italiani nel mondo e dove trovarli (4)

ROMA – focus/ aise – In occasione dei Mondiali 2026, il MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana ha realizzato un video sul legame straordinario tra gli italiani emigrati in Argentina e la nascita di una delle nazionali più forti al mondo.
Un legame – sottolinea il MEI – che ancora oggi vive nell’Albiceleste.
Il ct Scaloni discende da un bisnonno partito da Magliano di Tenna, nelle Marche. Messi ha radici marchigiane da entrambi i rami familiari — il trisavolo paterno Angelo lasciò Montefiore di Recanati nel 1883 — ed è ancora oggi iscritto all’anagrafe di Recanati.
Tagliafico ha nonni genovesi, Giuliano Simeone è nato a Roma da una famiglia di Rivello, in Basilicata. E poi De Paul, Lo Celso, Pezzella: radici italiane ovunque.
Una storia che comincia ben prima di loro: al Mondiale del 1930, il capocannoniere Guillermo Stábile era figlio di emigranti del Salernitano. E club come River Plate, Boca Juniors e San Lorenzo furono fondati proprio da italiani.
Il video del Mei - Dai porti di Genova ai campi dell’Argentina, una storia che parla italiano – è disponibile a questo link.
Lo scorso 16 luglio l’Unione italiana, la massima organizzazione della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, ha festeggiato il suo 35° anniversario. In questa occasione, il Presidente Marin Corva ha voluto indirizzare ai connazionali una lettera aperta, per ripercorrere insieme il cammino di questi 35 anni, fatto di persone che, con il loro lavoro e il loro volontariato, hanno reso l'Unione Italiana quello che è oggi.
Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“Care connazionali, cari connazionali, oggi, 16 luglio, si celebra il 35° anniversario dell’Unione Italiana. Un traguardo importante, che desidero condividere con voi per guardare insieme al cammino percorso e a quello che ci attende. In questi trentacinque anni l’Unione Italiana si è affermata come la massima organizzazione della Comunità Nazionale Italiana, riconosciuta a livello internazionale. È stata ed è lo strumento che ha tutelato i diritti della nostra Comunità, che ha sostenuto il lavoro delle Comunità degli Italiani sul territorio, che ha accompagnato la crescita delle nostre scuole e che si è fatta garante della conservazione della nostra lingua e della nostra cultura. Desidero dunque ringraziare chi, in questi anni, ha reso possibile il raggiungimento di questi importanti traguardi.
È grazie alle Comunità degli Italiani, alla loro presenza viva sul territorio, che l’Unione Italiana esiste ed opera ogni giorno. È grazie alle nostre scuole, che restano la vera garanzia del nostro futuro e del ricambio generazionale, che la nostra Comunità continua a rinnovarsi e a guardare avanti con fiducia. Un sentito ringraziamento va anche alle istituzioni della Comunità Nazionale Italiana, con le quali la collaborazione ha permesso di diffondere e radicare un’autentica cultura di appartenenza in seno alla CNI.
Penso in particolare al lavoro quotidiano del giornale “La Voce del Popolo” e della casa editrice “EDIT” e tutte le sue testate, nonché al prezioso contributo del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, che con il suo lavoro di ricerca scientifica nel corso degli anni ha permesso e continua a permettere di ricostruire la verità storica su periodi difficili del nostro passato. Penso anche al Dramma Italiano, unica compagnia teatrale italiana operante fuori dai confini nazionali, e a Radio Fiume, Radio Pola, TV Capodistria, Radio Capodistria, TV Nova e agli altri media e istituzioni che danno voce, ogni giorno, alla nostra Comunità, e ne promuovono la crescita e valorizzazione.
Grazie alla collaborazione tra l’Unione Italiana e le nostre Comunità degli Italiani è stato inoltre possibile valorizzare le nostre parlate, l’istroveneto e l’istrioto, sostenendo importanti festival che hanno contribuito a portare questo patrimonio linguistico al meritato riconoscimento che oggi ricopre. Colgo l’occasione per congratularmi ancora una volta con tutti coloro che si sono impegnati per rendere possibile il riconoscimento delle parlate Istroveneto, Istrioto e Fiumano quali beni immateriali della Comunità Nazionale Italiana.
Desidero inoltre ringraziare i nostri finanziatori: il Governo Italiano, per il tramite del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; il Governo Croato, per il tramite dell'Ufficio per i Diritti Umani e per i Diritti delle Minoranze Nazionali e del Consiglio per le Minoranze Nazionali; e il Governo Sloveno, per il tramite dell'Ufficio per le Nazionalità. È grazie al loro sostegno che siamo stati in grado di realizzare e portare avanti tutte le iniziative a favore della Comunità Nazionale Italiana. Un ringraziamento va infine a tutte le istituzioni con cui abbiamo collaborato nel corso degli anni, in particolare all'Università Popolare di Trieste.
In questo giorno così significativo per la nostra storia, desidero rivolgere a tutti i connazionali i miei più sentiti auguri per la Giornata dell’Unione Italiana, ringraziando chi in passato ha contribuito a costruire quello che oggi siamo. Un pensiero speciale va ai connazionali che, con il proprio volontariato, hanno reso l’Unione Italiana quella che è oggi: penso al valore inestimabile del loro lavoro e del loro contributo, determinante per ogni traguardo raggiunto nel corso di questi ultimi 35 anni. Un grazie va anche a tutte le persone che, nell’ambito dei servizi amministrativi e della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, in questi anni hanno reso possibile la realizzazione concreta di tutte le nostre iniziative.
A tutti voi, connazionali in Croazia e in Slovenia, il mio augurio più sincero: che questi 35 anni siano solo l’inizio di un cammino ancora lungo, fatto di identità, di lingua, di cultura, di comunità, di collaborazione. Grazie a tutti”. (focus\aise)