diretto), ed include varie novità positive. Tra queste ricordiamo le più importanti:
Un periodo di assenza superiore a sei mesi, ma inferiore a 12, non interromperà la continuità di residenza, e quindi la possibilità di fare domanda di settled status, se non è stato possibile rientrare in UK per aver contratto il virus, essere stati in quarantena o isolamento, aver assistito familiari malati, ma anche se la propria università o il proprio datore di lavoro hanno consigliato di lavorare in remoto.
Anche problemi di viaggio, come cancellazione o impossibilità di prenotare un volo, potranno valere come scusanti. In tutti i casi è però richiesto che si invii prova di quanto si asserisce, e l’Home Office valuterà le domande caso per caso.
Una novità ancora più rilevante, è che la guida ora dà la possibilità anche a chi è stato assente per più di 12 mesi di fare domanda di settled status. Se, per motivi legati in qualche modo al covid, si è rimasti bloccati fuori dal Regno Unito per periodi più lunghi di 12 mesi, il primo anno di assenza conterà ai fini della continuità di residenza per ottenere il settled status, ma il periodo eccedente non farà parte del computo dei cinque anni consecutivi, e quindi se alla scadenza del pre-settled non si saranno accumulati cinque anni di residenza, il pre-settled verrà esteso per dar modo di completare appunto il quinquennio necessario ad ottenere il settled.
Per esempio, se ho fatto il pre settled status a gennaio 2020 ,e poi sono stata via da marzo 2020 a giugno 2021, il periodo di tre mesi da marzo 2021 a giugno 2021, metterà in pausa il conto dei cinque anni necessari per fare domanda di settled status. Quindi al momento della scadenza del pre-settled, a gennaio 2025, presenterò la mia domanda con prove a sostegno dei motivi dell’assenza, ed il pre-settled status mi verrà esteso, cosi tre mesi dopo potrò richiedere il settled status.
L’estensione del pre-settled status è una novità di grande rilievo, ed applicabile per ora solo alle specifiche eccezioni previste dalla guida, ma ci fa sperare che anche in altri casi l’Home Office possa esercitare discrezionalità nei confronti dei cittadini europei che per vari motivi sono stati via per più tempo di quello previsto dalla legge”. (aise)