MalindiKenya.net/ Il Kenya introduce l'assicurazione sanitaria obbligatoria per turisti - di Freddie del Curatolo


MALINDI\ aise\ - “Per chi sta programmando una vacanza in Kenya è in arrivo una novità destinata a incidere sull'organizzazione del viaggio. Il Governo keniano ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il regolamento che introduce l'obbligo di una copertura sanitaria per tutti i visitatori stranieri, con un massimale minimo di 50.000 dollari. Dopo Zanzibar, quindi, anche il Kenya si prepara a rendere obbligatoria un'assicurazione sanitaria per i turisti”. A rilanciare la notizia è Freddie del Curatolo su malindikenya.net.
“Come sempre quando si parla di Kenya e di nuove regole, il decreto è ancora un po' confuso e non reca una data, se non quella della pubblicazione, il 30 luglio. Ma soprattutto, accenna al fatto che si può ancora viaggiare senza assicurazione, ma nel caso un turista ne sia sprovvisto, dovrà obbligatoriamente stipularne una keniana, il cui costo non è stato rivelato, che consentirebbe di entrare nel Paese.
Quest'ultima ipotesi farebbe sorgere l'idea di una nuova tassa, più che un servizio o un obbligo che appare anche legittimo, anche perchè così lo Stato keniano potrebbe anche guadagnarci; mentre, se l'obbligo di assicurazione scattasse già alla partenza per il Kenya, non ci guadagnerebbe nulla, ma in compenso i benefici sarebbero a vantaggio di Roma, oltre che degli stessi turisti in caso di problemi.
Il provvedimento, firmato dal Cabinet Secretary for Health Aden Duale, è emanato nell'ambito del Social Health Insurance Act e fissa una copertura assicurativa complessiva non inferiore a 50.000 dollari statunitensi per chi entra in Kenya con soggiorni inferiori a dodici mesi. Non è ancora chiaro se il provvedimento sarà in essere da subito, perché non è stata pubblicata alcuna data, ma solitamente ci sono 15 giorni di tempo da parte di chiunque per presentare ricorso all’Alta Corte ed eventualmente i giudici hanno un’altra settimana di tempo per decidere.
La polizza dovrà prevedere almeno: 20.000 dollari per spese mediche; 25.000 dollari per trasporto sanitario d'emergenza; 300 dollari per medicinali prescritti; 1.000 dollari per cure relative a malattie mentali; 5.000 dollari per il rimpatrio della salma.
Le assicurazioni dovranno essere fornite da compagnie autorizzate e abilitate secondo la normativa assicurativa keniana.
Al momento, il regolamento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ma, come avviene normalmente per gli strumenti normativi di questo tipo, è previsto un periodo durante il quale possono essere presentate osservazioni o ricorsi. In assenza di sospensioni, modifiche o diverse disposizioni governative, la misura dovrebbe quindi entrare in vigore nelle prossime settimane.
Per la maggior parte dei turisti europei la novità potrebbe avere un impatto limitato, poiché molte assicurazioni di viaggio già offrono massimali superiori ai 50.000 dollari. Sarà tuttavia importante verificare che la propria polizza rispetti i requisiti specifici previsti dal Kenya e che sia valida per l'intera durata del soggiorno. A preoccupare è la situazione di anziani e pensionati over 65. Per loro sarà difficile stipulare un'assicurazione che copra per un periodo superiore ai 3 mesi, e con costi neanche troppo bassi.
Secondo le prime indicazioni, il controllo della copertura assicurativa dovrebbe essere effettuato dalle autorità di frontiera al momento dell'ingresso nel Paese, anche se restano da chiarire le modalità operative e l'eventuale possibilità appunto di acquistare una polizza conforme direttamente all'arrivo.
Il Kenya non è il primo Paese africano ad adottare una misura di questo tipo. Zanzibar ha già introdotto da tempo un'assicurazione obbligatoria per tutti i visitatori, mentre altre destinazioni del continente hanno scelto negli ultimi anni di rafforzare i requisiti sanitari per l'ingresso, soprattutto dopo la pandemia, con l'obiettivo di evitare che eventuali ricoveri o emergenze gravino sui sistemi sanitari nazionali.
Per gli italiani che stanno programmando una vacanza a Malindi, Watamu, Diani o nei parchi naturali, il consiglio è quindi quello di seguire gli sviluppi delle prossime settimane e verificare, prima della partenza, se la nuova normativa sarà già pienamente operativa e quali saranno le modalità di controllo previste dalle autorità keniane”. (aise)