IIC: una panoramica

ROMA – focus/ aise – Si intitola “Oriri” la mostra che l’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia ospiterà dal 27 maggio al 17 luglio prossimi. Progetto fotografico di Francesco Bellina a cura di Rosa Cascone, “Oriri” indaga le radici profonde della tratta di esseri umani tra Africa occidentale ed Europa.
Frutto di un lavoro di ricerca sul campo sviluppato dall’artista tra il 2016 e il 2020, “Oriri” affronta con rigore e sensibilità uno dei fenomeni più complessi e urgenti del nostro tempo, spostando lo sguardo dalle conseguenze alle origini. Il progetto si concentra infatti sulle dimensioni meno visibili dello sfruttamento, mettendo in luce il ruolo dei rituali religiosi e dei legami simbolici che precedono e accompagnano le traiettorie migratorie, contribuendo a costruire forme profonde di assoggettamento. Il titolo stesso della mostra, Oriri – che nella lingua Bini significa “spiriti” o “incubi” – richiama una dimensione invisibile ma determinante, che attraversa i percorsi individuali e collettivi delle persone coinvolte.
Attraverso fotografie, video e testimonianze, Bellina costruisce un racconto che evita ogni forma di spettacolarizzazione della violenza, per concentrarsi sulle origini culturali, sociali e spirituali del fenomeno.
Il percorso espositivo si sviluppa come un viaggio a ritroso che prende avvio dalla Sicilia, punto di approdo delle rotte migratorie, per risalire fino a Benin City, luogo d’origine di molte delle storie raccontate. Articolata in tre sezioni, la mostra accompagna il visitatore da una dimensione più contestuale a una progressivamente più intima: dalla realtà mediterranea alla dimensione rituale, fino alle storie individuali delle vittime.
In questo percorso emerge anche una possibilità di riscatto, incarnata nella figura di Jennifer, ex vittima di tratta, simbolo di resistenza e di risveglio. In un contesto come quello mediterraneo, segnato da intense dinamiche di mobilità e profonde interconnessioni culturali, la mostra si propone come uno spazio di riflessione e consapevolezza, offrendo al pubblico non solo un’esperienza estetica, ma anche un’occasione di approfondimento su temi centrali del presente.
Per tutto il periodo, la mostra sarà accompagnata dalla narrazione diretta dell’artista che, foto per foto, guida il visitatore tramite ArtUP, piattaforma digitale che sostiene il lavoro di artisti e curatori, per una migliore fruizione in campo culturale e artistico.
Francesco Bellina (Trapani, 1989) è un fotografo con base tra Palermo e Accra. Il suo lavoro si concentra su tematiche socio-politiche contemporanee, con particolare attenzione ai fenomeni migratori, alla tratta di esseri umani e alle trasformazioni geopolitiche legate al Mediterraneo e all’Africa occidentale.
Dopo gli studi in Giurisprudenza all’Università di Palermo, si dedica alla fotografia sviluppando una pratica di ricerca sul campo che intreccia linguaggio visivo, indagine documentaria e analisi geopolitica. Ha sviluppato un legame significativo con il Ghana, dove ha fondato uno studio creativo e avviato progetti educativi, collaborando con università e istituzioni in Europa, Africa e Stati Uniti.
I suoi lavori sono stati pubblicati su importanti media internazionali, tra cui The Guardian, Al Jazeera, Le Monde, The Washington Post e Internazionale, e presentati in contesti espositivi e accademici di rilievo internazionale. Collabora con organizzazioni come UNHCR e OMS.
Tra i suoi principali progetti: Oriri (2016–2020), dedicato alla tratta sessuale e ai rituali di assoggettamento tra Africa ed Europa; Pray for Seamen, vincitore dell’Italian Council 2021; e Hotspot Mediterraneo, incentrato sulle rotte migratorie contemporanee. Le sue opere sono state esposte in sedi istituzionali e internazionali, tra cui il Parlamento Europeo di Bruxelles, e fanno parte della collezione permanente del San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA).
Nel 2025 è tra gli artisti selezionati per Agrigento Capitale Italiana della Cultura. ArtUP è una piattaforma milanese di cultural heritage tech che utilizza l’intelligenza artificiale, il cloud e i data analytics per trasformare la gestione del patrimonio artistico in un’esperienza dinamica multisensoriale. Supportando sia grandi istituzioni (musei, fondazioni) sia piccole collezioni private attraverso un modello freemium, la società punta a democratizzare la digitalizzazione artistica, migliorando l’accessibilità culturale e generando un impatto sociale concreto attraverso l'innovazione tecnologica.
