I progressi della ricerca italiana

ROMA – focus/ aise – L’Oréal Italia ha annunciato nei giorni scorsi le sei vincitrici della XXIV edizione italiana del Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science” Young Talents Italia. L’evento ha il patrocinio da parte di Città Metropolitana di Milano e del Comune di Milano che ritengono l’iniziativa di particolare valore per la comunità.
In Italia, dal 2002 al 2023, il programma “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza” ha assegnato ogni anno 6 borse di studio del valore di 20.000 euro per un totale di 112 borse. A partire dalla XXII edizione italiana, in accordo con la giuria, le borse di studio sono diventate dei veri e propri Premi con l’obiettivo di coinvolgere un numero più ampio di ricercatrici e avere una maggiore compatibilità con altre Borse di studio che le candidate potrebbero ottenere.
Un’apertura che vuole dare ancora una volta un segnale forte: un supporto concreto per giovani ricercatrici che potranno, grazie al Premio, portare avanti la propria attività di ricerca e il proprio progetto di studio in Italia. Il bando di questa edizione ha raccolto oltre quattrocento candidature.
“Celebrare la ventiquattresima edizione italiana del Premio 'L’Oréal-UNESCO For Women in Science' significa rinnovare il nostro impegno nel sostenere la parità di genere nella ricerca scientifica per favorire il progresso di tutta la società”, commenta Ninell Sobiecka, Presidente e Amministratore Delegato di L’Oréal Italia. “Le sei giovani eccellenze premiate non si distinguono solo per il rigore dei loro progetti — che spaziano dalla medicina molecolare all'applicazione dell'Intelligenza Artificiale — ma diventano veri e propri modelli di riferimento per le prossime generazioni. Perché il mondo ha bisogno della scienza, e la scienza ha mai come ora bisogno delle donne”
LE SEI RICERCATRICI PREMIATE E I LORO PROGETTI DI RICERCA
La giuria, composta da un panel di illustri professori universitari ed esperti scientifici italiani e presieduta dalla Professoressa Lucia Votano, Dirigente di Ricerca affiliata presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dopo un’attenta valutazione ha selezionato le sei ricercatrici più meritevoli per i loro progetti.
Si tratta di Maria Cristina Baglio, Martina Fiumara, Taira Giordani, Lucrezia Laccetti, Elena Monti e Selene Tomassini.
Maria Cristina Baglio è un’astrofisica specializzata nello studio di sistemi binari contenenti buchi neri e stelle di neutroni. La sua ricerca si concentra su come questi oggetti estremi catturano ed espellono materia, con l’obiettivo di costruire un quadro unificato che possa estendersi fino ai buchi neri supermassicci al centro delle galassie. Progetto - The Fast and the Furious – Verso un quadro unificato dei processi di accrescimento ed espulsione di materia nei sistemi binari X Istituto Ospitante - INAF- Osservatorio Astronomico di Brera - Merate
Martina Fiumara è una ricercatrice con un dottorato in medicina molecolare, specializzata in terapia genica e cellulare. La sua ricerca integra lo studio della biologia delle cellule staminali del sangue e l’ingegneria genetica con un obiettivo ambizioso: curare le malattie genetiche correggendo il DNA delle cellule malate.
Progetto - Ingegneria genetica delle cellule staminali del sangue per il trattamento della sindrome VEXAS Istituto Ospitante - Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica; Università Vita-Salute San Raffaele.
Taira Giordani è una fisica specializzata nello sviluppo di piattaforme per le tecnologie quantistiche fotoniche. La sua ricerca si concentra su dispositivi che utilizzano singole particelle di luce all’interno di circuiti ottici miniaturizzati per elaborare l’informazione ed eseguire algoritmi quantistici. Il suo progetto mira a validare queste architetture per realizzare veri e propri processori quantistici programmabili in grado di risolvere problemi ad alta complessità.
Progetto - 3D-QORE: Circuiti Ottici Integrati 3D Riconfigurabili per il Calcolo Quantistico Fotonico Istituto Ospitante - Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Fisica, Quantum Lab.
Lucrezia Laccetti è una botanica specializzata nello studio dell’adattamento delle piante agli ambienti estremi. La sua ricerca si concentra sui meccanismi ecologici e genetici che regolano l’interazione tra piante e insetti, con l’obiettivo di comprendere la resilienza delle specie vegetali di fronte ai cambiamenti climatici.
