Wellington: l’Ambasciata celebra la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo con un focus sulle spedizioni in Antartide

WELLINGTON\ aise\ - In occasione della Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo, l’Ambasciata d’Italia a Wellington ha organizzato un collegamento con il team di ricercatori italiani attualmente impegnati presso la Stazione Concordia, nel cuore dell’Antartide. Alla videochiamata hanno partecipato anche Elena Campana, direttrice dell’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA, Rocco Ascione, responsabile Logistica e Operazioni della stessa Unità, Riccardo Scipinotti dell’Unità Tecnica Antartide di ENEA e il console onorario a Christchurch, Belfiore Bologna, che da anni offre un prezioso supporto consolare alle spedizioni italiane nel continente antartico.
La Stazione Concordia è l’unica base antartica gestita congiuntamente da due Paesi, Italia e Francia, attraverso il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) e l’Istituto Polare Francese (IPEV). Operativa dal 2005, sorge a oltre 3.200 metri di altitudine sull’Altopiano Antartico, uno degli ambienti più estremi e isolati del pianeta.
Accanto a Concordia, l’Italia svolge attività scientifiche anche attraverso la Stazione Mario Zucchelli, la base costiera situata a Baia Terra Nova, e tramite la nave rompighiaccio e da ricerca Laura Bassi, operata dall’OGS. Entrambe sono attive durante la stagione estiva antartica e supportano attività di ricerca, missioni oceanografiche e operazioni logistiche nel Mare di Ross e nel Southern Ocean, spesso in collaborazione con programmi scientifici internazionali.
La Stazione Concordia ospita attualmente la 22ª missione invernale del PNRA (DC22). Il gruppo dei cosiddetti winterover trascorrerà circa nove mesi in completo isolamento, affrontando tre mesi di buio totale e temperature che possono raggiungere i –80°C. Il team rimarrà presso la base fino a ottobre 2026, in attesa dell’ultimo tramonto che segnerà l’inizio della lunga notte antartica.
Nel corso della missione saranno condotte 21 attività scientifiche in diverse discipline. Tra queste rivestono particolare rilievo i sette progetti di biomedicina coordinati dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dedicati allo studio degli effetti delle condizioni estreme – analoghe a quelle delle missioni spaziali di lunga durata – sull’organismo umano.
L’Ambasciata ha espresso il proprio “apprezzamento per il lavoro svolto dalle ricercatrici e dai ricercatori italiani, che con dedizione e competenza contribuiscono all’avanzamento della conoscenza scientifica in uno degli ambienti più difficili del pianeta”. Un ringraziamento particolare l’Ambasciata ha rivolto “ai team ENEA e Concordia per la loro disponibilità e il loro straordinario impegno, nonché ad Antarctica New Zealand per il costante supporto alle attività della missione italiana”. (aise)