Comites e dintorni

ROMA – focus/ aise – Un pomeriggio tra la comunità per festeggiare insieme la Festa della Repubblica: ad organizzarlo, il prossimo 6 giugno, è il Comites del Queensland & Northern Territory.
L’appuntamento per i connazionali è dalle 16.00 alle 21.00 nella sede dell’Abruzzo Club (Fursden Road 150, Carina) a Brisbane.
“Unisciti a noi per una serata di cibo italiano, intrattenimento, musica e spirito di comunità”, si legge nell’invito del Comites.
L’evento è gratuito ma occorre prenotare entro il 1° giugno scrivendo alla email ciao.comitesqldnt@gmail.com.
Dopo Washington, New York: sarà il Consolato generale ad ospitare giovedì prossimo, 28 maggio, alle 18.00 la presentazione di tracingITALIANroots.NY, progetto che, nato su iniziativa del Comites di Washington, sempre finanziato dalla Dgit della Farnesina, sbarca ora a New York per celebrare le storie, i percorsi e l’eredità degli italiani e degli italoamericani anche nella Grande Mela.
A New York, il progetto, che ha lanciato una mappa digitale che registra i contributi italiani e italoamericani negli Usa, è coordinato da Ornella Fado, Vice Presidente del Comites e Presidente della Commissione Comunicazione ed Eventi, responsabile dell’espansione di “Tracing italian roots New York” insieme al curatore del progetto Fabio Castagna.
“Si tratta di una web app gratuita che, con un semplice tocco, permette di scoprire una mappa interattiva fatta di storie, tradizioni ed eredità degli italiani in America, trasformando la tecnologia in una vera e propria macchina del tempo capace di connettere passato e presente. Storie di uomini e donne fra cultura, l’arte, il gusto, l’ingegno, le tradizioni e poter viaggiare fino al piccolo borgo italiano da cui tutto è partito”, spiega il Comites NY.
Il progetto nasce nel 2024 dalla visione ed esperienza internazionale di Fabio Castagna e prende forma a Washington DC, come progetto pilota, grazie alla collaborazione con la Presidente del Comites di Washington, Maby Palmisano. Presentato in Ambasciata, è stato riconosciuto come Progetto Speciale dal MAECI che lo ha cofinanziato insieme a GlobalMedia (Copyright Platform tracingITALIANroots©).
Il progetto “si è affermato rapidamente come un modello virtuoso di connessione tra cultura, memoria e innovazione” sottolinea il Comites di New York che è il primo a promuoverne l’espansione nella città con l’obiettivo di costruire una “mappa digitale e partecipativa dell’italianità”. Il progetto, infatti, è nato per estendersi in tutti gli Usa.
“L’obiettivo è creare una forte sinergia tra istituzioni, associazioni, musei, teatri e media, per dare forma concreta a una mappa dell’identità italiana che sia viva, accessibile e condivisa”, sottolinea Ornella Fado.
Il progetto, aggiunge Fabio Castagna, “non crea una semplice mappa, ma dà vita a un'anima: la mappa vivente dell'eredità italiana dove costruire una narrazione condivisa e inclusiva dell’identità italiana in America, rafforzando il ponte tra le due sponde dell’oceano. Accessibile a tutti, sussurrando la sua storia italiana attraverso voci, immagini e realtà aumentata".
Un ruolo importante sarà affidato anche al mondo dell’informazione: i giornalisti, infatti, saranno invitati a contribuire attivamente al progetto, intervistando protagonisti, raccontando storie e valorizzando quelle eccellenze che rappresentano la memoria e l’identità italiana negli Stati Uniti.
“TracingITALIANroots© non è solo un archivio digitale, ma una vera e propria “mappa vivente” un network senza tempo, costruita grazie al contributo della comunità, dove le storie individuali diventano patrimonio collettivo”, evidenzia ancora il Comites. “Grazie inoltre alla collaborazione con Italea e il progetto del “Turismo delle Radici”, questa iniziativa non solo preserva la memoria storica, ma stimola anche un ritorno concreto verso i luoghi d’origine, promuovendo un turismo identitario e consapevole. E per chi non può viaggiare, sarà l'Italia a raggiungerlo attraverso la tecnologia che si fa strumento della memoria”.
Il progetto, dunque, vuole essere “un ponte tra passato e futuro, tra America e Italia, tra identità e appartenenza”.
La WEBapp è accessibile gratuitamente senza installazione ma attraverso un semplice collegamento ad internet.
Dalla classe pilota del 2022 ai 98 studenti di oggi: la storia del Progetto Scuola, il programma del Comites Irlanda che porta la scuola italiana nel cuore delle famiglie bilingue, va avanti e si consolida.
Sabato scorso, 16 maggio, all’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, 66 bambine e bambini hanno ricevuto il loro diploma. Fuori pioveva: era Dublino, d’altronde. Dentro, l’ambasciatore Nicola Faganello e la direttrice dell’Istituto Michela Linda Magri stringevano piccole mani con orgoglio, mentre famiglie, insegnanti e volontari osservavano emozionati la conclusione di un altro anno scolastico.
