Italiani nel mondo e dove trovarli (3)

ROMA – focus/ aise – 2000 eventi di promozione sul territorio, 720 dei quali organizzati nei piccoli borghi; “ampia partecipazione” delle comunità di connazionali all’estero, con 3 milioni di partecipanti agli eventi realizzati in tutto il mondo; ma soprattutto 160 milioni di visualizzazioni per Italea, il portale lanciato dal Ministero degli Affari Esteri per attrarre sempre più italo-discendenti alla scoperta delle proprie origini in Italia. È oltremodo positivo il bilancio del tavolo tecnico del Turismo delle Radici, che questa mattina, mentre la prima fase del progetto è ormai conclusa, si è riunito on line per tracciare un bilancio di quanto fatto sinora e prepararsi alla seconda fase, quella della “concretezza”.
Ad aprire il confronto il consigliere Giovanni Maria De Vita, che da sempre ha seguito il progetto in qualità di responsabile di Italea per la Direzione Generale Italiani all’Estero della Farnesina. De Vita ha ricordato “l’entusiasmo” con cui tutto è iniziato, la collaborazione tra Istituzioni, imprese e realtà territoriali che, grazie ai fondi del Pnrr, “in questi anni hanno promosso idee e sviluppato iniziative”, ponendo le “basi” di una strategia di sistema per promuovere il turismo e dare linfa all’economia italiana, quella delle aree più depresse, più soggette allo spopolamento, ma anche con più potenziale. Per questo è nato Italea.com, un portale ma soprattutto una rete territoriale estesa a tutte le regioni italiane per informare, accogliere e assistere i “viaggiatori delle radici”, garantendo loro supporto nell’organizzazione di un viaggio su misura, in base a specifiche esigenze e aspettative.
Nell’ambito del progetto Italea, è stata sviluppata Italeacard, una card virtuale che offre agevolazioni ai viaggiatori delle radici e che vede numerosi partner tra aziende di carattere locale e nazionale. A fornirne qualche dato è intervenuto Edoardo Dal Negro di Blinkup, società che ha partecipato alla realizzazione di Italea Card.
15mila sono i viaggiatori che si sono iscritti attraverso la piattaforma on line per viaggiare nel nostro Paese, il 67% dei quali ha espresso l’intenzione di farlo entro un anno. Ai primi posti per nazionalità si registra l’Argentina, seguita dal Brasile e poi dagli Stati Uniti. La fascia di maggior utilizzo di Italea Card è quella tra i 40 e i 49 anni, ma non mancano fruitori più giovani. Più in generale sono stati 131mila i visitatori del sito, il 99,8% dei quali ha completato il form di iscrizione. Oltre 580mila pagine visitate. Si tratta di un vero e proprio “data base”, che Dal Negro ha definito “importante” perché fornisce “informazioni preziose” su un bacino di utenza dal potenziale enorme. Lo dimostrano anche i “feedback molto positivi” giunti da piccole realtà locali che si sono riscoperte ai “primi posti” sui motori di ricerca proprio grazie a Italea.
Si conferma così quanto emerso anche da una indagine che la Farnesina ha commissionato alla Doxa e che, ha riferito il consigliere De Vita, ha mostrato la “percezione positiva e di utilità” del progetto del Turismo delle Radici. Anche la creazione di reti come quella dei Musei dell’emigrazione, che oggi conta 36 partecipanti, si è dimostrata utile e rappresenta ad oggi “la nostra ossatura”, ha detto De Vita, “la piattaforma da cui dovremo partire nella seconda fase del progetto”.
Tanti i contributi odierni, ognuno su aspetti specifici del progetto: dai coordinatori regionali ai referenti di progetto e ai rappresentati dei piccoli comuni, molti del sud, specie della Basilicata, dove vi sono paesini in cui un terzo della popolazione è iscritta all’Aire. Poi Assocamerestero, che da sempre con la sua rete di Camere di Commercio Italiane all’Estero alimenta il rapporto con le nostre comunità nella convinzione che quella delle nostre radici sia una “importanza non solo affettiva ma anche economica”.
Diversi gli interventi da parte di chi, a vario titolo, si occupa di studenti: Eduitalia, che grazie a questo progetto ha ottenuto una maggiore “visibilità” alimentando il circolo virtuoso di studenti stranieri nel nostro Paese; Unitalia, da sempre impegnata insieme al Maeci nell’attrarre studenti internazionali in percorso di immatricolazione universitaria in Italia, che ha registrato un un aumento dal 3 al 6% di iscrizioni, pari a 120mila studenti internazionali con visto di studio, i quali spendono mediamente 15/20 euro l’anno fra tasse di iscrizione, alloggio, corsi aggiuntivi e vita quotidiana. Se si moltiplica questa cifra per 120mila studenti, si parla di 2.4 miliardi di euro che entrano nel nostro Paese solo in un anno.
