I passi della cooperazione

ROMA – focus/ aise – Per il secondo anno consecutivo l’associazione Cittadini del Mondo ODV di Cagliari partecipa al progetto umanitario “Speranță – Il mare per un sorriso dei bambini”, iniziativa dedicata a minori oncologici in fase remissiva e bambini con disabilità provenienti dalla Repubblica di Moldova.
L’iniziativa – spiega l’associazione – è il risultato di una lunga preparazione e della collaborazione tra realtà associative, istituzioni, operatori sanitari e volontari della Moldova e dell’Italia. Nel corso del tempo si sono sviluppati rapporti di amicizia e collaborazione che hanno dato vita a un autentico ponte di solidarietà tra i due Paesi.
Arrivati il 14 giugno scorso, fino a venerdì 26 quattro ragazzi moldavi tra i 12 e i 15 anni, Viktor, Nicolae, David e Avacum, provenienti dalla Provincia di Hîncești e seguiti dall’Ospedale di Hîncești, stanno trascorrendo un periodo di soggiorno a Genova grazie a una rete di solidarietà che coinvolge associazioni, volontari, operatori sanitari e istituzioni italiane e moldave.
Il progetto, promosso da AVIB – Federazione Italiana Associazioni per i Bambini, è gestito sul territorio ligure dall’associazione Genova per Chernobyl, presieduta da Grazia Anselmi, che coordina l’accoglienza e le attività previste durante il soggiorno dei ragazzi.
La partecipazione di Cittadini del Mondo, rimarca l’associazione, rappresenta la prosecuzione di una collaborazione consolidata con Genova per Chernobyl, sviluppata negli anni attraverso iniziative comuni e rafforzata all’interno della Rete di Interconnessioni Sociali, promossa dall’associazione cagliaritana per favorire relazioni, scambi di esperienze e progetti condivisi tra realtà impegnate nel sociale, nella solidarietà internazionale e nella promozione della cittadinanza attiva.
Tra i momenti più significativi di questa collaborazione vi è stata anche la partecipazione di Cittadini del Mondo a un’importante iniziativa organizzata lo scorso aprile da Genova per Chernobyl, dedicata al 40° anniversario del disastro nucleare e al ruolo svolto dal volontariato italiano nell’accoglienza e nel sostegno di centinaia di migliaia di bambini provenienti dalle aree contaminate. L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Genova e del Consiglio Regionale della Liguria, ha rappresentato un’importante occasione di confronto e testimonianza, contribuendo a rafforzare ulteriormente il rapporto di collaborazione tra le due associazioni.
“Questa iniziativa – sottolinea Giuseppe Carboni Presidente di Cittadini del Mondo – dimostra ancora una volta come la collaborazione tra associazioni di territori diversi possa trasformarsi in un aiuto concreto per bambini e famiglie che affrontano situazioni particolarmente difficili. Costruire ponti tra comunità diverse significa creare opportunità, speranza e relazioni destinate a durare nel tempo”.
L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo parteciperà alla prossima COP17 della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD), in programma in Mongolia dal 17 al 28 agosto.
L’Aics farà parte della delegazione italiana coordinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
La Conferenza sarà dedicata in particolare al ruolo del pastoralismo nella tutela degli ecosistemi, nella resilienza climatica e nella sicurezza alimentare e idrica delle comunità, con un’attenzione specifica ai territori più esposti a siccità, degrado del suolo e desertificazione. Temi centrali anche per l’azione della Cooperazione italiana, che attraverso AICS sostiene nei Paesi partner interventi per la gestione sostenibile delle risorse naturali, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la protezione dei suoli, il rafforzamento delle comunità rurali e la valorizzazione di sistemi agro-pastorali resilienti.
Il contributo italiano sarà valorizzato anche attraverso il Padiglione Virtuale Italia, realizzato dal MASE in collaborazione con MAECI, AICS e ISPRA, per presentare esperienze, competenze e iniziative del Sistema Italia nel contrasto alla desertificazione e nella gestione sostenibile dei territori vulnerabili.
