ONU: “Il piano israeliano in Cisgiordania è chiaro, dobbiamo guardarlo con lucidità” – di Giuliano Lodato

NEW YORK\ aise\ - “La nuova presidenza mensile del Consiglio di Sicurezza gestita dall’ambasciatrice della Danimarca Christina Markus Lassen ha indetto per la giornata di martedì 11 agosto una riunione del Consiglio sulla situazione in Medio Oriente, con un focus sulla Palestina. La riunione è stata richiesta dai paesi europei dell’organo (Francia, Regno Unito, Grecia e Lettonia), hanno supportato la richiesta Bahrain, Cina, Pakistan e Russia. A intervenire il vice coordinatore speciale ONU per il processo di pace nel Medio Oriente Ramiz Alakbarov (in collegamento da Gerusalemme) e la vice direttrice esecutiva dell’UNICEF Hannan Sulieman. I due inviati ONU descrivono una realtà sempre più deteriorata nei territori palestinesi in Cisgiordania, che peggiora proprio a ridosso delle elezioni di Israele e dei presunti avanzamenti diplomatici del Board of Peace”. Ne ha scritto Giuliano Lodato in questo pezzo pubblicato su “La Voce di New York”, quotidiano online diretto dalla Grande Mela da Giampaolo Pioli.
“All’inizio del suo discorso, Alakbarov, ha affermato: “Oggi vorrei evidenziare i diversi sviluppi che stanno accentuando l’instabilità, allontanandoci al contempo da una conclusione negoziata del conflitto”. Il vice coordinatore ha poi iniziato i drammatici bilanci: 76 palestinesi uccisi in Cisgiordania nel 2026 tra cui 18 bambini da parte dell’IDF o dei coloni; sempre nel 2026, sono morti tre israeliani di cui un civile e due membri delle forze di sicurezza; 127 comunità [centri abitati, villaggi o insediamenti locali, n.d.r.] palestinesi sfollate in modo totale o parziale dal gennaio 2023 – 47 delle quali completamente sradicate, coinvolgendo più di 6.390 persone; solo nel 2026, 3600 sfollati.
“La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti”, ha proseguito Alakbarov, “finora, quest’anno, l’ONU ha documentato più di 1.430 incidenti che hanno coinvolto coloni israeliani e che hanno provocato vittime, danni materiali o entrambi, colpendo circa 260 comunità palestinesi”. Il governatore di Nablus è stato “particolarmente colpito” dalle recenti violenze. Picchi di tensione che coincidono con presunti dialoghi di pace.
“Signora presidente”, ha proseguito, “il modello è chiaro, le popolazioni palestinesi vengono sempre più spesso sfollate con la forza dai villaggi in tutta la Cisgiordania prima che i coloni si approprino delle terre abbandonate”. Alakbarov ha poi descritto nel dettaglio alcune delle violazioni compiute. Tra queste: incursioni in un campo profughi palestinese e un’irruzione dell’esercito e di funzionari israeliani in un centro di formazione dell’UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente), quest’ultimo, in quanto locale ONU, sarebbe un luogo inviolabile.
Parallelamente si è assistito a una accelerazione significativa delle “attività di insediamento, consolidando al contempo il controllo israeliano in tutta la Cisgiordania occupata”, ha proseguito Alakbarov. A questo scopo sono stati stanziati 431 milioni di dollari per infrastrutture e moduli abitativi prefabbricati. “Le autorità israeliane hanno descritto la decisione come un rafforzamento della presa di Israele sulla Cisgiordania e un ostacolo alla creazione di uno Stato palestinese”. Parallelo il congelamento da parte di Israele di attività finanziarie dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), secondo quest’ultima in totale di 6 miliardi di dollari. Il 1º settembre le banche israeliane, inoltre, porranno fine agli accordi per l’elaborazione delle transizioni in shekel [moneta israeliana, n.d.r.].
“Dobbiamo guardare con lucidità a ciò che sta accadendo,” ha proseguito il vice coordinatore “si tratta di passaggi interconnessi, non di sviluppi isolati. Stanno ridefinendo la Cisgiordania, indebolendo la governance palestinese e promuovendo un’annessione de facto.”
Enormi anche le violazioni subite dai bambini, come spiega la vice direttrice esecutiva dell’UNICEF Hannan Sulieman.
“Tra gennaio 2024 e la fine di luglio di quest’anno”, ha affermato Sulieman, “l’ONU ha verificato l’uccisione di 174 bambini palestinesi in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est: si tratta di più di un bambino a settimana. Oltre 1.500 sono rimasti feriti. Quasi la metà dei feriti è stata colpita da proiettili veri. Nello stesso periodo, 3 bambini israeliani sono stati uccisi e 15 sono rimasti feriti.”
Verso la conclusione del suo discorso, la vice direttrice ha affermato: “dietro ogni statistica c’è un bambino… un bambino che ha paura di andare a scuola a piedi… un bambino che si sta riprendendo da una ferita da arma da fuoco… un bambino trattenuto in detenzione… una bambina che guarda la casa della sua famiglia venire demolita…”.
A completare il quadro della giornata, si aggiungono le parole di Farhan Haq, portavoce del Segretario Generale Antonio Guterres. Haq, nel rispondere a una domanda in sala stampa, ha affermato: “Israeliani e palestinesi non hanno altra scelta se non quella di trovare un modo per vivere pacificamente gli uni con gli altri””. (aise)