Di corsi di lingua e cultura italiana per studenti italodiscendenti si occupa Italian in Italy, che ha promosso anche il Premio alla Letteratura delle Radici; come pure agli italodiscendenti si è indirizzato, grazie alla collaborazione con la Dgit e Italea, il lavoro di ASILS, che raccoglie 40 scuole di italiano per stranieri in Italia.
Una buona pratica locale emersa oggi è stata quella dell’Istituto tecnico turistico “De Iti De Marco” di Casarano: qui ormai il progetto del Turismo delle Radici rientra nel curriculum dello studente, sin dalle classi terze impegnate nella formazione scuola-lavoro. L’obiettivo è quello di creare una figura professionale competente che trasformi concretamente il turismo delle radici in una risorsa economica per il territorio, creando nuovi posti di lavoro.
Per Ita Airways, partner di Italea Card con cui la Farnesina si appresta a siglare un nuovo accordo, il Turismo delle Radici è una “vera operazione di sistema in linea con la missione dell’azienda: essere ponte tra l’Italia e il mondo”. In questo caso delocalizzare i flussi turistici rappresenta per la compagnia una “importante missione culturale”.
È dunque ormai un dato di fatto che il Turismo delle Radici, prima confinato nei soli “ambienti accademici, sia oggi “un fenomeno conosciuto nel nostro Paese”, capace di destare “interesse” per le “prospettive” che ha da offrire e per il suo “potenziale” in termini di “ricadute positive”, ha concluso il consigliere De Vita. Non è un caso che il progetto sia ormai parte integrante di quella diplomazia della crescita di cui ha parlato anche il ministro Antonio Tajani quando, solo poche settimane fa ha presenziato alla Farnesina alla cerimonia di firma delle convenzioni sugli interventi del “Turismo delle Radici” finanziati con il Fondo Sviluppo e Coesione.
“A quattro anni dal lancio del progetto del Turismo delle Radici è il momento di guardare al futuro”, ha detto in quella occasione Tajani. Il futuro è già qui, sul territorio.
Dai piccolissimi dell’infanzia fino ai ragazzi della scuola secondaria, passando per tutte le classi della primaria: sono stati i bambini e i ragazzi della Scuola Statale di Atene i veri, unici protagonisti della seconda edizione dello Zecchino d’Oro in Grecia.
Con la loro energia travolgente e i loro sorrisi, sottolinea la Scuola, gli alunni hanno trasformato l’evento in una gigantesca festa di musica e condivisione, capace di unire l’intera comunità scolastica.
Il viaggio musicale è stato reso possibile grazie all’impegno sinergico e al sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene e dell’Antoniano di Bologna. Un mosaico di voci che quest’anno ha brillato ancora di più, inserendosi nelle celebrazioni francescane promosse dal MAECI come un ponte colorato di diplomazia culturale.
Nel suo discorso di benvenuto, la Dirigente Scolastica ha voluto ringraziare l’Ambasciata d’Italia e la Nunziatura Apostolica, ma ha dedicato le sue parole più tese e sentite proprio al valore della crescita dei ragazzi: “lo Zecchino d’Oro è uno strumento formidabile per i nostri studenti. Per loro, l’esperienza del coro va ben oltre il canto: è un vero esercizio di cittadinanza attiva. Cantare insieme significa imparare l’ascolto reciproco, la cooperazione e l’accettazione dell’errore come momento di crescita. La lingua italiana, così, si impara senza confini e giocando”.
Fedele alla tradizione più pura dello Zecchino d’Oro – nato nel 1959 proprio per premiare le canzoni e mai i singoli passisti – la manifestazione ha messo al centro l’inclusione e la solidarietà. Non sono state le dinamiche da palcoscenico a vincere, ma la gioia pura dei bambini di stare insieme.
Dopo aver emozionato il pubblico con un ricco repertorio di brani, i piccoli cantori hanno regalato a tutti una sorpresa speciale: un grande classico dell’Antoniano intonato a squarciagola, che ha trascinato l’intera platea – genitori e autorità compresi – a cantare all’unisono, abbattendo ogni formalità istituzionale.
