I progressi della ricerca italiana

ROMA – focus/ aise – Un importante riconoscimento internazionale premia la ricerca dell’Università degli Studi di Cagliari nel campo delle malattie rare e dell’immunologia clinica. In occasione del Congresso 2026 della European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI), svoltosi a Istanbul e considerato uno dei principali eventi scientifici mondiali dedicati ad allergologia e immunologia, il professor Davide Firinu, docente del dipartimento di Scienze mediche e sanità pubblica, ha ricevuto il premio per la migliore presentazione orale nella sessione dedicata all’angioedema.
Il riconoscimento è stato attribuito dal comitato scientifico dell’EAACI alla presentazione dello studio “POLYPHEMOS: A 10-year cartography of angioedema with normal C1-INH across the Italian Reference Centre Network (ITACA)”, che raccoglie e analizza dieci anni di attività della rete nazionale ITACA (Italian Network for Hereditary and Acquired Angioedema).
Lo studio – spiega l’ateneo sardo – rappresenta una delle più ampie analisi realizzate in Italia sull’angioedema con C1-inibitore normale e sulle forme ricorrenti di angioedema. Attraverso il lavoro coordinato dei centri della rete ITACA, i ricercatori hanno costruito una vera e propria “cartografia” della malattia, raccogliendo dati clinici ed epidemiologici che consentono di migliorare la conoscenza delle caratteristiche dei pazienti, dei percorsi diagnostici e delle strategie terapeutiche.
I risultati offrono un contributo significativo alla comprensione di una patologia rara e spesso difficile da diagnosticare, fornendo elementi utili per ottimizzare la presa in carico dei pazienti e favorire lo sviluppo di future attività di ricerca.
L’assegnazione del premio, sottolinea l’Università di Cagliari, “testimonia la qualità del lavoro svolto all’interno della rete ITACA e la rilevanza internazionale dei risultati ottenuti. Il congresso EAACI rappresenta infatti uno dei principali momenti di confronto per la comunità scientifica internazionale impegnata nello studio delle malattie allergiche e immunologiche”.
Al successo ottenuto a Istanbul si aggiunge un ulteriore importante traguardo professionale: il professor Firinu, infatti, è stato eletto nel board del Working Group europeo sull’angioedema dell’EAACI.
Si tratta dell’organismo che riunisce esperti internazionali impegnati nella promozione della ricerca scientifica, della formazione specialistica e dello sviluppo di raccomandazioni cliniche condivise.
Una sostanza naturale contenuta nella rucola potrebbe aiutare a contrastare l’aumento di peso e gli effetti di una dieta troppo ricca di grassi. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Phytotherapy Research e coordinato dall’Università di Pisa, che ha analizzato gli effetti della glucoerucina, una molecola presente nelle verdure della famiglia delle Brassicaceae, come rucola, broccoli e cavoli.
Ricercatori e ricercatrici hanno studiato su un modello murino di obesità indotta da una dieta ricca di grassi gli effetti della glucoerucina, confrontando i risultati con un gruppo di controllo. Dopo dieci settimane, il gruppo che aveva assunto la sostanza mostrava un minore aumento di peso rispetto al gruppo di controllo, insieme a valori più bassi di glicemia e trigliceridi e a un ridotto accumulo di grasso addominale.
La sperimentazione ha mostrato anche cambiamenti importanti nel tessuto adiposo. Le cellule del tessuto adiposo risultavano più piccole, meno infiammate e più attive nel consumare energia. La glucoerucina ha infatti favorito cambiamenti nel grasso bianco, promuovendo un processo definito “browning”, che lo rende più simile al grasso bruno e il metabolismo più efficiente perché aumenta il consumo energetico dell’organismo.
“Abbiamo visto che la glucoerucina non si limita a ridurre l’accumulo di grasso, ma sembra rendere il tessuto adiposo più attivo dal punto di vista energetico”, spiega la professoressa Lara Testai del Dipartimento Farmacia dell’Università di Pisa. “Questo significa che l’organismo diventa più efficiente nel consumare calorie invece di accumularle”.
La ricerca ha inoltre rilevato livelli più alti di irisina associati al consumo di glucoerucina. L’irisina è un ormone prodotto dai muscoli che stimola il consumo di energia e aiuta l’organismo a bruciare più calorie.
“La rucola è un alimento molto comune della dieta mediterranea, ma contiene molecole ancora poco conosciute” – aggiunge il professore Vincenzo Calderone del Dipartimento di Farmacia – “I nostri risultati mostrano che alcune sostanze naturali presenti negli alimenti, ed in particolare molti composti naturali solforati – come la glucoerucina – che il nostro gruppo di ricerca studia ormai da diversi anni, possono influenzare il nostro metabolismo”.
Lo studio ha coinvolto dipartimenti di Farmacia e Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa: il gruppo di Farmacia si è occupato dello studio sul modello murino e delle analisi metaboliche e molecolari, mentre il gruppo di Veterinaria ha curato le analisi istologiche sul tessuto adiposo. Alla ricerca hanno collaborato anche il CREA – Centro di Ricerca Cerealicola e Colture Industriali di Bologna, che si è occupato dell’estrazione della glucoerucina e l’Università di Firenze e l’Università Federico II di Napoli. (focus\aise)