La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – Francesco Giacobbe, deputato del Pd eletto in Australia, ha incontrato nei giorni scorsi a Sydney Andrea Acciai, del Patronato ACLI Australia. Con lui ha avuto un confronto costruttivo su temi fondamentali per la comunità italo-australiana.
“Abbiamo approfondito questioni legate alla previdenza, all’amministrazione delle pensioni, alla cittadinanza e ai servizi consolari, ambiti nei quali è essenziale garantire risposte sempre più efficaci e vicine ai bisogni dei cittadini italiani all’estero”, ha spiegato Giacobbe. “Un dialogo utile che intendiamo proseguire con continuità, nella consapevolezza che solo attraverso una collaborazione armonica tra tutti i rappresentanti, nei diversi settori della vita sociale, politica e culturale, si possano raggiungere i risultati migliori per la nostra comunità”.
“Un governo di dilettanti allo sbaraglio che procede per tentativi, senza una chiara strategia, costringendo addirittura il Presidente della Repubblica a richiamarli all’ordine”. Così Toni Ricciardi, deputato del Pd eletto in Europa, riguardo il discusso DL Sicurezza e in particolare quella norma definita “remigrazione”, per cui è dovuto intervenire anche Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, chiedendo alla maggioranza una modifica (in particolare per togliere la norma sul premio economico per gli avvocati che aiutano i migranti nei rimpatri).
“Gli avvocati dell’Avvocatura dello Stato devono essere al servizio dei cittadini e del diritto e non delle esigenze del governo – ha aggiunto Ricciardi -. Evidentemente la sberla del referendum non è servita e l’esecutivo continua a pensare di poter piegare il diritto ai suoi desiderata. Eppure, oggi, dopo quattro anni di legislatura e quindici provvedimenti sui flussi migratori e sicurezza, siamo ancora all’anno zero. I numeri parlano chiaro: investimenti ingenti, come gli 800 milioni di euro destinati ai centri in Albania, hanno prodotto risultati inesistenti”.
Per Ricciardi questo “non è solo un problema politico: è una questione di responsabilità istituzionale. Forzare la legge e i procedimenti per inseguire provvedimenti mal concepiti significa ridurre l’Italia al ridicolo e danneggiare i cittadini. Il nostro compito è ricordare che il diritto e la legge non si piegano ai desideri del governo, ma devono essere rispettati da tutti, sempre”.
“Desidero rivolgere, a nome mio personale, un sincero e sentito ringraziamento a Tserendorj Narantungalag per il lavoro svolto in Italia in questi anni e per il contributo offerto al rafforzamento dei rapporti tra i nostri due Paesi”. Lo ha dichiarato Nicola Carè, presidente della sezione bilaterale di amicizia parlamentare Italia-Mongolia, in occasione della conclusione del mandato dell’Ambasciatrice della Mongolia in Italia.
“Nel corso di quasi quattro anni di servizio – ha aggiunto Carè – l’Ambasciatrice Narantungalag ha accompagnato con intelligenza, sensibilità istituzionale e spirito di dialogo una fase importante delle relazioni tra Italia e Mongolia, consolidando un legame fondato su rispetto, cooperazione e amicizia”.
“Il suo impegno ha rafforzato non solo il dialogo diplomatico, ma anche quello parlamentare, culturale e umano – ha concluso -. A lei va il mio grazie più sincero; da parte dell’Italia, il saluto riconoscente di chi ne ha apprezzato la dedizione, la misura e la capacità di costruire ponti autentici tra i nostri popoli”.
Carè ha infine augurato all’Ambasciatrice il meglio per il suo futuro, “certo che il segno lasciato dal suo mandato resterà vivo e prezioso nei rapporti tra Italia e Mongolia”, ha concluso. (focus\aise)