I passi della cooperazione

ROMA – focus/ aise – Un momento di riflessione sui profondi cambiamenti del contesto globale e sulle prospettive della cooperazione internazionale allo sviluppo. Questo è quanto avvenuto nei giorni scorsi a Trento in un incontro promosso dalla Provincia autonoma insieme alla Federazione Trentina della Cooperazione nell’ambito dell’attuazione del Protocollo d’intesa 2025, dal titolo “Orizzonti della cooperazione internazionale trentina”.
L’appuntamento è stato aperto dall’intervento dell’ambasciatore Lamberto Zannier, presidente del comitato scientifico del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento, che ha offerto interessanti spunti di riflessione sul tema “Tra disordine internazionale e sfide globali. Quali scenari e quale futuro per la cooperazione internazionale allo sviluppo?”.
A seguire, l’assessore provinciale all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette, Mattia Gottardi, ha illustrato l’evoluzione della cooperazione internazionale della Provincia autonoma di Trento, mentre il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Roberto Simoni ha approfondito il ruolo del sistema cooperativo trentino oltre i confini locali, tra valori, esperienze e prospettive in ambito europeo e internazionale.
“Le sfide globali – ha detto l’ambasciatore durante il suo intervento – richiedono strategie di lungo periodo, ma la politica continua a muoversi su orizzonti molto brevi. In un contesto di disimpegno crescente, gli spazi per la cooperazione si restringono, ma è proprio ora che serve ricostruire alleanze e valorizzare anche il contributo delle realtà locali. L’Agenda dello sviluppo sostenibile resta un punto di riferimento. L’importante è non mettere la testa sotto la sabbia e continuare a lavorare”.
A seguire, l’assessore provinciale all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette, Mattia Gottardi, ha illustrato l’evoluzione della cooperazione internazionale della Provincia autonoma di Trento: “La Provincia autonoma di Trento ha un modello di cooperazione che trae origine dalla nostra storia recente e dal contesto internazionale. Noi non ragioniamo in una logica di 'do ut des', ma ci proponiamo come un laboratorio dove, nel tempo, si è trovata la strada per la risoluzione dei conflitti conseguenti a due guerre mondiali. Una delle nazioni con cui cooperiamo, ad esempio, è la Libia: sconsigliata da tutti, abbiamo iniziato un progetto concreto che ci ha portato a essere riconosciuti dallo stesso Ministero degli esteri come uno degli interlocutori più autorevoli per il territorio. Il ruolo del Trentino in uno scenario internazionale così complicato è di un puntino, ma anche un puntino può fare la differenza”.
Mentre il presidente della Federazione trentina della Cooperazione, Roberto Simoni, ha approfondito il ruolo del sistema cooperativo trentino oltre i confini locali, tra valori, esperienze e prospettive in ambito europeo e internazionale.
“In un contesto segnato da conflitti e instabilità – ha detto Simoni - diventa sempre più difficile portare avanti un modello cooperativo fondato su persone e comunità. Eppure, sarà proprio dopo le crisi che si apriranno spazi per ricostruire, anche grazie ai valori della cooperazione. Allo stesso tempo, territori come il nostro devono fare i conti con l’inverno demografico: integrare lavoratori e lavoratrici diventa essenziale per sostenere sviluppo ed efficienza. La cooperazione trentina, forte delle sue esperienze internazionali, può offrire un modello di crescita inclusivo e sostenibile, che parte dal basso. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, con fiducia e visione”.
La conferenza ha offerto anche l’occasione per presentare i contenuti e le finalità del Protocollo d’intesa tra Provincia e Cooperazione Trentina, evidenziando la volontà condivisa di rafforzare il posizionamento strategico del sistema trentino della cooperazione in uno scenario internazionale in rapido mutamento.
A salutare la partecipata iniziativa, al termine degli interventi, anche il presidente del Consiglio Provinciale Claudio Soini.
L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Agenzia Aerospaziale Giapponese (JAXA) hanno firmato un Memorandum di Cooperazione per approfondire la collaborazione nel campo della difesa planetaria, unitamente a un accordo specifico per la collaborazione sulla missione Ramses (Rapid Apophis Mission for Space Safety) verso l'asteroide near-Earth Apophis.