Si è tenuta il 28 maggio, presso la sede della SAIG a Ginevra una conferenza sulle ultime novità in tema di rinunce e donazioni immobiliari in Italia e di agevolazioni IMU e TARI per i residenti all’estero. Del primo argomento ne ha parlato l’Avvocata Alessandra Testaguzza, del secondo Gabriele Picco, responsabile dell’Ital-Uil Ginevra.
Presenti, oltre al coordinatore della SAIG, Carmelo Vaccaro, per l’Ital-Uil Svizzera il Presidente Mariano Franzin, il coordinatore Angelo Di Lucci e l’operatrice Rita Olimpio.
Carmelo Vaccaro ha aperto la serata con i saluti da rito a nome della SAIG, seguito da Mariano Franzin e Angelo Di Lucci. L’Avv. Testaguzza, in collegamento da Roma, ha quindi iniziato il proprio intervento illustrando le regole introdotte con la Legge di bilancio 2026 in tema di “rinuncia abdicativa”, ovvero l’atto notarile con cui il proprietario di un bene immobile in Italia dichiara di abbandonare volontariamente il diritto di proprietà, trasferendolo allo Stato.
La Corte di Cassazione aveva recentemente chiarito che la rinuncia abdicativa deve essere possibile, ma non può essere usata per evitare obblighi e responsabilità (ad esempio liberarsi di un immobile pericolante o inquinato). La novità riguarda proprio i controlli tecnici preventivi (regolarità edilizia, assenza di inquinamenti, stato di sicurezza…) che, nella pratica, possono impedire la stipula dell’atto. La rinuncia abdicativa va quindi intesa come uno strumento eccezionale, soggetto a controlli rigorosi e per cui è opportuna l’assistenza di un professionista.
Resta invece possibile la “rinuncia al diritto di comproprietà”, cioè il diritto di uno o più comproprietari a rinunciare alla propria quota a favore degli altri comproprietari. Questa possibilità è molto utile per liberarsi di piccole quote, ad esempio di terreni agricoli, che nel tempo sono arrivati per successione a diversi soggetti e per cui vendere o donare diventa molto complicato.
L’Avv. Testaguzza ha poi concluso ricordando come sia stata approvata in via definitiva la riforma sulla circolazione degli “immobili donati” (Ddl semplificazioni, art. 44): chi acquista un immobile ricevuto in donazione dal venditore non potrà ora più vederselo sottrarre in futuro dagli eredi legittimari. Si supera così un’incertezza che ha frenato per anni vendite e mutui su immobili donati. Gli eredi dell’immobile donato potranno rivalersi soltanto sul donatario (chi era beneficiario della donazione ed ha venduto) e non più sul terzo acquirente o sull’immobile venduto.
La conferenza è proseguita con l’intervento di Gabriele Picco che ha presentato il Disegno di Legge, già approvato alla Camera a fine 2025 e in attesa di essere esaminato dal Senato, relativo alle agevolazioni su IMU (Imposta Municipale Unica) e TARI (Tariffa sui Rifiuti) sulle abitazioni possedute in Italia da persone non residenti.
La nuova normativa, che a regime sostituirà quella attualmente vigente (legata alla titolarità di una pensione in regime internazionale) sarà contenuta in un’apposita Legge ordinaria (e non in un emendamento alla Legge finanziaria) che fissa tutta una serie di requisiti da soddisfare cumulativamente per aver diritto alle agevolazioni, le quali saranno a loro volta variabili a dipendenza di alcuni elementi.
La ratio del ricorso a una Legge ordinaria è quella di creare uno strumento di base più strutturato, su cui andare poi a lavorare per ampliare in futuro la platea dei beneficiari in base alle risorse finanziarie disponibili. Lo Stato deve infatti a garantire ai comuni il ristoro delle minori entrare dovute alle agevolazioni concesse.
Nello specifico, i requisiti che devono essere soddisfatti sono: 1) l’essere proprietari di una abitazione in Italia; 2) che l’abitazione sia libera e tenuta alla disposizione del proprietario; 3) che il proprietario risieda all’estero; 4) che il proprietario abbia vissuto in Italia per almeno 5 anni; 5) che l’abitazione si trovi nel comune italiano di ultima residenza del proprietario; 6) che tale comune abbia meno di 5'000 abitanti.
Per chi rispetta tutte queste condizioni, e se la rendita catastale del bene non supera i 500 euro, sarà possibile ottenere una riduzione dell’IMU compresa tra il 33% e il 100% (il beneficio è massimo per i beni con rendita catastale più bassa) e una riduzione della TARI del 50%.
La conferenza si è conclusa con le domande dei presenti e l’invito a partecipare alle prossime serate informative e alle future manifestazioni organizzate o coordinate dalla SAIG. (focus\aise)