Italiani nel mondo e dove trovarli

ROMA – focus/ aise – La Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità sul cosiddetto "decreto cittadinanza", tanto criticato dai partiti di opposizione (e non solo) e da molte organizzazioni di italiani all'estero, confermandone quindi la validità sul piano giuridico. Ma per Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del MAIE, questa decisione rappresenta solo una chiusura di una fase e l'apertura di un'altra. "La Consulta ha stabilito che la legge è costituzionale, ma questo non significa che sia giusta o adeguata rispetto alle esigenze reali degli italiani all’estero", ha spiegato.
"Noi non ci siamo limitati a criticare il provvedimento - ha aggiunto -: abbiamo già presentato una proposta alternativa, concreta e strutturata, proprio per superare le criticità della legge attuale e garantire un rapporto autentico tra l’Italia e le sue comunità nel mondo".
Secondo il vicepresidente del Movimento, la pronuncia della Corte sposta ora inevitabilmente il baricentro del confronto sul piano politico: “Adesso non ci sono più alibi. Se la legge è formalmente legittima, ma politicamente sbagliata, l’unica strada è il Parlamento. Ed è lì che la proposta del MAIE assume un’importanza fondamentale”.
"Il rischio – ha sottolineato Odoguardi – è quello di penalizzare milioni di discendenti di italiani nel mondo, riducendo il valore storico, culturale e identitario della cittadinanza".
Il vicepresidente del MAIE ha quindi ribadito di credere "in una cittadinanza che sia sì seria, ma anche giusta, inclusiva e coerente con la storia dell’emigrazione italiana".
Per concludere, Odoguardi ha evidenziato la volontà di continuare "la nostra battaglia istituzionale con determinazione: perché gli italiani all’estero non siano cittadini di serie B e perché il loro legame con l’Italia venga riconosciuto e valorizzato".
Né spazi di divisione, né strumenti di competizione, ma "ponti tra le comunità italiane nel mondo e lo Stato italiano". Così, il Senatore del Pd eletto in Australia, Francesco Giacobbe, è intervenuto, a Sydney, alla celebrazione dei 40 anni dei Comites.
“È stato un momento significativo non solo per ricordare il percorso fatto, ma soprattutto per guardare avanti”, ha dichiarato Giacobbe. “Credo profondamente nei Comites come luoghi di proposta, ascolto e coordinamento”.
Il Senatore ha sottolineato con forza la necessità di rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori del Sistema Italia all’estero: “Il punto è chiaro: non serve competere tra istituzioni. Comites, enti gestori, Camere di Commercio, patronati e rete diplomatica svolgono ruoli diversi ma complementari. Solo attraverso la collaborazione possiamo rafforzare davvero il Sistema Italia”.
Giacobbe ha inoltre ribadito il proprio impegno parlamentare a sostegno dei Comites: “Anche in Parlamento, il mio sostegno ai Comites è sempre stato concreto. Ho lavorato nelle leggi di bilancio per rafforzarne risorse e capacità progettuale, perché credo debbano essere sempre più protagonisti e propositivi” .
Nel suo intervento, il Senatore ha evidenziato come il futuro delle comunità italiane all’estero passi dalla capacità di fare rete: “Il futuro delle nostre comunità passa dall’unità, dalla capacità di essere propositivi e di costruire insieme. I Comites devono contribuire a unire, non a dividere, e a trasformare le esigenze delle comunità in proposte concrete”.
Nel corso dell’evento, Giacobbe ha infine ringraziato il Prof. Papandrea, i Presidenti Luigi Di Martino, Franco Barillaro, Marinella Marmo e Ubaldo Aglianò, l’ex Presidente Mariangela Stagnitti e il Console Generale Rubagotti per il loro contributo e per il lavoro svolto negli anni. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Avv. Marco Testa, direttore di Allora, per l’organizzazione dell’iniziativa e per aver promosso un importante momento di riflessione per la comunità italiana in Australia. (focus\aise)