Italiani nel mondo e dove trovarli (3)

ROMA – focus/ aise – A distanza di un anno e qualche mese dalla sua nascita, l’Associazione italiana Comuni Turismo delle Radici, che oggi conta comuni associati in diverse regioni d’Italia, si è dotata durante l’incontro tenutosi nel Comune di Gerace, di un organismo importantissimo per il suo funzionamento: il comitato scientifico.
Composto da persone autorevoli e con un’ampia competenza, il Comitato Scientifico non è solamente un organo consultivo, ma anche propositivo. Ne fanno parte Franco Caccia, Sonia Ferrari, Gianni Lattanzio, Giuseppe Sommario, Tiziana Nicotera e Vincenzo Santoro.
Scelti per i loro ruoli, il loro impegno, la loro professionalità e la stima per ognuno di loro del consiglio direttivo dell’AICOTUR.
Su proposta del segretario generale e del direttivo, il Comitato scientifico ha anche nominato il proprio coordinatore, che sarà Vincenzo Santoro.
AICOTUR, congratulandosi con il nuovo comitato, ha augurato buon lavoro al Comitato Scientifico ribadendo che sarà “una colonna portante” dell’Associazione.
Lattanzio ha commentato la sua nomina ringraziando l’Associazione e ricordando come “il turismo delle radici non è solo un segmento dell’offerta turistica, ma una vera politica di sviluppo territoriale, capace di rafforzare il legame con le comunità italiane nel mondo e di sostenere l’economia dei borghi, dei piccoli comuni e delle aree interne”. Per lui, è nei piccoli comuni che si gioca “una parte decisiva del futuro del Paese, in termini di identità, coesione sociale e nuove opportunità per le imprese locali”.
Con l’avvio del Comitato scientifico, AICOTUR punta a consolidare il proprio ruolo di rete nazionale di comuni impegnati a promuovere il turismo delle radici come leva di sviluppo economico e sociale, a partire dall’esperienza già maturata nei comuni fondatori dell’organizzazione ed oggi estesa a tutto il territorio nazionale.
Settantacinque anni dopo l’arrivo delle prime famiglie trentine sulle coste del Cile, la Provincia autonoma di Trento è tornata nei luoghi dell’emigrazione con una missione istituzionale guidata dall’assessore della Provincia autonoma del Trentino Alto Adige, Mattia Gottardi. A Coquimbo si è svolta la commemorazione dello sbarco dei primi emigranti partiti dal Trentino nel 1951.
Ne giorni scorsi la delegazione ha incontrato le comunità trentine di Santiago del Cile, Copiapó, Coquimbo e La Serena, ancora oggi profondamente legate alle proprie radici.
La missione, che vede la partecipazione anche dei consiglieri provinciali Walter Kaswalder e Michele Malfer, del direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi, punta a rafforzare il rapporto con le comunità nate dall’emigrazione trentina e a valorizzarne il patrimonio culturale, sociale e identitario incontrando le associazioni Trentini nel mondo e Unione famiglie trentine all’estero.
Nel corso della commemorazione a Coquimbo, Gottardi ha ricordato il sacrificio affrontato dalle famiglie partite dal Trentino in cerca di una nuova vita.
“Oggi è facile gioire e festeggiare guardando i vostri nipoti, i bambini, i balli che ci sono stati offerti con grande generosità dalla comunità - ha affermato l’assessore - ma 75 anni fa i sentimenti erano completamente diversi: paura, dolore, lacrime, l’abbandono delle montagne, dei paesi e degli affetti. Non è stato facile per nessuno dei migranti che sono partiti dal Trentino”.
L’emigrazione trentina verso La Serena iniziò ufficialmente il 19 aprile 1951, quando le prime venti famiglie affrontarono un viaggio di trenta giorni via mare. Le colonie agricole dovettero confrontarsi con terreni difficili e condizioni economiche complesse. Molti emigrati si reinventarono lavorando nel trasporto merci, nelle miniere o avviando attività artigianali e commerciali. Nonostante le difficoltà iniziali, la comunità trentina riuscì progressivamente a integrarsi e a contribuire in maniera decisiva allo sviluppo economico e culturale della Regione di Coquimbo. Oggi nell’area di La Serena-Coquimbo vivono circa 2.000 persone con passaporto italiano.
Tra le tappe della missione anche Copiapó, città di circa 160 mila abitanti nel nord del Cile, nata e cresciuta attorno all’attività mineraria del rame. Qui si trasferirono, tra il 1953 e il 1956, alcune delle famiglie trentine arrivate inizialmente a La Serena.
