Il culto di Mitra a Francoforte: una mostra al museo archeologico di Francoforte svela i segreti di un culto iniziatico paneuropeo

FRANCOFORTE\ aise\ - Da domani, 25 novembre, il pubblico tedesco e italiano potrà ammirare più di 600 pezzi della mostra allestita al museo archeologico di Francoforte (Karmelitergasse,1) dal titolo “Mithras: Annährungen an einem römichen Kult – Mitra: approcci ad un culto romano” che rimarrà aperta fino al 10 aprile 2023.
La mostra si suddivide in due spazi espositivi: il primo, nel salone centrale del museo, dedicato alle scoperte del mitreo di Heddernheim, quartiere ora di Francoforte, conosciuto nei primi tre secoli dopo Cristo come “Nida – La Pompei oltre le Alpi” che ci regala un mitreo completo ed una tavola di altare bifronte e semovibile su un perno centrale, in cui oltre al rito della tauromachia, con Mitra che uccide il toro con un coltello a falce di luna, vi è rappresentato anche quello dell’agape, momento conviviale praticato dagli adepti al culto iniziatico di Mitra, durante il quale non si mangiava la carne del toro sacrificato, ma come testimoniano gli scavi archeologici degli ultimi anni, carni di pollo o di maialini e si beveva in coppe sotto la volta celeste e stellata del tempio mitraico, luogo oscuro illuminato da lucerne e fiaccole.
Il secondo, nella sala refettorio del museo, contiene, oltre a reperti che provengono da altri mitrei europei, i preziosi ritrovamenti del Parco Archeologico di Vulci dove si potrà ammirare un mitreo completo con un altare in marmo bianco del terzo secolo d.C. (per la prima volta esposto in Germania) nonché vetrine con oggetti rinvenuti nel luogo di culto, tra cui anfore con i serpenti, lucerne ed un tesoretto di monete dal I al V secolo d.C..
Il mitreo di Vulci, scavato nel 1975 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, si trovava all’interno di una abitazione romana, appartenente ad una famiglia di rango elevato.
Come in altri casi, il mitreo è un ambiente ipogeo costituito da un corridoio centrale delimitato ai lati da due lunghi banconi, che ospitavano gli iniziati durante le cerimonie. Diversamente da altri casi questi banconi sono sostenuti da piccoli archi a tutto sesto, probabilmente rappresentanti le sette sfere celesti ed i sette livelli dell’iniziazione mitraica.
Il culto romano di Mitra era così diffuso anche oltre le Alpi, oltre che in tantissimi paesi dell’impero romano, che rappresenta a tutti gli effetti, in una società plurireligiosa come quella romana, uno dei culti più praticati e seguiti da tutte le classi sociali e diversamente da quanto si pensa solo il 10 percento erano soldati anche se ne erano escluse le donne. Era considerato infatti un culto di rinascita, di fratellanza, di condivisione e legato al ciclo degli equinozi e dei solstizi.
Originatosi nel II millennio a.C. in India, il dio persiano Mitra entrò nella cultura greco-latina attraverso le monarchie elleniche d’Oriente. A partire dai primi secoli della nostra era si afferma questo culto misterico, che si svolgeva con riti, banchetti sacri e cerimonie iniziatiche in un luogo sotterraneo, il mitreo, simbolo dell’Universo.
Avversato dai primi padri della chiesa cristiana, in primis da Tertulliano, per le similarità con la ritualità cristiana, questo culto fu praticato fino al V secolo d.C. ed era ricco di ritualità e liturgie cosmico-simboliche che via via con i ritrovamenti di nuovi mitrei ed iscrizioni ci consentono in parte di meglio comprenderlo.
La mostra di Francoforte, inaugurata oggi con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Francoforte, è la terza tappa del progetto europeo “The mystery of Mithras” progetto curato, sostenuto ed ospitato da ben tre musei archeologici del Belgio (Musée Royal de Mariemont) della Francia, (Musée Saint Remond di Tolosa) e della Germania (Archäelogisches Museum di Francoforte).
La mostra prevede inoltre nei prossimi mesi, con il sostegno del Consolato Generale di Francoforte, ben quattro incontri italo-tedeschi con archeologhe ed archeologi italiani e tedeschi che presenteranno al pubblico i molteplici ritrovamenti recenti, così come aspetti e novità emersi dagli studi del culto mitraico e della sua diffusione in Italia ed in Europa centrale. (michele santoriello\aise)