MalindiKenya.net/ Il record keniano della maratona è anche un po' italiano - di Freddie del Curatolo

MALINDI\ aise\ - “Il Kenya riscrive la storia della maratona e lo fa con un campione nuovo, Sabastian Sawe, capace di scendere per la prima volta sotto il muro delle due ore in una gara ufficiale. Un’impresa straordinaria che porta anche una firma italiana: quella del tecnico bresciano Claudio Berardelli”. Ne scrive Freddie del Curatolo su “MalindiKenya.net”, portale da lui fondato e diretto.
“Non solo un record mondiale, ma una pagina nuova dello sport africano e internazionale, con quel limite che era diventata quasi un’ossessione per i grandi atleti keniani, etiopi ed ugandesi. Sabastian Sawe, 31 anni, ha trasformato l’impossibile in realtà correndo una maratona ufficiale in 1.59.30”, risultato straordinario che è frutto anche del lavoro tecnico e mentale dell’allenatore bresciano che già da anni è protagonista in Kenya, con gli sportivi della corsa.
Il cronometro è cronometro, l’impresa appartiene all’uomo, dato che non gli può appartenere il tempo. Di quello possiamo solo dominare frammenti e dargli un senso.
I leggendari 42 e rotti chilometri sotto le due ore: un tempo che fino a poco tempo fa apparteneva più alla fantasia che alla realtà agonistica. Invece sulle strade di Londra, Sawe ha demolito ogni limite, entrando nella storia della maratona con una prova destinata a essere ricordata per generazioni.
Per il Kenya si tratta di un successo simbolico enorme. La nazione che ha fatto della corsa una bandiera conquista il traguardo più ambito della distanza regina. Quel muro delle due ore che l’eroe nazionale Eliud Kipchoge aveva rincorso per tutta la carriera in gare ufficiali, riuscendo solo in un evento speciale non omologabile, ora cade grazie a un nuovo interprete del talento keniano.
Il primato precedente apparteneva a Kelvin Kiptum, altra straordinaria promessa dell’atletica mondiale. Il suo cammino si è però interrotto tragicamente l’11 febbraio 2024, quando perse la vita a soli 24 anni in un incidente stradale nell’ovest del Kenya. Con lui morì anche il suo allenatore, Gervais Hakizimana. Una scomparsa che lasciò sgomento il Paese e il mondo dello sport.
Ma nella favola di Sawe c’è anche una storia italiana.
Dietro questo capolavoro c’è infatti Claudio Berardelli, tecnico nato a Passirano, in provincia di Brescia, trasferitosi in Kenya nel 2004 e ormai figura di riferimento assoluta nel mezzofondo e nel fondo africano. Da oltre vent’anni vive e lavora tra le alture della Rift Valley, trasformando il territorio più celebre della corsa mondiale in un laboratorio d’eccellenza. La capacità di entrare nella mente degli atleti, di conoscerli e diventarne una sorta di "guru" è nota da quelle parti. Berardelli per il suo lavoro è stato anche insignito dell'onorificenza di Cavaliere della Stella d'Italia dal presidente Mattarella.
Berardelli non è soltanto un allenatore, ma un costruttore di campioni. Ha guidato atleti ai Giochi Olimpici e ai Mondiali, contribuendo anche al successo di Emmanuel Wanyonyi, oro negli 800 metri. La sua reputazione si fonda su metodo, disciplina e capacità di entrare nella mente degli atleti, oltre che nelle loro gambe.
Chi lo conosce racconta di un tecnico attento a ogni dettaglio: carichi di lavoro calibrati, preparazione in altura, gestione psicologica della gara, cultura del sacrificio. In un ambiente dove il talento naturale abbonda, Berardelli ha saputo aggiungere organizzazione, mentalità e visione internazionale.
Il record di Sawe nasce proprio da questa combinazione perfetta: il motore keniano e l’esperienza italiana. Una sintesi che ha permesso al nuovo re della maratona di correre la seconda metà di gara addirittura più veloce della prima, segnale di controllo assoluto e preparazione impeccabile.
Il Kenya festeggia il suo nuovo eroe. L’Italia può sorridere con discrezione, sapendo che dentro quella corsa leggendaria c’è anche un po’ del proprio sapere sportivo. Perché a volte i record non nascono solo dal talento, ma dall’incontro tra mondi diversi capaci di migliorarsi a vicenda”. (aise)