La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – “Da quasi 15 anni la Procura generale di Ginevra è guidata dalla stessa persona, Olivier Jornot. È arrivato il momento di rinnovamento”. Così, il Pd Ginevra ha annunciato il suo sostegno a Pierre Bayenet, che corre per il ruolo di Procuratore Generale nel Cantone di Ginevra.
Bayenet è “avvocato, difensore dei diritti fondamentali, impegnato per una giustizia più giusta, efficace e vicina ai cittadini”. Per questo il Pd della città elvetica ha manifestato il suo sostegno. “Nel 2014 Bayenet raccolse circa il 34% dei voti, dimostrando che migliaia di ginevrini volevano un cambiamento. Oggi ha ancora più sostegno, dai socialisti e dai verdi, e una visione chiara: una Procura indipendente e trasparente; più efficace nella lotta alla criminalità economica; più vicina alla popolazione, alle persone, alla vita quotidiana”.
“Pierre Bayenet ha ascoltato tante ginevrine e tanti ginevrini, rispondendo alle loro domande e proponendo soluzioni concrete – ha aggiunto -. Il rinnovamento non è un rischio: è una necessità per la giustizia a Ginevra”.
“Sosteniamo Pierre Bayenet e apriamo insieme una nuova fase per la nostra città”, ha infine concluso il Pd ginevrino.
"Bene la richiesta del ministro Giuli di dimissioni della rappresentante del Ministero della Cultura nel cda della Biennale di Venezia dopo il voto favorevole alla partecipazione della Russia senza informare il Governo. È un fatto grave, che dimostra quanto i vertici della Biennale abbiano sottovalutato la portata politica di questa decisione”. Così Federica Onori, deputata di Azione eletta in Europa e segretaria della commissione Esteri della Camera, a commento della richiesta di dimissioni che il Ministro della Cultura ha indirizzato a Tamara Gregoretti che rappresenta il MiC nel Consiglio di amministrazione della Biennale perchè “è venuto meno il rapporto di fiducia”.
Una richiesta cui plaude Onori secondo cui “la posizione di numerosi esponenti della politica europea, inclusa la Commissione che ha minacciato di sospendere i fondi, è chiara”. Quindi, ha concluso la deputata, “è positivo che anche l’Italia prenda una posizione netta”.
“A fronte delle segnalazioni, fatte da numerosi cittadini, associazioni e parlamentari, di inefficienze della macchina amministrativa che stanno impedendo a migliaia di cittadini italiani nel mondo di esercitare il diritto costituzionale al voto del referendum, il Ministro degli Affari Esteri minimizza o nega i problemi invece di impegnarsi per risolverli”. Così Luciano Vecchi, Responsabile per gli Italiani nel Mondo del Partito Democratico, a commento dell’intervento del Ministro al question time ieri in Senato.
“Che le procedure elettorali fossero, nella attuale situazione, complesse lo avevano ribadito – inascoltati da Governo e maggioranza di centrodestra – da mesi. Risorse finanziarie largamente insufficienti e personale ridotto all’osso nelle Sedi diplomatiche e consolari sono state scelte compiute dal Governo Meloni”, denuncia Vecchi. “La situazione, che sta riguardando tutti i Continenti – anche nei Paesi lontani dal conflitto mediorientale – è che centinaia di migliaia di connazionali non hanno ricevuto i plichi elettorali, altri li hanno ricevuti sprovvisti della scheda, altri non riescono a farsi rilasciare i duplicati, ad altri viene negata la possibilità – di fronte alle inefficienze, note da tempo, di taluni sistemi postali – di consegnare materialmente il proprio plico alle sedi consolari”.
“Anche in questa circostanza – ribadisce l’esponente del Pd - va il nostro ringraziamento al personale diplomatico ed amministrativo impegnato in una opera difficile, resa ancora più complicata dalle scelte scellerate del Governo che, tagliando organici e risorse, intende rendere – anche in questa circostanza – difficile, se non impossibile l’esercizio dei fondamentali diritti di cittadinanza dei milioni di italiani che vivono, lavorano e studiano all’estero. Chiediamo – conclude Vecchi - che, evitando di negare l’evidenza, si assumano tutte le iniziative atte a garantire la partecipazione, piena e corretta, degli italiani nel mondo, al referendum costituzionale”. (focus\aise)