Gli accordi sono stati siglati ieri, 7 maggio, dal direttore generale dell'ESA, Josef Aschbacher, e dal presidente della JAXA, Hiroshi Yamakawa, presso l'Ambasciata d'Italia a Berlino, in Germania, alla presenza di rappresentanti istituzionali e industriali europei e giapponesi. L'evento è stato organizzato in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in seguito alla selezione da parte dell'ESA di OHB Italia come contraente principale per la missione Ramses.
L'iniziativa fa seguito a una dichiarazione congiunta del novembre 2024, in cui ESA e JAXA si impegnavano ad ampliare la cooperazione su larga scala, anche nel settore della difesa planetaria.
“La difesa planetaria è, per definizione, una responsabilità globale - ha affermato il direttore generale dell'ESA, Josef Aschbacher -. Con le firme odierne, l'ESA e la JAXA passano con decisione da un'intenzione condivisa a un'attuazione concreta, traducendo l'impegno in cooperazione a livello di missione. Questa partnership si fonda sulla fiducia, sull'eccellenza tecnica e sulla comune determinazione a proteggere il nostro pianeta. In un contesto sempre più complesso, la cooperazione internazionale rimane un pilastro dell'approccio europeo allo spazio. Insieme, l'ESA e la JAXA dimostrano come partner affidabili trasformino l'ambizione in azione a beneficio di tutti”.
Yamakawa si è detto invece lieto di aver firmato il Memorandum di Cooperazione e l'accordo per promuovere la cooperazione in materia di difesa planetaria: “Apprezziamo sinceramente l'ESA e i suoi Stati membri, tra cui l'Italia, e ci aspettiamo che questa cooperazione contribuisca a promuovere ulteriormente gli sforzi internazionali in questo campo”.
Difesa Planetaria
La difesa planetaria è una sfida che riguarda ogni essere umano e vivente sulla Terra. Come campo di ricerca scientifica applicata, riunisce la comunità internazionale per individuare e caratterizzare precocemente gli oggetti vicini alla Terra, tracciarne le traiettorie, valutare i rischi di impatto e sviluppare strategie di mitigazione, se necessario. Rafforzando la cooperazione tra ESA e JAXA in materia di difesa planetaria, le due agenzie si impegnano a promuovere questo sforzo globale.
La missione Ramses su Apophis
Il primo importante risultato della nuova cooperazione tra ESA e JAXA è la collaborazione sulla missione Ramses. Ramses verrà lanciato nel 2028 e si incontrerà con l'asteroide (99942) Apophis prima del suo rarissimo e ravvicinato passaggio ravvicinato alla Terra nell'aprile del 2029. Con un diametro di circa 375 metri, Apophis passerà a soli 32.000 km dalla superficie terrestre venerdì 13 aprile 2029, a un decimo della distanza dalla Luna e più vicino di quanto lo siano i satelliti in orbita geostazionaria. Sebbene non vi sia alcun rischio di impatto, il passaggio ravvicinato è straordinariamente raro, verificandosi solo una volta ogni 5.000-10.000 anni per un oggetto di queste dimensioni. Visibile nel cielo notturno a occhio nudo da un massimo di due miliardi di persone sulla Terra, l'evento offrirà un'opportunità unica per la scienza e il coinvolgimento del pubblico.
La sonda Ramses accompagnerà Apophis durante il sorvolo, osservando come la gravità terrestre ne modifichi la forma, la superficie e il movimento. Confrontando le misurazioni prima e dopo, gli scienziati otterranno informazioni preziose sulla struttura, la composizione e il comportamento dell'asteroide, fondamentali per qualsiasi futuro tentativo di deviazione. L'ESA supervisiona la progettazione, l'integrazione e le operazioni della sonda Ramses. La JAXA fornirà elementi chiave, tra cui i pannelli solari leggeri della sonda, un sensore a infrarossi e il lancio a bordo del suo razzo H3. La collaborazione si basa sul contributo della JAXA alla missione Hera e sulla continua cooperazione nelle missioni spaziali congiunte ESA-JAXA, come EarthCARE e BepiColombo.
Fino ad ora, per studiare gli asteroidi e interagire con le loro superfici, abbiamo dovuto viaggiare nelle profondità del Sistema Solare. Con Apophis, per la prima volta in assoluto, è la natura stessa a portarci un asteroide e a permettere di condurre l'esperimento. Mentre l'asteroide sarà attratto e rimodellato dalle forze delle maree, l'ESA e la JAXA saranno presenti per immortalare ogni istante di questa opportunità irripetibile. (focus\aise)