La mostra verrà inaugurata il 27 maggio alle 18.00 alla presenza del fotografo e della curatrice.
Nuovo incontro all’IIC di Santiago nell’ambito della quinta edizione del Caffè Letterario, il club di lettura dell’Istituto Italiano di Cultura che, fino a dicembre, proporrà un incontro mensile per scoprire l’Italia attraverso la letteratura.
Dopo “L’anniversario” di Andrea Bajani e “Le assaggiatrici” di Rosella Postorino, il Book club torna il prossimo 26 maggio – sempre alle 19.00 – con “Tre ciotole”, il romanzo di Michela Murgia, pubblicato poco prima della sua scomparsa. Un libro fatto di storie che si intrecciano, in cui i protagonisti attraversano un cambiamento radicale che li costringe a inventare nuove forme di sopravvivenza emotiva.
Il Gruppo è aperto a 15 partecipanti; gli incontri si tengono in presenza e in lingua spagnola. È possibile leggere sia in italiano che in spagnolo: tutti i libri sono disponibili in traduzione.
Per iscriversi bisogna compilare il modulo disponibile a questo link.
L’Istituto Italiano di Cultura di Miami ospiterà martedì prossimo, 26 maggio, alle ore 18:30, il concerto di Chiara Izzi, una delle voci più raffinate del panorama jazz italiano all’estero.
Cantante, compositrice e interprete dalla sensibilità unica, Chiara Izzi vive dal 2014 a New York, città che ha contribuito a definire e amplificare la sua identità artistica. La svolta decisiva della sua carriera è arrivata con la vittoria del prestigioso Montreux Jazz Festival Vocal Competition, dove ha ricevuto il premio come Best Voice direttamente da Quincy Jones, presidente della giuria. Un riconoscimento che l’ha proiettata sulla scena internazionale e che le ha aperto le porte dei più importanti festival internazionali. L’anno successivo, è tornata sul palco del festival svizzero per aprire il concerto di Paco de Lucía.
Nel corso degli anni, l’artista italiana ha conquistato pubblico e critica grazie a una voce capace di attraversare con naturalezza jazz, sonorità brasiliane, influenze mediterranee e tradizione cantautorale italiana. Tra i riconoscimenti ottenuti spicca anche l’Independent Music Award per il miglior brano jazz vocale assegnato alla sua composizione originale Circles of the Mind.
Negli Stati Uniti si è esibita in alcuni dei luoghi simbolo della musica jazz, tra cui il Kennedy Center, il Jazz Aspen Snowmass e storici club newyorkesi come Birdland, Blue Note, Smalls e 55 Bar. Nel suo percorso artistico ha inoltre collaborato con musicisti di fama internazionale come Kevin Hays, Chris Potter, Omer Avital e Grégoire Maret.
La sua discografia riflette una continua ricerca artistica ed espressiva. L’album di debutto Motifs del 2013 ha ricevuto ampi consensi dalla critica per l’elegante fusione di lingue e stili musicali, mentre lavori più recenti come Across the Sea e Live in Bremen confermano la maturità di un’artista capace di trasformare ogni esibizione in un’esperienza intima e coinvolgente.
All’Istituto Italiano di Cultura di Miami, Chiara Izzi presenterà “Timeless Songs: Roots and Horizons”, uno spettacolo intimo e profondamente personale, che rappresenta un omaggio ai legami culturali tra Italia e Stati Uniti. Attraverso musica, racconto e interpretazione, il concerto ripercorre il dialogo emotivo che da sempre unisce i due Paesi, fondendo la tradizione melodica italiana con la libertà espressiva del jazz americano.
Il programma si sviluppa tra grandi classici italiani dagli anni Trenta in poi e composizioni originali nate dalla simbiosi tra le radici italiane dell’artista e le influenze artistiche maturate negli Stati Uniti. Ispirati alla tradizione della canzone italiana e allo spirito creativo del jazz contemporaneo, i suoi brani dialogano con il repertorio classico, mettendo in luce la duplice identità di Chiara Izzi come interprete e songwriter.
Ad accompagnarla sul palco saranno Chuck Stevens alla chitarra e Chuck Bergeron al contrabbasso.
Il risultato si preannuncia come un viaggio musicale elegante e coinvolgente, dove lirismo e improvvisazione si intrecciano in un dialogo continuo tra passato e presente, tra Mediterraneo e New York, tra tradizione e contemporaneità. (focus\aise)