A Copiapó la delegazione ha visitato la Scuola Italiana Giuseppe Verdi, nata grazie all’impegno della comunità italiana e trentina locale. Durante l’accoglienza è stato ricordato il ruolo degli emigrati nello sviluppo economico, sociale e culturale della città e nella creazione di istituzioni educative capaci di mantenere viva la lingua e la cultura italiana.
La delegazione ha poi raggiunto Scuola Italiana Alcide De Gasperi, fondata nel 1991 dalla comunità trentina di La Serena e oggi frequentata da circa 640 studenti tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Nel 2017 è stato inaugurato il nuovo “Polo delle Scienze”, realizzato anche grazie al cofinanziamento della Provincia autonoma di Trento.
“Quello che si vede oggi a La Serena e in questa comunità è l’impronta dei trentini, il sudore dei trentini che hanno lasciato il segno”, ha sottolineato Gottardi, ricordando come le comunità emigrate abbiano affrontato le difficoltà con spirito di sacrificio, senso del dovere e capacità di guardare oltre i problemi.
L’assessore ha poi evidenziato il valore delle scuole italiane nate grazie alle comunità trentine: “La scuola era la volontà di raccontare e custodire le radici, l’identità e il senso di appartenenza, affinché non andassero perduti nelle nuove generazioni”.
Nel suo intervento Gottardi ha infine voluto rivolgere un messaggio simbolico alle comunità trentine del Cile: “Il Trentino è come un grande albero. Le radici sono rimaste nei paesi da cui siete partiti 75 anni fa, ma voi siete i fiori e le foglie, siete la parte più bella di quell’albero”.
Nel corso di una cerimonia, l'assessore Gottardi ha scoperto una targa commemorativa dedicata alla memoria di Fabrizio Bortolotti Cristele (nato a Meano di Trento nel 1930 e scomparso a La Serena nel 2024), definito "Pittore Emigrante Trentino".
La targa esprime profonda gratitudine per i suoi dipinti donati all'istituto: opere dedicate a Cile e Italia, i due Paesi che formano l'identità di questa comunità, che oggi impreziosiscono la scuola, contribuendo alla crescita culturale, umana e spirituale di tutti gli studenti.
“Accolgo questa nomina con grande piacere e con piena consapevolezza del significato istituzionale e identitario della Consulta. Essere chiamato a rappresentare l’area USA significa contribuire a rendere sempre più vivo e concreto il legame tra la Calabria e le sue comunità all’estero. I calabresi nel mondo custodiscono una storia fatta di sacrificio, lavoro, identità e capacità di costruire futuro: una risorsa preziosa, che merita di essere ascoltata, valorizzata e messa in relazione con le nuove traiettorie di crescita della regione”. È quanto dichiara Alessandro Crocco, imprenditore italo-americano, che la scorsa settimana è stato nominato tra i componenti della nuova Consulta dei Calabresi all’Estero, in rappresentanza dell’area Usa insieme a Luigi Patitucci, Vincenzo Mazzaferro e Joseph M. Turano.
“Il mio impegno - prosegue l’imprenditore - sarà orientato a favorire relazioni concrete, progettualità condivise e occasioni di crescita capaci di rafforzare la presenza della Calabria nello scenario internazionale. Gli Stati Uniti rappresentano un ponte naturale e strategico, non solo per la presenza di una comunità di corregionali viva e dinamica, ma anche per le opportunità che possono nascere dal dialogo tra territori, imprese, istituzioni e nuove generazioni”.
Nel commentare la nomina, Crocco esprime gratitudine al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e a tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso, rivolgendo un pensiero particolare al consigliere regionale Orlandino Greco: “il suo impegno ha contribuito alla ricostituzione della Consulta, restituendo slancio e centralità a una realtà chiamata oggi a svolgere un ruolo sempre più importante nel rapporto tra la Calabria e i suoi corregionali sparsi nel mondo. È un percorso che sono onorato di condividere con amici, professionisti e personalità di grande spessore che, con il loro lavoro, hanno saputo dare lustro alla nostra terra e continuano a rappresentarne il valore, ognuno nel proprio ambito”.
“Questa nomina - precisa Crocco - rafforza ulteriormente il mio impegno nei percorsi che sto già portando avanti, in particolare come presidente del Mediterranean Export Innovation Hub, per promuovere una Calabria capace di dialogare con i mercati internazionali, attrarre relazioni qualificate e trasformare il proprio patrimonio materiale e immateriale in nuove occasioni di crescita”.
La Calabria, conclude, “possiede una forza straordinaria: nelle sue radici, nella sua cultura, nei suoi territori e nelle persone che, anche lontano dalla terra d’origine, continuano a custodirne l’identità e a proiettarne il valore nel mondo. Lavorare per una regione più connessa, riconosciuta e protagonista nello scenario globale è una responsabilità che assumo con convinzione, visione e profondo senso di appartenenza”. (focus\aise)