Progetto – Come le piante rispondono a rapidi cambiamenti nelle comunità di insetti con cui interagiscono Istituto Ospitante - Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Biologia
Elena Monti è una fisiologa e biologa specializzata nello studio dell’invecchiamento neuromuscolare. Sta sviluppando una mappa molecolare ad alta risoluzione del muscolo umano per comprendere come combattere la perdita di massa e forza muscolare legata all’avanzamento dell’età. Progetto - Generazione di una mappa trascrittomica e proteomica dell’invecchiamento umano per scoprire e validare nuove strategie terapeutiche che migliorino la forza muscolare in persone anziane
Istituto Ospitante - Università di Padova, Dipartimento di Scienze Biomediche (DSB)
Selene Tomassini è ingegnere biomedico e ricercatrice nel campo dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina. I suoi studi si concentrano sullo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni cliniche nella diagnostica per immagini.
Progetto - mAInds: modality-aware AI for neurooncological decision support Istituto Ospitante - Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione, Università di Trento.
Si è svolto il 17 giugno presso l'Area della Ricerca del CNR di Sesto Fiorentino, in Toscana, il seminario internazionale di scambio e informazione del progetto “PRESTo: Promuovere la REsilienza al cambiamento climatico e la gestione Sostenibile delle risorse naturali in Tunisia”, iniziativa finanziata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzata da un partenariato coordinato da CEFA - Comitato Europeo per la Formazione e l’Agricoltura e composto da ICU – Istituto per la Cooperazione Universitaria, il Consiglio Nazionale delle Ricerche con l'Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe), l’Agence de la Vulgarisation et de la Formation Agricoles (AVFA), la Direction Générale du Génie Rural et de l’Exploitation des Eaux (DGGREE) e l’Association Tunisienne du Droit de l’Environnement (ATDE).
L'incontro ha rappresentato un'importante occasione di confronto tra i partner italiani e tunisini coinvolti nel progetto, permettendo di condividere i risultati raggiunti, le esperienze maturate sul campo e le prospettive future delle attività. Il progetto PRESTo, che opera nei governatorati di Jendouba, Bizerte, Nabeul e Mahdia, ha l’obiettivo di rafforzare le competenze e il ruolo della società civile e delle istituzioni regionali nella gestione sostenibile delle risorse naturali e nell'adozione di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. L'iniziativa si sviluppa in un contesto particolarmente esposto agli effetti della crisi climatica, caratterizzato da un forte stress idrico, riduzione delle precipitazioni e crescente pressione sulle risorse naturali, promuovendo percorsi di formazione, scambio di conoscenze e rafforzamento delle capacità locali.
La giornata ha offerto, inoltre, l'opportunità di presentare alcune delle attività di ricerca e innovazione di punta sviluppate dall'Istituto per la Bioeconomia a supporto della gestione sostenibile delle risorse naturali e dei sistemi agricoli. Dai servizi climatici al monitoraggio delle risorse idriche, fino agli strumenti per la gestione della siccità e al supporto all'agricoltura sostenibile, gli interventi hanno evidenziato il contributo della ricerca nel trasformare dati e conoscenze scientifiche in soluzioni concrete per la resilienza dei territori.
“L'adattamento ai cambiamenti climatici richiede non solo conoscenze scientifiche avanzate, ma anche la capacità di trasferire strumenti, competenze e servizi direttamente agli attori che quotidianamente affrontano gli effetti della crisi climatica. In questo contesto, la cooperazione tra Italia e Tunisia rappresenta un'opportunità concreta per trasformare la ricerca in azioni e soluzioni a beneficio delle comunità locali”, ha commentato Vieri Tarchiani, ricercatore del Cnr-Ibe con una consolidata esperienza nella progettazione e nel coordinamento di iniziative di cooperazione internazionale.
Il progetto PRESTo, infatti, pone al centro le persone, le istituzioni e le organizzazioni che vivono e operano nelle aree interessate dall'intervento, rafforzandone la capacità di affrontare le sfide ambientali e climatiche attraverso un approccio partecipativo che coinvolge società civile, amministrazioni locali e operatori del settore agricolo. La collaborazione tra partner italiani e tunisini consente così di costruire percorsi condivisi di adattamento e sviluppo sostenibile, basati sullo scambio di conoscenze, sulla coprogettazione e sulla valorizzazione delle competenze locali.
Il seminario ha confermato il ruolo della cooperazione scientifica quale strumento strategico per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo. L'iniziativa testimonia il costante impegno dell'Italia nel rafforzare il dialogo e la collaborazione con i Paesi del Mediterraneo, valorizzando il contributo della ricerca, dell'innovazione e della condivisione delle conoscenze a beneficio delle comunità e dei territori. (focus\aise)