La partecipazione alla Conferenza si inserisce nel quadro dell’impegno nazionale e internazionale richiamato dal MASE in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, celebrata il 17 giugno, dedicata nel 2026 al tema “Pascoli: Riconoscere. Rispettare. Ripristinare”. La ricorrenza richiama il valore dei pascoli per la resilienza climatica, la biodiversità, la sicurezza alimentare e l’identità culturale delle comunità pastorali e indigene.
Aumentare la produttività agricola, migliorare la fertilità dei suoli e ridurre l’impatto di siccità e parassiti: sono alcuni dei risultati raggiunti dal progetto internazionale RE-FARM, che dopo quattro anni di ricerca applicata in Angola, si avvia alla conclusione lasciando in eredità nuove conoscenze, competenze e strumenti per rendere l’agricoltura più resiliente ai cambiamenti climatici.
I risultati, presentati a Luanda durante la conferenza finale ospitata dall’Università Agostinho Neto e dedicata al tema “Scienza e innovazione agroecologica per un futuro sostenibile”, ha visto tra i protagonisti l’Università degli Studi di Firenze che, attraverso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) e il Water Harvesting Lab, ha contribuito allo sviluppo e alla sperimentazione di soluzioni agroecologiche innovative per una gestione più sostenibile delle risorse naturali, con particolare attenzione all’acqua e al suolo.
Finanziato dall’Unione Europea attraverso l’iniziativa DeSIRA (Development Smart Innovation through Research in Agriculture), RE-FARM – Research on Agroecological Innovations towards Increasing Resilience to Climate Change – ha operato nelle province angolane di Cuanza Sul e Benguela con l’obiettivo di rafforzare la capacità delle comunità agricole locali di adattarsi alle condizioni ambientali.
L’attività di ricerca ha integrato sperimentazione scientifica partecipativa, lavoro sul campo e un forte coinvolgimento dei piccoli agricoltori, valorizzandone le conoscenze locali ed esperienze e promuovendo processi di co-creazione della conoscenza. Questo approccio ha consentito di sviluppare e adattare congiuntamente le innovazioni alle esigenze e ai contesti locali.
Il progetto ha inoltre favorito lo scambio reciproco di competenze tra istituzioni europee e angolane e rafforzato le capacità locali attraverso dieci Scuole di Campo, che hanno interessato ricercatori, tecnici e agricoltori in percorsi di apprendimento condiviso nei settori dell’agroecologia, della fitopatologia, dell’entomologia, del miglioramento della gestione della risorsa idrica e dei sistemi agricoli sostenibili.
L’adozione di pratiche agroforestali e agroecologiche ha contribuito a migliorare la produttività e la qualità delle produzioni agricole, rafforzando al contempo la resilienza dei sistemi colturali - soprattutto di mais, fagioli e arachidi - in aree particolarmente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.
Le tecniche di water harvesting hanno consentito di aumentare l’umidità del suolo in media dell’1,75%, garantendo oltre due settimane aggiuntive di disponibilità idrica nei campi rispetto alle pratiche tradizionali. Parallelamente, l’introduzione di approcci agroecologici per la gestione integrata di parassiti e malattie, tra cui la tecnica push-pull, ha contribuito a ridurne in modo significativo l’incidenza. Tali risultati si sono accompagnati a un miglioramento della fertilità dei terreni e a una gestione più sostenibile delle risorse naturali.
La rilevanza dell’iniziativa è stata confermata dalla partecipazione alla conferenza finale del Ministro dell’Istruzione Superiore, Scienza, Tecnologia e Innovazione dell’Angola, Albano Vicente Lopes Ferreira, che ha definito RE-FARM “un esempio concreto di come la ricerca scientifica e la cooperazione internazionale possano contribuire ad affrontare le sfide globali poste dal cambiamento climatico e dalla sicurezza alimentare”. (focus\aise)