È stata la cerimonia di chiusura del quinto anno del Progetto Scuola del Comites Irlanda: un progetto nato quasi in punta di piedi e diventato, nel tempo, un punto di riferimento per decine di famiglie italiane e bilingui in Irlanda.
Come è cominciato
Era il 2022 quando il Comites Irlanda avviò quello che allora sembrava quasi un esperimento: una classe pilota di dodici bambini tra i 7 e i 9 anni, italiani, irlandesi e bilingui, riuniti il sabato mattina per imparare, o ritrovare, la lingua italiana.
L’idea era semplice, ma profondamente necessaria. Per molte famiglie italiane all’estero crescere figli bilingui significa affrontare ogni giorno una sfida silenziosa: mantenere viva la lingua madre mentre si lavora, ci si integra e si costruisce una nuova vita in un Paese anglofono. Il Progetto Scuola è nato proprio per dare all’italiano uno spazio stabile e strutturato: un’aula, un programma didattico, insegnanti qualificate e una continuità educativa che spesso manca fuori dall’Italia. Cinque anni dopo, quel primo esperimento è diventato una realtà consolidata.
Da una classe a sette: una comunità che cresce
Anno dopo anno, il progetto è cresciuto insieme ai bambini che lo frequentavano. Oggi il Progetto Scuola conta sette classi attive, dalla seconda elementare alla prima media, e coinvolge 98 studenti tra i 7 e i 15 anni.
Le lezioni si svolgono il sabato e la domenica, tra mattina e pomeriggio, da settembre a maggio: due ore settimanali dedicate non soltanto alla lingua, ma anche alla grammatica, alla sintassi, alla storia e alla geografia italiana.
Non si tratta di un semplice corso extrascolastico, ma di un vero percorso didattico parallelo, allineato agli obiettivi del Ministero dell’Istruzione italiano per la scuola primaria. Gli studenti seguono infatti un programma simile a quello dei loro coetanei in Italia, costruendo così un doppio percorso educativo: la scuola irlandese durante la settimana e, nel fine settimana, uno spazio in cui continuare a coltivare la lingua e la cultura italiana. Due sistemi, due lingue, una sola infanzia.
Gratuito per tutti, senza eccezioni
La crescita del progetto è stata resa possibile grazie al finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha coperto i costi delle insegnanti qualificate, richiedendo alle famiglie soltanto un contributo minimo destinato principalmente alla cerimonia finale e alle spese organizzative.
Fondamentale è stato anche il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Dublino, che nelle precedenti edizioni ha messo gratuitamente a disposizione i propri spazi, abbattendo i costi operativi e contribuendo a rendere il progetto sostenibile sin dall’inizio.
Chi lo ha costruito, settimana dopo settimana
Dietro ogni progetto educativo ci sono persone che, spesso lontano dai riflettori, lo rendono possibile settimana dopo settimana.
Il Progetto Scuola è stato ideato dalla presidente del Comites Irlanda, Emiliana Capurro. Fin dalle sue origini, le consigliere Anna Floriani e Chiara Castelbolognesi ne hanno coordinato concretamente lo sviluppo, occupandosi dell’organizzazione delle classi, della selezione delle insegnanti, della gestione didattica, del rapporto con l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino e della relazione costante con le famiglie. A loro va il merito di aver trasformato un’idea iniziale in una struttura educativa stabile e funzionante.
Le voci di chi ci crede
“È stato un piacere portare avanti questo progetto nel corso degli anni, vederlo crescere e vedere la soddisfazione delle famiglie”, racconta Anna Floriani. “Il mio ruolo è stato quello di formare le classi, mantenerle stabili nel numero, coltivare il rapporto con i genitori e gestire il finanziamento delle insegnanti. Anch’io ho tre figli che frequentano le classi e, come genitore, sono orgogliosa dei loro progressi. La cerimonia dei diplomi è sempre un momento speciale, perché permette di vedere concretamente quanto il progetto sia cresciuto nel tempo”.
Le insegnanti Silvia Canu, Cristina Di Mauro, Daniela Vargiu e Martina Gambretti hanno portato in aula competenza, pazienza e passione ogni sabato e domenica per otto mesi. Ai genitori, che hanno accompagnato i figli, creduto nel progetto e tenuto viva la lingua italiana in casa, va un riconoscimento che nessun diploma può contenere del tutto.
“È bello vedere come, settimana dopo settimana, la curiosità dei ragazzi continui a crescere e quanto siano motivati non solo ad apprendere la lingua italiana, ma anche a mantenere vive le tradizioni e la cultura del nostro Paese”, racconta Martina Gambretti.
