La voce degli eletti all’estero (3)

ROMA – focus/ aise – “Un NO forte e chiaro al Referendum sulla Giustizia”. Così, la senatrice del Pd eletta in Centro e Nord America, Francesca La Marca, ha chiuso la campagna referendaria all'estero.
"C'è ancora tempo per votare - ha spiegato -. Il vostro Consolato di riferimento deve ricevere le schede di voto entro e non oltre le ore 16 locali di giovedì 19 marzo".
La senatrice ha quindi fatto nuovemente un appello a votare NO. Esortando tutti gli avente diritto ad andare a votare poiché "non c'è il quorum, quindi ogni voto conta".
"Facciamo sentire la nostra voce, forte e chiara, anche dall'estero - ha concluso -. Buon voto e buon NO".
"La sicurezza sul lavoro non può più essere trattata come un tema emergenziale, ma come una vera infrastruttura strategica del Paese". Questa la base del concetto espresso da Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sud America, durante il suo saluto alla conferenza “Sicurezza 2035: Il futuro della prevenzione tra tecnologia, cultura e responsabilità”, organizzata da Confassociazioni Sicurezza e A.N.CO.R.S..
"I numeri su infortuni e morti sul lavoro ci ricordano che non parliamo di fatalità, ma di un problema strutturale che chiama in causa organizzazione del lavoro, qualità delle tutele e capacità di prevenzione; per questo serve un orizzonte come il 2035, con politiche coerenti e verificabili nel tempo", ha aggiunto Porta che ha poi richiamato i tre pilastri indicati dal titolo dell’iniziativa: tecnologia, cultura e responsabilità.
"Le nuove tecnologie possono diventare un potente alleato della sicurezza solo se governate e inserite in una vera cultura della prevenzione, che coinvolga imprese, lavoratrici e lavoratori, scuole e territori" ha spiegato il deputato dem. "Il Parlamento deve accompagnare questo percorso con scelte legislative coerenti, un controllo serio sulle politiche pubbliche e un dialogo costante con chi, ogni giorno, lavora nei luoghi di lavoro e nei territori per trasformare la sicurezza in un diritto effettivo e non solo proclamato".
“All’estero le elezioni per il referendum sulla giustizia sono in pieno svolgimento. Anche per questo, come MAIE, abbiamo messo a disposizione tutto il nostro network, fatto di volontari, coordinatori e delegati, per garantire la massima assistenza ai connazionali in caso di necessità”. È quanto dichiara Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del MAIE, facendo riferimento “ad esempio ai tanti cittadini italiani che, purtroppo, non hanno ricevuto il plico elettorale e hanno dovuto richiederlo”.
“In queste situazioni il nostro impegno è totale”, assicura Odoguardi: “non ci siamo mai fermati, sia sul campo che a livello di comunicazione istituzionale e sui canali social. Abbiamo sempre dato il massimo e continuiamo a farlo, anche in piena corsa elettorale”.
Per il MAIE, sottolinea il vicepresidente Odoguardi, è “fondamentale che gli italiani all’estero possano far sentire la propria voce in occasioni importanti come quella del referendum. È un principio che guida ogni nostra azione, perché la partecipazione attiva dei connazionali è essenziale per rafforzare la comunità italiana nel mondo”.
In conclusione, il vicepresidente MAIE annuncia che nei prossimi giorni racconterà la missione del MAIE a Panama: “lì, il nostro coordinatore dell'America Centrale, Giuseppe Cacace, ha incontrato diversi esponenti della comunità italiana e con loro ha parlato di futuro. Presto sarò personalmente a Panama, ancora una volta, per incontrare i nostri referenti e cominciare a programmare anche in quel Paese iniziative targate MAIE in tutto il territorio. Vogliamo essere ovunque ci sia un italiano nel mondo”, conclude Odoguardi. (focus\aise)