Per Cristina Di Mauro “è stato un piacere e un vero onore essere l’insegnante dei vostri bimbi: una classe meravigliosa, piena di entusiasmo, curiosità e dolcezza. Mi sento davvero fortunata ad aver vissuto questa esperienza insieme a loro e a voi, e porterò con me tanti bei ricordi di questo progetto”.
Le fa eco Silvia Canu affermando che “la dedizione e l’impegno degli studenti, studentesse e delle loro famiglie testimonia quanto sia importante per loro il progetto scuola. Un progetto che non solo rappresenta un percorso linguistico ma che conduce al proseguimento della cultura delle radici e del rapporto con le famiglie lontane. È un piacere per me farne parte e accompagnare i miei e nostri studenti in questa bella avventura italiana”.
Un riconoscimento importante va anche ai genitori, che hanno scelto di investire tempo ed energie per mantenere viva la lingua italiana dentro casa, trasformando il bilinguismo in una ricchezza quotidiana.
“Mio figlio Joshua frequenta il Progetto Scuola da alcuni anni e devo dire che è stata una scelta meravigliosa. Vedere come ha migliorato l’italiano e scoperto con entusiasmo la storia e la geografia dell’Italia ci riempie di orgoglio. Complimenti alle insegnanti per la loro dedizione e passione!”, dice Silvia, mamma di Joshua Needham.
Il valore del mantenimento delle proprie radici culturali è stato messo in evidenza da Rosmeri Fiore & Christian Reolon, mamma e papà di Emmanuel. “Il Progetto Scuola del Comites è stato un dono prezioso per nostro figlio Emmanuel. Nato e cresciuto in Irlanda, con genitori italiani, Emmanuel frequenta una scuola irlandese e cresce immerso in una cultura diversa da quella delle nostre origini. Grazie al Progetto, dal 2023 ha potuto avvicinarsi alla lingua italiana, alla storia e alla geografia del Paese delle sue radici, un arricchimento che va ben oltre la scuola, perché lo aiuta a capire chi è e da dove viene. Siamo grati per questa opportunità”.
“Per noi è stato un regalo preziosissimo: un modo per tenere vivo un legame con la nostra cultura e i nostri cari. Anita e Bianca hanno avuto l’opportunità di conoscere, attraverso le insegnanti e i compagni di classe, tante cose bellissime del nostro Paese in maniera gioiosa e serena. Sono semi che con il tempo germoglieranno, trasmettendo l’amore e la curiosità di conoscere le proprie radici”, afferma Chiara, mamma di Anita (prima media, classe online) e Bianca (quinta elementare).
Da famiglia italiana a Dublino, l’esperienza con Progetto Scuola è stata incredibilmente positiva.
“Grazie a un insegnamento di grande qualità, nostra figlia ha migliorato tantissimo la sua grammatica italiana, ma il valore aggiunto è stato tutto il resto. Questo progetto è stato un canale di connessione speciale, che le ha permesso di entrare a far parte di una bellissima community di bambini italiani. In classe ha trovato un ambiente caloroso, stimolante e pieno di entusiasmo, dove ha stretto nuove amicizie condividendo le sue stesse radici. Grazie di cuore al Comites e agli insegnanti per la passione e l’impegno: un bellissimo modo per far sentire i nostri figli fieri della propria lingua e cultura, anche a Dublino!”, dice Roberta, mamma di Allegra.
Queste voci raccontano qualcosa che i numeri da soli non possono dire: che il Progetto Scuola non è soltanto un programma didattico, ma uno spazio in cui le famiglie italiane in Irlanda ritrovano un pezzo della propria identità. È da questa consapevolezza che nasce l’impegno istituzionale di chi lo ha reso possibile.
“Mantenere l’italiano nei bambini nati all’estero significa regalare loro molto più di una lingua: è lasciare viva una radice, una memoria di famiglia e un ponte prezioso verso la propria storia, perché chi conosce le proprie origini cammina nel mondo con un’identità più ricca e forte”, afferma Emiliana Capurro.
Anche il vicepresidente Luca Mancinelli sottolinea il valore concreto del progetto: “Anna Floriani e Chiara Castelbolognesi hanno costruito qualcosa di concreto e duraturo per le famiglie italiane in Irlanda. Questo è esattamente il lavoro che il Comites è chiamato a fare: stare vicino alla comunità non a parole, ma con progetti che cambiano la vita quotidiana delle persone. Grazie al MAECI, all’Istituto Italiano di Cultura e all’Ambasciata per aver reso tutto questo possibile”.
E forse il successo del progetto si misura proprio nei piccoli gesti quotidiani: una bambina che legge da sola le lettere dei nonni, un ragazzo che riesce finalmente a parlare con i parenti in Italia senza tradurre ogni frase, famiglie che vedono nella lingua non soltanto uno strumento, ma un pezzo della propria identità.
Cinque anni fa era una classe pilota di dodici bambini. Oggi è una piccola scuola italiana nel cuore di Dublino. (focus\aise)